La meravigliosa versione di Paul Chalmer incanta il pubblico. Repliche fino al 31 dicembre
La trepidante attesa della Vigilia di Natale sotto i fiocchi di neve, gli allettanti dolci in vendita lungo il tragitto che viene percorso velocemente dagli ospiti: comincia con tocchi realistici, ma già squisitamente fiabeschi Lo Schiaccianoci di Čajkovskij, classico natalizio, nella magnifica, inarrivabile versione di Paul Chalmer che ha inaugurato con il consueto successo la stagione di balletto 2025/2026 del Teatro dell’Opera di Roma. Uno Schiaccianoci avviato anche quest’anno verso il sold out (ben 14 le recite previste fino al 31 dicembre), un titolo entrato nel repertorio del Corpo di Ballo dell’Opera di Roma diretta con successo da Eleonora Abbagnato con étoiles, primi ballerini, solisti, la partecipazione degli allievi della Scuola di Danza.

Spicca inevitabilmente fra tutti gli Schiaccianoci delle programmazioni festive la versione di Chalmer (frutto dei suoi precedenti per il Balletto di Lipsia nel 2007 e per l’Opera Nova a Bydgoszcz in Polonia nel 2015) che continua a incantare con lo stesso effetto il pubblico di ogni età: il coreografo ha realizzato un allestimento di gusto raffinato ed elegante, sofisticato e squisitamente fiabesco mettendo in scena una vera e propria favola, un viaggio fantasioso da cui vengono quasi del tutti (volutamente) eliminati gli elementi oscuri e psicologici della trama originale per lasciare spazio all’incredibile viaggio di Clara fra mondi lontani narrato con una coreografia di grande bellezza.
L’incredibile impatto visivo conduce lo spettatore in un viaggio magico e ispirandosi “ai grandi scenografi come Jurgen Rose, Desmond Heeley, David Walker, Nicholas Georgiadis”, ricorda Chalmer e le scenografie di Andrea Miglio risultano straordinarie. Dalle strade si passa al salone con il grande albero illuminato al centro antistante le grandi vetrate, spettacolare la mongolfiera dove viaggiano Clara e lo Schiaccianoci, incantevoli i fiocchi di neve sulla straordinaria foresta innevata che si apre sotto gli occhi della platea con la coreografia geometrica che richiama l’originale di Petipa, favoloso il mondo dei dolciumi con le grandi torte tutte da decorare.

Fra la meraviglia e la spettacolarità che si rinnova in ogni momento, spiccano gli eleganti costumi in stile liberty di Gianluca Falaschi, dai raffinati abiti dai colori sobri con maniche voluminose della Vigilia di Natale delle dame, ai bellissimi i tutù gioiello della Fata Confetto. La fantasia vola nella creatività dei costumi delle danze di carattere dei mondi lontani, ma ben riconoscibili, dalla Spagna alla Cina, dalla Francia all’Italia all’Oriente, senza dimenticare i bellissimi abiti verdi dei fiori del giardino. E se ciascuna danza viene poi richiamata e arricchita dalle proiezioni colorate sulle vetrate, tutto risulta perfettamente integrato, mai eccessivo.

La forza degli aspetti drammaturgici di questo Schiaccianoci imprime fluidità nella narrazione tanto nel primo, quando nel secondo atto, ancor più fantasioso. Il misterioso giocattolaio Drosselmayer, sempre meglio perfezionato nella sua interpretazione da Claudio Cocino (che si alterna con Giacomo Castellana e Mattia Tortora), avvolto in un lungo mantello svolazzante e con benda sull’occhio rappresenta la modernità immortalando gli invitati della festa con la magia inaspettata della fotografia e diventa fi rouge del primo atto e chiude lo spettacolo salutando i bambini.
Spassose le tre scimmie in versione paggio che entrano in scena con le livree rosse e pantaloni da Arlecchino, efficace la pantomima dello Schiaccianoci che racconta la battaglia contro i Topi.

A rendere ancora più prezioso l’allestimento ovviamente la tecnica e l’esperienza interpretativa dei danzatori, fra Étoiles, Primi Ballerini, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. A impreziosire la prima, le guest Chloe Misseldine, algida prima ballerina dell’American Ballet Theatre al debutto al Costanzi nel ruolo di una bellissima e algida Fata Confetto e l’eleganza innata di Jacopo Tissi nel ruolo del Cavaliere: coppia bellissima, ma che sembra non lasciar trapelare troppa alchimia. Spiccano il Principe Schiaccianoci affidato al bravissimo Alessio Rezza (nel ruolo anche Simone Agrò, Walter Maimone) in coppia con la sognante Clara di Flavia Stocchi (si alterna con Marta Marigliani e Federica Azzone), senza dimenticare la seducente Marianna Suriano nell’ipnotica danza araba. Una produzione entrata in repertorio che a ogni replica lascia scoprire qualche dettaglio ulteriore e che si arricchisce di volta in volta della tecnica e dell’interpretazione sempre più ricercata e approfondita di tutti gli artisti in scena. Sul podio, lo specialista Nir Kabaretti (si alterna con Carlo Donadio) che offre una rilettura della partitura più analitica e dettagliata che travolgente ad accompagnare ogni passo della coreografia. Successo annunciato e grandi applausi meritati per tutti. Repliche fino al 31 dicembre. Info su operaroma.it
Fabiana Raponi

