27 gennaio 2026 - première
Al TAM – Teatro Arcimboldi di Milano arriva Cats, lo spettacolo con i gatti più famosi del musical. La versione del West End, in lingua originale, approda a Milano per un’intensa settimana di repliche.
LE COREOGRAFIE
Questo famoso successo di Andrew Lloyd Webber ha una particolarità rispetto ad altri titoli dello stesso autore (quale, ad esempio, The Phantom Of The Opera, anch’esso ospitato dal TAM nel 2023): la danza è la chiave dello spettacolo. Gli interpreti sono di certo dei bravi performer, ma prima di tutto sono egregi ballerini. Oltre ai momenti corali, interpretati con perfetta sincronia e grande eleganza, spiccano alcune coreografie singole. Ne riporto tre che colpiscono maggiormente, presentate in ordine di apparizione sul palco. Victoria the White Cat, interpretata da Isabel Moore, ha un assolo subito dopo The Naming of Cats. Isabel volteggia e fa movimenti complessi con una leggiadria che sembra quasi naturale. Dopo di lei, una menzione speciale va alla coppia di gatti ladri Mungojerrie e Rumpleteazer. A vestirne i panni troviamo rispettivamente Marcus May e Lauren Bronwyn-Wood, che portano in scena una coreografia allegra e divertente che sembra un numero di varietà. Ultimo, ma non certo meno importante, il numero di Mr. Mistoffelees. Samuel Bateson fa qualcosa di incredibile: interpreta con grazia passi difficoltosi e acrobatici, come la ribaltata senza mani con atterraggio in spaccata frontale. Coreografia bonus, poiché non si tratta propriamente di una coreografia singola: il Gumbie Cat di Hazel Baldwin e il suo tip tap energico e allegro.
LE CANZONI
Anche a livello canoro, come nella danza, gli artisti sono tecnicamente perfetti. Nei brani corali, dove la precisione gioca un ruolo chiave per la buona resa del pezzo, il risultato è decisamente positivo. Eppure, sull’aspetto emotivo, non ho provato quelle sensazioni che mi sarei aspettata di trovare: divertimento nel brano Skimbleshanks: The Railway Cat; spiccata sensualità nel Rum Tum Tugger di Jack Danson; l’emozione forte della famosissima Memory, affidata alla Grizabella di Lucy May Barker. Tutte le esibizioni sono state impeccabili nella tecnica; in questo caso, però, avrei preferito un’interpretazione con qualche sbavatura, ma più intensa. Due dei brani più coinvolgenti sono stati Macavity, eseguito da Olivia Barnett-Legh e Alice Oberg (rispettivamente Bombalurina e Demeter) e The Ad-Dressing of Cats, cantato da Michael Robert-Lowe (Old Deuteronomy) in chiusura allo spettacolo.
LO SPAZIO SCENICO
La scenografia è composta da un unico ambiente, pertanto è la luce a imporsi nei numeri e nei cambi scena. I fari sul palco caratterizzano i vari personaggi e le loro canzoni tramite il colore. Catene di luci colorate, inoltre, adornano l’allestimento, incorniciano il palcoscenico e corrono lungo il soffitto sopra la platea. La luce, inoltre, è protagonista unica durante l’ouverture, suonata dall’orchestra dal vivo. Altri effetti speciali sono presenti soprattutto nella scena di Mr. Mistoffelees (il gatto magico) e sul finale, quando Grizabella ascende al paradiso dei Jellicle Cats.
Ancora oggi, a quarantacinque anni dal suo debutto, l’iconico Cats nella sua versione originale è uno spettacolo affascinante, con musiche intramontabili e coreografie spettacolari. I gatti più famosi del musical vi aspettano fino a domenica 1 febbraio al Teatro Arcimboldi di Milano, pronti a lasciarvi a bocca aperta.
Simona Zanoni

