Visto il 14 novembre 2025 al Florian Espace di Pescara
MOLTO DOLORE PER NULLA di Luisa Borini apre il ciclo “DECLINAZIONI-contro la violenza di genere”, sezione del programma “Teatro d’Autore ed altri Linguaggi” di Florian Metateatro
Lo spettacolo, scritto diretto e interpretato dalla stessa Borini, non tematizza la questione della violenza all’interno della coppia, ma lo affronta quale prodotto di una problematica più ampia: la dipendenza affettiva.
Un passaggio dal particolare all’universale che segue la struttura della drammaturgia, caratterizzata principalmente da un “salto”: quello da piano privato a piano pubblico. Il dolore personale raccontato dalla protagonista trova la sua voce proprio quando raggiunge la consapevolezza di appartenere ad un’esperienza condivisa.
Questa duplicità semantica coagula con evidenza in scena, dove Luisa Borini coinvolge il pubblico con la luminosità di uno spettacolo che per larghi tratti sa intrattenere e divertire, grazie a punte di teatralità brillante che esaltano il talento attoriale della sua interprete.
Qui avviene un fenomeno interessante: il calore del sorriso, che non provoca un effetto distanziatorio, bensì predispone alla vicinanza e instrada all’identificazione con la protagonista.
Particolarmente efficace risulta lo strumento della canzone, che accende la partecipazione corporea oltre che emotiva da parte del pubblico. Le vicissitudini fattuali e sentimentali della protagonista si intrecciano con i testi e le melodie delle canzoni che lei ha ascoltato e interiorizzato durante l’adolescenza. Tutti brani rigorosamente non d’autore, bensì successi popolari di vasto consumo. Borini è abile nell’evidenziare le qualità di questa specifica tipologia di paraletteratura (la canzone d’amore apertamente melodrammatica che fino a qualche tempo fa avremmo definito “sanremese”) per la sua capacità di contenere e soddisfare le emozioni elementari (quelle che l’età adulta ufficialmente rinnega ma che ufficiosamente non smette mai di nutrire).
L’attrice, di rosso vestita, fa uso di un microfono, maneggiato con disinvoltura, esibito, quasi indossato. Ritualizzato. Un microfono “vecchia maniera”, dotato di un lungo cavo, registicamente promosso da Borini al ruolo di macchina teatrale, volgendosi a simulare l’oggetto che il momento narrativo richiede. Ma è prima di tutto un segno scenico, che deposita in primo piano il groviglio di tensioni e turbamenti covato dalla protagonista. Come l’arma in un dramma cechoviano: la premessa o promessa di un conflitto che prima o poi esploderà. Puntualmente.
La rassegna “Teatro d’Autore ed altri Linguaggi” di Florian Metateatro prosegue venerdì 21 e sabato 22 con “L’Ultima parola” del suo Barletti/Waas, interessante progetto elaborato dai testi di Samuel Beckett e Peter Handke.
Paolo Verlengia
CREDITS:
MOLTO DOLORE PER NULLA
di e con Luisa Borini
disegno luci di Matteo Gozzi
progetto sonoro di Leo Merati
abito di Clotilde Official
produzione Atto Due
con il sostegno di ZUT! e C.U.R.A Centro Umbro Residenze Artistiche e Strabismi

