C’è una solitudine tagliente, quasi metafisica, che accoglie lo spettatore di fronte a questo Enrico IV firmato da Giorgia Cerruti, in un inizio immaginifico e folgorante che irrompe con il graduale impeto del fato, dal sussurrare della natura al risveglio fino all’evento scatenante della pièce. Non è il solito Pirandello dei salotti polverosi o della retorica filosofeggiante, ma una partitura visiva e sonora che trasforma la “commedia” in un rito laico sulla fine dell’identità. La Piccola Compagnia della Magnolia, reduce dal meritato Premio Nazionale Franco Enriquez 2025, dimostra ancora una volta come la ricerca contemporanea possa dare linfa nuova ai giganti del Novecento. L’adattamento di Fabrizio Sinisi asciuga il testo, lo priva del superfluo per concentrarsi sul nucleo incandescente del dramma: la scelta deliberata della follia come unico scudo contro l’insensatezza della vita “normale”. La regia della Cerruti (che firma anche i raffinatissimi costumi) è millimetrica. Lo spazio scenico non è una ricostruzione storica, ma una camera dell’anima dove il disegno luci di Lucio Diana e il sound design di Guglielmo Diana creano una tensione costante, un’atmosfera sospesa tra il sogno e l’incubo. Al centro di questo ingranaggio perfetto c’è l’interpretazione di Davide Giglio. Il suo Enrico non è un pazzo furioso, ma un uomo che ha deciso di fermare il tempo. Giglio lavora sulla voce e sul corpo con una precisione che incanta e disturba allo stesso tempo, restituendoci tutta la tragicità di un sovrano senza regno che preferisce la maschera alla realtà. Accanto a lui, la stessa Giorgia Cerruti, insieme a Giulia Eugeni e Luca Serra Busnengo, costruisce una cornice attoriale di altissimo livello, capace di reggere il confronto con una messa in scena che chiede agli interpreti una presenza quasi scultorea. Vincere il Premio Enriquez 2025 come “migliore compagnia” non è un caso: si percepisce in ogni momento dello spettacolo un’unità d’intenti e una cura dei dettagli — dalla fonica di Luca Martone alla realizzazione dei costumi di Daniela Rostirolla — che rendono questa produzione un piccolo gioiello di artigianato teatrale. Questo Enrico IV ci interroga su quanto siamo disposti a mentire a noi stessi pur di non affrontare il dolore del cambiamento. Un’opera viscerale che conferma la Cerruti tra le registe più attente e originali del panorama nazionale.
Visto il 17 dicembre 2025
Teatro Astra – Torino
Enrico IV
di
Luigi Pirandello
regia e costumi
Giorgia Cerruti
adattamento a cura di
Fabrizio Sinisi
con
Davide Giglio, Giorgia Cerruti, Giulia Eugeni, Luca Serra Busnengo
disegno luci, consulenza scenotecnica
Lucio Diana
sound design
Guglielmo Diana
fonica
Luca Martone
tecnico luci
Francesco Venturino
realizzazione costumi
Daniela Rostirolla
organizzazione
Emanuela Faiazza
produzione
Piccola Compagnia della Magnolia
in coproduzione con
CTB/Centro Teatrale Bresciano e Operaestate Festival
con il sostegno di
Scarti/Centro di Produzione Teatrale di Innovazione, La Spezia
Spettacolo vincitore del Premio Nazionale Franco Enriquez 2025 come migliore compagnia

