Harding inaugura con il Siegfried di Wagner; grandi bacchette e star internazionali in stagione
Siegfried
di Richard Wagner diretto da Daniel Harding con la regia di Vincent Huguet, apre il 21 ottobre (repliche il 24 e il 27 ottobre) la stagione 2026/2027 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
La seconda giornata del Ring, dopo il successo di Die Walküre dello scorso anno, prosegue l’ambizioso progetto della Tetralogia proponendo un grande cast internazionale di riferimento nel repertorio wagneriano, tra cui Clay Hilley nel ruolo del titolo e Michael Volle (Wotan/Il Viandante).
Classica, presente, eterna continua a essere il claim della anche della nuova stagione ceciliana nel nuovo corso inaugurato da presidente-sovrintendente Massimo Biscardi.
Il Ring di Wagner, il 200° anniversario della morte di Beethoven, una forte attenzione nei confronti della musiche del Novecento e della musica contemporanea oltre alla consolidata presenza di programmi che spaziano dal Barocco al Romanticismo sono i punti cardine della nuova stagione.
“Presentiamo una stagione così importante, ricca di grandi artisti internzionali e solisti d’eccezione che diventa quasi difficile parlarle – spiega Biscardi – ma in ottica di rinnovamento vogliamo anche portare l’attenzione su una crescita di pubblico in sala, riflesso anche forse della nuova direzione musicale affidata al Maestro Daniel Harding”.
Proprio Harding tornerà sul podio ceciliano per 8 produzioni, proseguendo il percorso wagneriano, quello mahleriano (Sinfonie n. 5 e n. 6 “Tragica”), quello brahmsiano (Sinfonia n. 4) accanto a Beatrice Rana nel Concerto n. 3 di Prokofiev, con incursioni nella musica francese, fra Ravel e Debussy.
Attesa per i Pagliacci di Leoncavallo, proposto in forma di concerto ad aprile e per la Sinfonia n.9 di Beethoven con un grande cast internazionale.
Nel percorso beethoveniano rientrano poi altri importanti appuntamenti che coinvolgono tante prestigiose bacchette, tra cui Fabio Luisi, (a Santa Cecilia dopo 12 anni) con la Missa solemnis, Manfred Honeck con la Sinfonia n. 1, Riccardo Minasi con la Sinfonia n. 3 “Eroica”; il Direttore Emerito Antonio Pappano torna in sala con Jan Lisiecki nel Concerto n. 5 “Imperatore”, spazio a Thomas Guggeis con il violinista Sergey Khachatryan per il Concerto per violino e Sinfonia n. 7, da non perdere anche il ritorno della pianista Martha Argerich con Charles Dutoit per il Concerto per pianoforte n. 1 di Beethoven.
Il progetto Beethoven 200° è cuore anche della ricca stagione da camera con il Quatuor Ébène che conclude il ciclo dedicato ai Quartetti e con Beethoven anche centro del concerto con Martha Argerich insieme all’Orchestre de Chambre de Lausanne diretta da Renaud Capuçon, in un “tutto Beethoven” oltre che compositore presente in recital di importanti pianisti in stagione, Mikhail Pletnev, Pietro De Maria, Igor Levit.
Internante dedicato a Bach il concerto di Natale che segna il debutto ceciliano di Enrico Onofri con un grande classico del repertorio sacro, l’Oratorio di Natale e con tutto Mozart proposto da Rudolf Buchbinder nel duplice ruolo di pianista-direttore con Concerti per pianoforte: n. 9 K 271 “Jeunehomme”, n. 23 K 488 e n. 22 K 482.
“Voglio ingraziare l’Orchestra e il Coro che continuano che con il loro straordinario livello artistico continuano ad attirare moltissimi fra i più grandi artisti internzionali – commenta Harding – come direttore ho a disposizione la partitura del compositore e la professionalità dell’orchestra, ma mi sembra sempre che l’orchestra diventi qualcosa di fisico da plasmare. Non esiste interpretazione senza la personalità del musicista, ma è sempre importante lasciare spazio alla partitura”

Ancora maggiore attenzione viene quest’anno riservata alla musica del Novecento e contemporanea: Kirill Petrenko accosta a Hindemith, lieder orchestrali di Richard Strauss a Schumann , Antonio Pappano propone il Salmo IX di Petrassi accostato alla Sinfonia n. 6 “Patetica” di Čajkovskij, Lorenzo Viotti con Lisa Batiashvili presente il Concerto per violino n. 1 di Szymanowski, Tarmo Peltokoski, si confronta la Sinfonia n. 7 “Leningrado” di Šostakovič. Da non perdere il concerto di Juraj Valčuha che propone la suite da Vertigo di Bernard Herrmann scritta per il capolavoro di Alfred Hitchcock e poi rielaborata in forma sinfonica accostata al Concerto per violoncello di Dvořák e alle Danze sinfoniche di Rachmaninoff con il violoncellista Ettore Pagano.
Numerose le prime assolute: Daniel Harding dirige Rischiare la Gioia di Stefano Gervasoni; Carlo Boccadoro presenta in prima assoluta la commissione dell’Accademia Viaggio, dedicata a Luciano Berio con la direzione di Gustavo Gimeno, Honeck dirige un’altra prima italiana, Peccato, ormai è troppo tardi del compositore estone Jüri Reinvere.
Non mancano attesi gli debutti debutti di Elim Chan, fra le direttrici più richieste della sua generazione e del Morricone giapponese, Joe Hisaishi, che salirà sul podio in un programma legato alle pellicole dello Studio Ghibli di Hayao Miyazaki.
La Stagione da Camera si muove sulle stelle linee della stagione sinfonica con una inaugurazione affidata al soprano di fama internazionale Lisette Oropesa e che sarà ospitata per la prima volta al Teatro dell’Opera di Roma, nell’ambito della collaborazione tra le due istituzioni musicali con un recital Mis amores son canciones, tra zarzuela e melodie d’amore iberiche.

Grande protagonista della stagione sinfonica il Coro diretto da Andrea Secchi sarà impegnato con Luigi Piovano nel contemporaneo Cantico del Sole di Sofia Gubaidulina. Spazio al Novecento con Voices di Hans Werner Henze, in occasione del centenario della nascita), proposto da Carlo Boccadoro alla guida del New European Ensemble, in collaborazione con Romaeuropa Festival e a tanti altri grandi solisti, come Grigory Sokolov, Nikolai Lugansky, Benedetto Lupo, il duo formato da Sol Gabetta e Bertrand Chamayou, il duo d’eccezione formato da Evgeny Kissin e András Schiff, i fratelli pianisti Lucas e Arthur Jussen, in un programma per due pianoforti che mette al centro il dialogo a quattro mani. Non mancano numerosi ensemble ospiti, come il Monteverdi Choir e gli English Baroque Soloists, diretti da Christophe Rousset per Theodora di Händel, spazio a Jordi Savall, con La Capella Reial de Catalunya, in un programma vivaldiano che include Magnificat e Gloria, il recital liederistico con Winterreise di Schubert, affidata al tenore Allan Clayton e al pianista Paul Lewis.
Info e dettagli su santacecilia.it.
Fabiana Raponi

