Nel teatro comunale di Soverato (Catanzaro) la commedia scritta, diretta e interpretata da Emanuele Barresi, Gaia De Laurentis e Fabio Ferrari fa riflettere
“La vita è così pericolosa che se fosse un gioco d’azzardo nessuno scommetterebbe”. E’ questa la frase più significativa ed emblematica che l’avvocato Enrico (un eccezionale Fabio Ferrari) pronuncia nel corso di una conversazione con l’amico Michele (un grande Emanuele Barresi) e sua moglie Chiara (una fantastica Gaia De Laurentis) in una bella commedia: “La scommessa” che ha riscosso successo ed ampi consensi di un pubblico sold out, caldo ed entusiasta.
Dunque, la stagione teatrale miglior inizio non poteva avere al Comunale di Soverato (Catanzaro) in cui lo spettacolo, a parte le gag, i doppi sensi da cui sono scaturite battute ironiche che hanno suscitano inevitabilmente molti sorrisi e più di qualche risata, ha anche “idealizzato”, tra le altre cose, l’amore “perfetto” di una coppia. Si, una coppia nella quale Chiara si sente di stare un po’ “all’interno di una gabbia” a causa di una perdurante crisi economica in cui si ritrova la sua famiglia per via delle scorribande impenitenti di un uomo che scommette su tutto, a tutti i costi, perdendo così tanti soldi.
Un uomo preso da un vizio compulsivo che non lo fa ragionare e che purtuttavia individua nella propria compagna la soluzione atavica ai suoi mali che giustifica in ogni modo per l’amore che li lega indissolubilmente, ma che lei, naturalmente, non condivide per nulla. Ebbene, insieme all’amico fidato, Michele ha fatto della scommessa, una ragione di vita e, mentre Enrico (l’amico vero) e più realista e consapevole delle conseguenze dei suoi atti, Michele è completamente perso.
La coppia di amici scommette su tutto, finanche su un euro da restituire per una piccola somma contratta a suo tempo dallo stesso Michele in un gioco divenuto perverso – perché voluto fortemente da Michele – e che rischia di sconfinare impercettibilmente con conseguenze nefaste ed imprevedibili nel rapporto di coppia tra lo stesso Michele e Gaia. A nulla valgono le raccomandazioni di Enrico – che non tradirebbe mai l’amico – per evitare di entrare in conflitto con Michele nel loro rapporto.
Ma la situazione rischia di precipitare seriamente allorquando Chiara prendendo più consapevolezza e prendendo coscienza delle limitazioni in cui è andata in corso negli anni passati, sia lei stessa a telefonare all’amico Enrico per “accogliere” la possibilità di andare al cinema e vedere un film insieme a lui, senza che lo venga a sapere Michele.
E’ nel secondo atto della commedia che si “disvela” la gelosia “sotto traccia” di Michele nei confronti della moglie contro “l’amico in comune” in una serie di colpi di scena e supposizioni che ammorbano i pensieri di Michele da ritenere la moglie non tanto “incorruttibile” come l’ha sempre immaginata.
In questa commedia scritta, oltretutto, da Barresi e – di cui è anche il regista – si pongono interrogativi e riflessioni importanti sulla ludopatia, e non soltanto, anche su quante siano le sfaccettature dell’esistenza di ciascuna persona e dei condizionamenti che può ricevere da una società “malata” dalla quale ci si deve pur difendere se non ci si vuole annullare del tutto, anche di fronte ad una donna forte come Chiara. Gli applausi convinti del pubblico hanno chiuso una piece che, alla fine, ha visto, fuori scena, la notizia dell’annuncio sorprendente dei tre attori di una prosecuzione di un’altra commedia che, evidentemente, Barresi vorrà mettere in campo, su questa stessa falsariga, tra non molto, una sorta di: “La scommessa 2?”. Vedremo…

