Dal 21 al 24 gennaio a Roma
Al via i prossimi appuntamenti dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con il Quatuor Ébène che inaugura l’integrale dei Quartetti di Beethoven
L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia apre le celebrazioni in vista del bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven, che cadrà nel marzo 2027, con un progetto monumentale: l’esecuzione integrale dei suoi Quartetti per archi. Il primo appuntamento della serie è previsto per mercoledì 21 gennaio alle ore 20.30 in Sala Sinopoli (Auditorium Parco della Musica), e vedrà protagonista il Quatuor Ébène, ensemble francese che ha fatto dell’universo beethoveniano il fulcro della propria identità artistica.
Il Quatuor Ébène porta da oltre un decennio le musiche di Beethoven nelle principali sale da concerto del mondo. Il loro legame con questo repertorio è stato suggellato dal progetto Beethoven Around the World, un’iniziativa nata nel 2014 che ha ricevuto il prestigioso patrocinio della Commission nationale française de l’UNESCO. Sebbene il tour mondiale si sia concluso nel 2019, l’ensemble continua a essere considerato un punto di riferimento assoluto per la capacità di restituire la modernità e l’energia del compositore tedesco, passando ora per la Sala Sinopoli per inaugurare questa nuova sfida integrale.
Il programma di questa serata offre uno spaccato delle diverse stagioni creative di Beethoven. Si parte con la freschezza del Quartetto op. 18 n. 3, per poi immergersi nelle atmosfere tese e concentrate del Quartetto op. 95, significativamente intitolato dallo stesso autore “Serioso”. A chiudere il concerto sarà il Quartetto op. 59 n. 2 “Razumovsky”, uno dei capolavori della maturità in cui Beethoven espande i confini del genere cameristico con una profondità e una forza sinfonica senza precedenti.
Questo percorso celebrativo proseguirà con il secondo appuntamento della stagione mercoledì 4 marzo, in una serata dedicata al tardo stile beethoveniano che vedrà l’esecuzione dei Quartetti op. 18 n. 2, op. 131 e op. 135.
Il mese di gennaio prosegue con il ritorno sul podio di Santa Cecilia di Juraj Valčuha, che guiderà l’ensemble in un programma di grande impatto emotivo e tecnico. Accanto a lui un solista d’eccezione, apprezzato per l’energia travolgente: il pianista uzbeko Behzod Abduraimov. Gli appuntamenti, in Sala Santa Cecilia, sono previsti per giovedì 22 e venerdì 23 gennaio alle ore 20 e sabato 24 gennaio alle ore 18.
Venerdì 23 gennaio alle ore 18.30 è inoltre previsto un incontro con Enrico Girardi, all’interno del ciclo Spirito Classico, per approfondire i brani in programma. Un’occasione per avvicinarsi alla musica con un gusto nuovo e per scoprire la storia e il contesto in cui i grandi capolavori hanno visto la luce. La conferenza si svolge in Spazio Risonanze ed è preceduta da un aperitivo.
Abduraimov ha conquistato la ribalta internazionale vincendo a soli 18 anni il London International Piano Competition; torna a Roma per misurarsi con il Concerto n. 3 di Rachmaninoff, un’opera che rappresenta una vera e propria sfida di resistenza e precisione.
Il “Rach 3” è infatti una prova leggendaria, resa celebre al grande pubblico anche dal film “Shine” (1996), dove la lotta del protagonista con la partitura diventa il simbolo stesso di un virtuosismo al limite delle possibilità umane.
Il Concerto è un viaggio tra passaggi impervi e melodie struggenti che richiedono al solista una dedizione totale, quasi atletica, per scalare quella che è considerata “la vetta” del pianismo tardoromantico.
Nella seconda parte della serata, l’attenzione si sposta su tutti i componenti della compagine ceciliana con il Concerto per orchestra di Béla Bartók. Composta nel 1943 durante l’esilio negli Stati Unitidel compositore, l’opera è intrisa della nostalgia di Bartók per la sua terra lontana. In questo capolavoro, ogni sezione è chiamata a esibirsi in ruoli solistici, alternando elegie notturne a danze sfrenate che richiamano i ritmi popolari dell’Europa dell’Est.

