Spring and Fall, Echoes from a Restless Soul e I Feel the Earth Move, dal 17 al 22 marzo a Roma
Tre fra i massimi coreografi contemporanei, John Neumeier, Jacopo Godani e Benjamin Millepied al centro del Trittico Contemporaneo in scena al Teatro dell’Opera di Roma (repliche fino al 22 marzo): un appuntamento diventato ormai un classico nel cartellone di danza curato dalla direttrice Eleonora Abbagnato volto anche all’educazione del pubblico con l’intento di conoscere anche i coreografi contemporanei e i nuovi lavori oltre al repertorio classico.

I tre lavori in scena, protagonisti le étoiles Alessandra Amato e Susanna Salvi, le prime ballerine Federica Maine, Marianna Suriano, i primi ballerini Simone Agrò, Claudio Cocino e Michele Satriano, i solisti e il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, sempre più versatili anche nelle nuove coreografie, appaiono quest’anno particolarmente eterogenei.
La serata si apre con Spring and fall (in prima romana) all’insegna della leggerezza di John Neumeier (dell’Hamburg Ballett): si tratta effettivamente del ‘primo Neumeier’ per il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera, ma è un Neumeier un po’ diverso dal solito, meno narrativo e più astratto: sulle note della Serenata per archi di Dvořák (Daniel Capps sul podio dell’Orchestra capitolina) i danzatori interpretano la primavera e l’autunno, ma anche simbolicamente l’elevazione, la caduta e il recupero, elementi base del movimento e della danza. I colori tenui delle pennellate pastello delle scene, si spostano con la purezza dei costumi bianchi in una coreografia votata all’astrattismo fra la morbidezza di passi virtuosistici che culmina in un incantevole passo a due, metafora della danza e della vita all’insegna della leggerezza.
Si cambia totalmente atmosfera nel secondo lavoro del trittico: debutto romano per per Jacopo Godani che porta in scena in prima romana Echoes from a Restless Soul, un lavoro nato nel 2016: i danzatori fuoriescono dalla semioscurità per una pièce astratta catturando le note misteriose e nervose di Gaspard de la unit di Ravel, interpretata al pianoforte da Massimo Spada.
In perfetto stile Godani i danzatori alternano passi morbidi della danza, passi (anche a due), lentamente sinuosi con movimenti nervosi e quasi scattosi che inseguono le inquietanti e martellanti note di Ravel. Una sottile emozionante inquietudine tratteggia un balletto di grande fascino attraverso i corpi dei danzatori inguainati in striminziti costumi luccicanti in color bronzo (ideati come le scene e le luci dallo stesso Godani) che interpretano la contemporaneità del movimento (tanti gli echi di William Forsythe con cui Godani ha lavorato a stretto contatto) senza tradire mai il grande passato.

La serata si chiude all’insegna del mimimalismo, coreografico e musicale, di Benjamin Milliepied che torna all’Opera con I Feel the Earth Move che segna anche la prima collaborazione per i costumi, semplicissimi rossi, bianchi e marroni, della Fondazione capitolina e Ferrari Style, il brand lifestyle di Ferrari con la direzione creativa di Rocco Iannone. Su un palco totalmente scevro, solo a tratti illuminato, la musica di Philip Glass accompagna i sei solisti e i dodici danzatori, mostrando tutta la vitalità della danza mostrando il movimento del corpo dall’interno, visto come armonia perfetta, fra sensualità e dinamismo: i movimenti si fanno atletici e veloci sulle infinite variazioni fra assoli, passi a due, passi a tre e danze d’insieme per arrivare al finale quasi inaspettato.
Un trittico tanto eterogeneo e inaspettato, quanto interessante che conquista la platea. Da non perdere. Il Trittico replica anche giovedì 19 (ore 20.00), venerdì 20 (ore 20), sabato 21 (ore 15 e ore 20) e domenica 22 marzo (ore 16.30). Biglietti su operaroma.com.
Fabiana Raponi

