Il 25 e 26 aprile, Nadir Dal Grande firma regia, scene e costumi della nuova produzione in scena a cento anni esatti dalla prima assoluta
LA TURANDOT DEL CENTENARIO
Nadir Dal Grande firma regia, scene e costumi della nuova produzione in scena a cento anni esatti dalla prima assoluta
25 e 26 aprile, Teatro del Giglio di Lucca
Nadir Dal Grande, classe 1994, firma regia, scene e costumi della Turandot del Centenario, una nuova produzione che debutta il 25 aprile (con replica il giorno successivo) al Teatro del Giglio Giacomo Puccini, a cento anni esatti dalla prima assoluta al Teatro alla Scala. In comune, le due rappresentazioni, la milanese del 1926 e la lucchese del 2026, conservano la scelta del finale originale.
«Sono partito accogliendo la sospensione vertiginosa con la quale si interrompe il lavoro di Giacomo Puccini – anticipa Dal Grande – per dare un taglio registico radicale nel quale la morte di Liù diventa il culmine dell’opera, un evento che non conduce alla redenzione ma a un collasso emotivo ed etico. Il sacrificio di Liù è guidato da una visione: una bambina che è la rappresentazione stessa della purezza e dell’innocenza. Figura profetica, questa bambina condurrà Liù a spezzare l’incantesimo di morte che affligge Pechino come una malattia e a restituire alla terra una possibilità di rinascita. Il mondo atemporale e mitologico nel quale ho calato la mia Turandot è afflitto da una malattia, una contaminazione nera che lo divora ed è sempre in crescita. È l’estensione stessa di Turandot, un pensiero malato che ha infettato le anime di Pechino, riducendo il popolo a una massa spettrale e disumanizzata, superstiziosa e piegata, prigioniera in un mondo ormai al suo collasso. L’alba, attesa come un’apocalisse, infine arriva davvero, e noi non possiamo sapere se Turandot riuscirà a strappare il nome a Calaf, o se al contrario tutti verranno uccisi come era stato ordinato. Quello che invece scopriamo è il dileguarsi del sortilegio, per lasciare spazio a un mondo di nuovo fiorito ma ricolmo di una straziante consapevolezza che pesa – più della stessa morte – sulle coscienze di tutti».
Lo spettacolo, selezionato tra ben 49 progetti nell’ambito del bando di OperaLombardia dedicato a team creativi under 35, è una coproduzione con i teatri di OperaLombardia, del Giglio e del Coccia di Novara. Dopo il debutto a Lucca, Turandot approderà sui palcoscenici di Como (per l’inaugurazione di stagione), Brescia, Bergamo, Cremona, Pavia e Novara.
Il team creativo dello spettacolo è completato da Jenny Cappelloni che cura le luci e che con Nadir Dal Grande forma la squadra “Floret Umbra”. Il cast, giovane e internazionale, è guidato da Alessandro D’Agostini sul podio dell’Orchestra della Toscana, con il Coro Arché Turandot 100 preparato da Marco Bargagna e il Coro di Voci Bianche del Teatro del Giglio Giacomo Puccini curato da Marco Ramacciotti e Serena Salotti.

