Sae Eun Park e Paul Marque debuttano al Costanzi per l’epopea indiana, sei recite dal 3 all’8 febbraio a Roma
Dopo Lo Schiaccianoci di Chalmer, la stagione di balletto del Teatro dell’Opera di Roma prosegue con la ripresa de La Bayadère nella versione coreografica di Benjamin Pech: dal 3 (ore 20) all’8 febbraio spazio a sei recite per un balletto epico realizzato nel 2023 per il lirico capitolino.

La Bayadère di Pech, “un balletto epico, una vera epopea” secondo il coreografo francese, è una produzione ambiziosa per l’Opera che torna a coinvolgere non solo il Corpo di ballo, ma anche gli allievi della Scuola di Danza: l’artista Ignasi Monreal firma le scene, Anna Biagiotti i costumi, Vinicio Cheli le luci che trasportano il pubblico in un universo onirico e senza tempo, lontano, ma contemporaneo.
Intrighi, amore, gelosia e tradimento sono al centro di questo grandioso e sontuoso balletto ispirato al poema indiano Sakuntala di Kalidasa cui Petipa si è ispirato per raccontare la storia della bellissima bayadère Nikija, amante segreta del principe guerriero Solor che la tradirà sposando la crudele e gelosa Gamzatti, figlia del Raja.

La musica di Ludwig Minkus scritta nel 1877 per il balletto di Petipa e ispirata di colori dei caratteri dei personaggi, è affidata alla bacchetta del francese Fayçal Karoui sul podio dell’Orchestra dell’Opera di Roma.
Quattro gli ospiti internazionali chiamati per interpretare i ruoli di Nikija e Solor: le étoiles dell’Opéra di Parigi la coreana Sae Eun Park e il francese Paul Marque (3 e 5 febbraio) entrambi al debutto al Costanzi; la Principal Dancer dello Staatsballett Berlin Iana Salenko e il Principal Dancer dell’Astana Opera Bakhtiyar Adamzhan (4, 6 e 7 febbraio ore 20), di nuovo insieme dopo il Marco Spada di Lacotte.

Danzano nel ruolo della baiadera e del suo amante anche la prima ballerina Marianna Suriano e Mattia Tortora (7 ore 15, 8 febbraio). La crudele Gamzatti, futura sposa di Solor, è interpretata dall’étoile Susanna Salvi (3, 5, 7 ore 15 e 8 febbraio) e dalla prima ballerina Federica Maine (4, 6 e 7 febbraio ore 20), nei panni dell’Idolo d’oro il primo ballerino Simone Agrò (3, 5, 7 ore 20 e 8 febbraio) e Gabriele Consoli (4, 6, e 7 febbraio ore 15).
“Sono cresciuto con questo balletto! È stata la prima produzione cui ho preso parte appena entrato nel Corpo di Ballo dell’Opéra di Parigi – spiega Pech, particolarmente legato a questo titolo – ho avuto la possibilità di vedere Rudolf Nureyev lavorare a questa sua ultima creazione per la compagnia parigina”.
Legati all’eredità artistica di Nureyev anche Sae Eun Park, che ha ricevuto la nomina ad étoile al Ballet dell’Opéra nel 2021 con il Roméo and Juliet di Nureyev, e il francese Marque, nominato étoile dell’Opéra nel 2020 ne La Bayadère di Nureyev nel ruolo del’Idolo d’oro.
«Dopo Il lago dei cigni – prosegue Pech – Eleonora Abbaganto mi ha proposto di pensare a un secondo lavoro coreografico per la compagnia. L’idea di rileggere La Bayadère è arrivata naturalmente, è diventata una necessità. Conoscere questi balletti è importante per sapere da dove veniamo e capire dove andiamo. Riadattarli al mondo di oggi è un modo di tenerli vivi, perché devono continuare a esistere. Il mio Solor, protagonista del balletto, non è un uomo romantico, è un guerriero, ma pian piano, grazie all’amore della Bayadère il suo cuore si apre. Diventa un eroe romantico perché sceglie di sposare la ragazza sbagliata: sceglie la regalità e il potere accettando la proposta del Raja, di sposare sua figlia Gamzatti”.
La ‘prima’ de La Bayadère di martedì 3 febbraio (ore 20), sarà preceduta dall’Anteprima Giovani, domenica 1° febbraio (ore 16.30), poi spazio ad altre 5 recite, mercoledì 4 (ore 20), giovedì 5 (ore 20), venerdì 6 (ore 20), sabato 7 (ore 15 e ore 20) e domenica 8 febbraio (ore 16.30). Info e biglietti operaroma.it.
Fabiana Raponi

