Dal 16 al 19 ottobre al Teatro Argentina di Roma
Le corealizzazioni tra la quarantesima edizione del Romaeuropa Festival e la Fondazione Teatro di Roma proseguono dal 16 al 19 ottobre al Teatro Argentina, nel segno del teatro internazionale.
Dopo il successo di Saigon (presentato al REF nel 2018), torna al Festival la regista francese Caroline Guiela Nguyen, direttrice del Théâtre National de Strasbourg, che presenta in prima nazionale (in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa ) il suo nuovo lavoro, Valentina.
Costruito come una fiaba contemporanea, lo spettacolo ruota attorno a una scoperta capace di cambiare il corso di due vite: una lettera scritta in francese da un medico e destinata alla madre di Valentina, una donna rumena che non ha ancora imparato la lingua del Paese in cui vive. La lettera deve essere tradotta e Valentina si trova così costretta a pronunciare una verità difficile, una notizia che potrebbe distruggere il loro mondo.
In Valentina, il rapporto tra verità e menzogna è al centro della narrazione: la verità può essere svelata, taciuta, desiderata o soffocata. Caroline Guiela Nguyen approfondisce la sua ricerca sulle identità sospese tra lingue, culture e istituzioni, mettendo al centro il ruolo dell’interprete e la potenza – ma anche la fragilità – della traduzione.
«Ho lavorato sulla figura dell’interprete, perché penso che questo mestiere rifletta bene il mondo contemporaneo e la sua geografia. È un gesto molto vicino al teatro: tradurre le parole dell’altro significa essere al centro del discorso, ma anche imparare a sparire» – afferma la regista. «Al mio arrivo al Théâtre National de Strasbourg ho incontrato l’associazione Migration Santé Alsace e diversi interpreti – georgiano, albanese, afghano, turco, arabo, vietnamita, russo, ecc. Mi hanno raccontato le situazioni in cui si sono trovati a dover annunciare brutte notizie: un rifiuto della domanda di asilo, un obbligo di espulsione, una diagnosi di malattia incurabile… E mi è tornata in mente una frase di Racine: “Maledetto sia colui che annuncia la disgrazia”».
Lavorando con la comunità rumena di Strasburgo – tra attori professionisti e non – Caroline Guiela Nguyen dà vita a una fiaba contemporanea in cui il tema della traduzione e della mediazione culturale si intreccia a una riflessione sul potere delle parole e dei silenzi, sulla forza delle storie che raccontiamo e delle verità che scegliamo di nascondere.
«Dopo gli incontri ho iniziato a scrivere ogni mattina e ho deciso di partire da una fiaba, non da un copione. Da un lato, perché la protagonista è una bambina e volevo scrivere dal suo punto di vista; dall’altro, perché in passato ho lavorato con storie corali, piene di personaggi. Qui invece volevo concentrare tutto su una madre e una figlia. Per me non poteva che essere un racconto o una fiaba», continua la regista.
Così Valentina esplora il linguaggio come luogo di potere ma anche come spazio di possibilità: la parola come esilio, come ostacolo, come salvezza, come ferita, come sospensione.
Caroline Guiela Nguyen, regista e autrice di grande talento, è fondatrice della compagnia Les Hommes Approximatifse direttrice artistica del Théâtre National de Strasbourg. Le sue opere – tra cui Se souvenir de Violetta e Saigon – esplorano tematiche legate alla memoria e all’identità, includendo voci marginali e creando racconti collettivi che riflettono le problematiche sociali contemporanee. Ha collaborato con la Maison Centrale d’Arles, creando spettacoli con attori detenuti, ed ha sperimentato anche nel cinema con Les Engloutis (2020). Dal 2023 guida il TNS con un progetto che integra teatro, cinema e audiovisivo, trasformando il teatro in un luogo di ospitalità, riflessione e scambio culturale. Tra i suoi progetti più recenti figurano Lacrima, dedicato alla moda e alle tradizioni culturali, e Valentina, in debutto nazionale al Romaeuropa Festival 2025.

