Gli eventi della settimana
Asmik Gregorian in recital e Alexander Soddy per Ravel e Fauré fra gli eventi della settimana all’Accademia di Santa Cecilia.
Il palcoscenico della Sala Sinopoli (Auditorium Parco della Musica) ospita, mercoledì 11 febbraio alle ore 20.30, uno degli appuntamenti più raffinati della stagione di Musica da Camera: il recital del soprano Asmik Grigorian e del pianista Lukas Geniušas.
Acclamata nei più prestigiosi teatri del mondo per la sua intensità drammatica e la straordinaria versatilità vocale, la cantante lituana propone un programma che esplora le diverse sfumature della melodia vocale, tra Otto e Novecento. E per chi non potrà essere presente in sala, il concerto sarà trasmesso in diretta da Rai RadioTre.
A conclusione del concerto, il Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, On. Federico Mollicone, alla presenza del Sovrintendente di Santa Cecilia Massimo Biscardi, consegnerà la Medaglia Ufficiale della Camera dei Deputati a S.E. l’Ambasciatrice della Lituania in Italia e alla soprano Asmik Grigorian. L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per l’Anno Culturale Lituania-Italia 2026. L’On. Federico Mollicone conferirà l’onorificenza quale tributo all’eccellenza artistica della Grigorian e al ruolo cruciale della diplomazia culturale nel consolidare lo storico legame tra Roma e Vilnius.
La prima parte della serata musicale è un delicato intreccio di miniature vocali e pianistiche. Il programma si apre con la purezza dei Vocalise, musica senza parole, di Ravel, Bizet, Rachmaninoff, Fauré e Messiaen: pagine di puro canto senza parole, dove la voce umana viene utilizzata come un vero e proprio strumento solista. Si alternano quindi le atmosfere esotiche e nostalgiche di Reynaldo Hahn con Souvenir de Constantinople, l’Habanera di Ravel e i Chants du Rhin di Bizet, una serie di quadri sonori che evocano sogni, partenze e ritorni lungo le rive del Reno.
La seconda parte è interamente dedicata a Richard Strauss, autore fondamentale nel percorso artistico della Grigorian. Il viaggio inizia con le suggestioni giovanili degli Stimmungsbilder op. 9 per pianoforte solo, per poi addentrarsi nel repertorio liederistico con celebri pagine come Cäcilie e Zueignung. Il culmine emotivo del recital è affidato ai Vier letzte Lieder (Quattro ultimi Lieder). Composti nel 1948, rappresentano il testamento poetico e sonoro di Strauss: una meditazione intensa sul tempo, sulla natura e sul commiato dalla vita, che si conclude nel segno di una bellezza trascendente.
L’intesa tra Asmik Grigorian e Lukas Geniušas promette di restituire tutta la forza di questo itinerario, che prende mosse dalla leggerezza delle vocalizzazioni francesi per poi approdare alle profondità metafisiche del tardoromanticismo tedesco.
Il fascino della musica francese, sospeso tra sensualità e spiritualità, è il protagonista del nuovo appuntamento sinfonico in Sala Santa Cecilia, previsto per giovedì 12 e venerdì 13 febbraio alle ore 20, e sabato 14 febbraio alle ore 18. Sul podio torna Alexander Soddy, alla guida dell’Orchestra e del Coro dell’Accademia, per un programma che accosta Gabriel Fauré e Maurice Ravel. Sul palco saranno presenti anche il soprano Golda Schultz e il baritono Mikhail Timoshenko.
La serata si apre nel segno di una spiritualità raccolta con la celebre Pavane e, a seguire, con il Requiem di Fauré. Considerato uno dei capolavori più amati della letteratura corale, il Requiem si distingue per una visione della morte priva di terrore; è una preghiera consolatoria che non indugia sulle ombre dell’inferno ma cerca la speranza della luce eterna.
La seconda parte del concerto esplora invece il lato più visionario del repertorio francese con Ravel. Si parte con il fascino di Shéhérazade, dove la voce del soprano ci conduce in un Oriente immaginario e fiabesco, per poi concludere con il vigore travolgente de La Valse. Definita dallo stesso autore come un “poema coreografico”, La Valse è un vortice inebriante e a tratti oscuro: un valzer che danza sull’orlo dell’abisso, simbolo di un’eleganza che, all’indomani della Grande Guerra, sembra disintegrarsi sotto i colpi di una modernità inquieta.
L’appuntamento promette di restituire l’intero spettro dell’estetica francese, dalla purezza celestiale delle voci di Fauré alla potenza orchestrale di Ravel, sotto la lettura attenta e dinamica di Alexander Soddy.

