Irresistibile l'attore comico napoletano che insieme ai musicisti e al maestro Debernardis hanno raccontato le fiabe di "Pierino e il lupo"
Risate a non finire per tutto lo spettacolo e tanta, tanta leggerezza. In un teatro Politeama “Mario Foglietti” sold out, nell’ambito del cartellone ideato dalla sovrintendente Antonietta Santacroce, Francesco Paolantoni affiancato sul palcoscenico dall’orchestra “Saverio Mercadante” guidata dal maestro, direttore artistico nonché fondatore Rocco Debernardis ha così raccontato le fiabe di “Pierino e il lupo”.
Naturalmente, Paolantoni le ha rivisitate, a modo suo, senza seguire pedissequamente il filone creato dall’opera realizzata a tema nel 1936 dal noto compositore e pianista russo Sergej Prokoviev.
Il simpatico “gioco” del progetto culturale portato avanti tra il comico e l’orchestra, ha comunque tenuto insieme narrazione e musica così come voluto dal suo originario autore, dove ogni strumento raffigura un personaggio e, come in questo caso, nello specifico: degli animali, oltre a Pierino e il nonno!
E dunque quale titolo migliore di “Si ride… a crepafavole” poteva darsi allo spettacolo portato in scena a Catanzaro! E risate son state! Basta soltanto pensare che al suo ingresso, è lo stesso Paolantoni che per dare un tocco di comicità subitaneo mentre l’orchestra accorda gli strumenti, osserva: “Ma perché perdere troppo tempo adesso per mettervi “d’accordo!”, fatelo prima, eh!”.
Istrionico, simpatico ed empatico al tempo stesso, irresistibile, il comico napoletano sul palco ci sta bene, serafico con quello sguardo “dubbioso” che già suscita di suo sorrisi e risate sornioni, Paolantoni ha saputo calamitare l’attenzione degli spettatori su di sé. Dapprima, presenta l’associazione tra l’animale e lo strumento suonato da ciascuno dei componenti l’orchestra cosicché il flauto traverso diventa un uccello, l’oboe rappresenterà un’anatra, il clarinetto: il gatto, il fagotto: il nonno e via dicendo. Tutto è oramai pronto e il “reading”, inizia!
Ecco, pertanto, come la narrazione, le movenze, gli sguardi, gli ammiccamenti dell’attore napoletano, oltre alle “volute” decine di storpiature delle parole abbiano così reso lo spettacolo sempre più accattivante. In questo scenario è evidente come il cuore pulsante sia rappresentato dall’orchestra e dal suo maestro che guida pure il comico nella narrazione.
Il risultato assicurato e convincente del connubio dell’orchestra con Paolantoni ha così reso la serata piacevole ed allegra. Dopo il racconto, ecco poi che lo spettacolo prosegue con il monologo di Paolantoni che rilegge alcune tra le più celebri favole della storia “interagendo” con il pubblico che si diverte ad ogni battuta e ai vari doppi sensi che l’attore commenta, con il giusto carico di teatralità, con gli stessi componenti dell’orchestra e del maestro che, questa volta, – ed era inevitabile! – si son messi pure a ridere di gusto ad ogni battuta del comico divenuti così, “involontariamente” un’altra componente del pubblico, sia pure seduta dalla parte opposta… Gli applausi scroscianti alla fine hanno concluso una bella e “spensierata” serata.

