COSMOS
Un viaggio tra immaginazione e scienza
Produzione eVolution Dance Theater
Direzione artistica e Coreografie Anthony Heinl e Nadessja Casavecchia
con Giulia Pino, Fabiana Serrone, Giulia Antonucci, Diego Ottaviani, Matteo Vairo, Francesco Parisi,
Nadessja Casavecchia, Anthony Heinl.
Teatro dell’Unione (Viterbo)
Domenica 18 gennaio
Un profluvio di luccicanza espositiva, dipanata lungo una miriade di micro-spettacoli, con ballerini, danzatori, ginnasti ma soprattutto contorsionisti illusionisti, intenti a muoversi flessuosamente da un lato all’altro del palcoscenico, saltando, precipitando morbidamente da una parte all’altra, innalzandosi o inabissandosi, orizzontalmente o verticalmente, come belle statuine su tapis roulant del cosmo.
La eVolution Dance Theater non è certo nuova a questo genere di show altamente spettacolari; fondata nel 2009 dal coreografo americano Anthony Heinl, alla guida della compagnia assieme alla danzatrice e coreografa italiana Nadessja Casavecchia, è diventata famosa in tutto il mondo, trasportando gli spettatori in un corto circuito emozionale d’inaudita bellezza e autentica emozione.
Nel buio del palco, le presenze umane si illuminano attaccate a quelli che paiono essere dei lunghi fili simili a delle luci natalizie capaci di raggiungere il cielo fino all’etere, distendendosi, acrobaticamente, come laser nell’aria o travolgendo lo spazio sopra, davanti o dietro teloni filtro. Sono le costellazioni, pianeti e stelle in diversi frangenti, a comparire davanti agli occhi a favore di una potente suggestione dal valore ipnotico. In altri, possiamo vedere da vicino una luna o un cactus dipinti, una spessa nuvola ovattata pronta a cullare quegli stessi corpi che si muovono nell’ombra nera, contornando le zone vitali di un’illuminazione al neon che radicalizza lo sguardo sulle composizioni che i danzatori, di volta in volta, designano così bene, illuminandole di tanti bei colori riposanti alla vista.
Un grande show capace di trasportarti nella vasta immensità dello spazio, nella favolosa armonia compositiva delle costellazioni. Per far sì che tutto questo abbia un elevato impatto sul pubblico, bisogna che gli effetti speciali siano di alta qualità, tanto quanto le acrobazie e le contorsioni dei corpi, esaltati da un’illuminazione futuristica, così tanto impattante da rendere lo spettacolo qualcosa che percorre fieramente la via dell’interattivo, nel segreto filo che unisce e divide al contempo, la scienza dall’arcano sapere divinatorio. Ad accompagnare le immagini, una selezione musicale varia e coinvolgente, tra musica ambient capace di posarsi su corpi e scenografie semoventi con fluida soavità, e ritmi incalzanti che contemplano l’elettronica, come ad esempio col brano dei Radiohead, a favore di uno dei momenti più avvolgenti dal punto di vista del ballo. I danzatori sono consistentemente fenomenali, nel restituire quello che ai nostri occhi si presenta come un ampio disegno di sensoriale esaltazione, dalla portata inestimabile. Non un passo esitante, né una sensazione di disagio al cospetto della vastità del creato. Solo pura meraviglia.

