Lo spettacolo con la regia di Alice Ferranti, il 29 e 30 novembre 2025 | ore 19,00 e ore 17,30 a Roma
A.K.A. torna a Roma dopo il successo del debutto lo scorso ottobre Tra le migliori novità della scena spagnola contemporanea, A.K.A. replica a Roma dopo il successo del debutto in prima assoluta nell’edizione prodotta da Pandora Lab, con la regia di Alice Ferranti, andata in scena a ottobre 2025 al Teatro Tor Bella Monaca. Lo spettacolo torna in scena il 29 e 30 novembre 2025 (ore 19,00 e ore 17,30) a Roma al Teatro della Dodicesima nel quartiere Spinaceto, recentemente riconosciuto dal MiC Teatro della Città. La scelta di toccare due territori della periferia romana, luoghi dove la società contemporanea mostra senza veli tutte le sue incongruenze, è propria del progetto, che ha visto riconosciuto il proprio valore sociale dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, tra gli enti che patrocinano l’iniziativa. Il testo viene selezionato nel 2023 per la rassegna di drammaturgia Wordbox – Nuova Scena Hispanica prodotta da Pandora Lab, Teatro Stabile di Bolzano, Instituto Cervantes di Milano, con la collaborazione del Premio Riccione per il Teatro. In quell’occasione, viene presentato per la prima volta al pubblico e agli operatori italiani presso il Teatro Stabile di Bolzano, in forma di mise en espace con la regia di Alice Ferranti e riceve una standing ovation. Su invito del Direttore del Premio Riccione per il Teatro, viene successivamente inserito come evento speciale della rassegna Scritture in scena a Riccione, nella storica location del Cocoricò, a febbraio 2024, incontrando 250 studenti degli istituti superiori locali grazie al sostegno dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata della provincia di Rimini e a Riccione Teatro.
A.K.A. è un progetto di Pandora Lab, una società di produzione teatrale indipendente, nata nel 2015 e diretta da Alice Ferranti, che si concentra sulla drammaturgia contemporanea e le scritture originali di artisti italiani e stranieri, con attenzione ai nuovi linguaggi.
Il testo originale debutta nel 2018 a Barcellona (Spagna) presso la Sala Flyhard, con la regia Montse Rodriguez, poi viene programmato al Teatre Lliure di Barcellona. Vince numerosi premi tra i più prestigiosi di Spagna: Premio MAX – Miglior Drammaturgo Rivelazione, Premios Butaca – Miglior testo teatrale, Vincitore Teatro Express Fondazione SGAE, Premio Teatre Barcelona – Miglior testo teatrale, Premio del pubblico MIT RIBADAVIA, Premio del pubblico Teatre del Mar (Mallorca), Premio Florencio, miglior spettacolo straniero (Uruguay). Ad oggi è tradotto in 10 lingue ed è stato rappresentato in Austria, Argentina, Grecia, Finlandia, Uruguay, diventando un piccolo cult.
A.K.A. è un monologo per attore che racconta la storia di Carlos, un ragazzo di circa 16 anni nato in un luogo non precisato del Medio Oriente e adottato da una famiglia spagnola durante le guerre balcaniche degli anni Novanta. Carlos cresce a Barcellona, come qualsiasi altro adolescente del quartiere. Ma i suoi tratti somatici lo rendono vulnerabile all’attacco razzista di una donna che lo accusa falsamente di aver violentato una ragazza quindicenne, Claudia, in realtà fidanzata di Carlos. Il processo che ne segue svela i problemi di adozione affrontati dai genitori, le paure e gli sforzi per perfezionare l’affido di Carlos, che scoprirà di essere più grande di quanto abbia sempre creduto. La condanna e la pena lo strappano alla sua vita ma lui non smette di guardare al mondo con innocenza
e ironia, ricostruendo la sua identità attraverso e malgrado gli occhi degli altri. Lo spettacolo è un viaggio nel mondo di un adolescente che, alternando comicità e dramma, ci porta verso temi e questioni molto più grandi: l’identità, l’amore, il sesso, il razzismo, il senso di appartenenza a una comunità e a un luogo, il rapporto con le proprie radici e, soprattutto, lo sguardo degli altri e come questo possa definirci ma allo stesso tempo distruggerci. Il testo parla di crescita e di costruzione dell’identità ma anche di razzismo e di cosa significhi essere, o essere percepiti, come
“stranieri”. Carlos sa di non essere “di qui” eppure si sente profondamente “di qui” , al punto che il problema dell’integrazione non lo riguarda. Ma la differenza tra il suo sentire e ciò che lui rappresenta agli occhi degli altri si mostra con tutta la sua potenza quando diventa il pretesto per l’accusa che gli rovinerà la vita.
“Il testo ci parla del rapporto con lo sguardo dell’altro in un periodo delicato dell’esistenza umana, l’adolescenza, un’epoca in cui, per circostanze molto spesso esterne e incomprensibili, vacillano le fondamenta, le radici dell’individuo e si incontra il mondo esterno, al di là della famiglia e della scuola – dichiara la regista – Lo spettacolo fa da risuonatore a un corpus emotivo fatto di sensazioni che riguardano tutti e tutte,, incancellabile sia per chi vive l’adolescenza oggi e sia per chi la richiama alla memoria. Entrare in sintonia con Carlos, infatti, significa risalire a quel modo di pensare, parlare e vedere senza filtri, senza giudizi, a quel periodo della vita che è allo stesso tempo terrificante e disarmante, ricordando la familiarità con gli amici e i genitori e la distanza siderale che ci separa dalle cose “da adulti” come l’odio e la paura del diverso, la giustizia e la sua burocrazia, gli errori imperdonabili che si possono commettere per amore di un figlio, la paura della verità”.
“Abbiamo scelto di rendere il bilinguismo del testo originale (scritto in catalano e spagnolo) alternando una cadenza del sud e l’italiano – prosegue Ferranti – come suggerisce la traduttrice nella Nota al testo originale l rapporto con il pubblico è interattivo e diretto, gli spettatori sono continuamente coinvolti, la quarta parete è annullata e l’opera assomiglia più a un one-man-show che alla prosa tradizionale.”
Prossime date: sabato 29 novembre 2025 ore 19,00 | domenica 30 novembre 2025 ore 17,30
Dove: Teatro della Dodicesima |via Carlo Avolio 60 – 00128 Roma (RM)
Biglietti: info@teatrodelladodicesima.it

