CeDAC
Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna
Stagione di Prosa 2025-2026
Questioni di Stile 2025-2026
Dear Friends – Odin Teatret
Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa
uno spettacolo di Eugenio Barba, Lorenzo Gleijeses, Julia Varley
con Lorenzo Gleijeses
voices off Eugenio Barba, Geppy Gleijeses, Maria Alberta Navello, Julia Varley
suono e luci Mirto Baliani | scene Roberto Crea
coreografie Michele Di Stefano | consulenza drammaturgica Chiara Lagani
assistente alla regia Manolo Muoio
drammaturgia e regia Eugenio Barba, Lorenzo Gleijeses, Julia Varley
produzione Dear Friends – Odin Teatret
domenica 26 aprile – ore 19 – Teatro Massimo – Cagliari (Questioni di Stile)
Viaggio alla ricerca della perfezione con “Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa”, uno spettacolo originale scritto e diretto da Eugenio Barba, Lorenzo Gleijeses e Julia Varley in cartellone domenica 26 aprile alle 19 al Teatro Massimo di Cagliari per la rassegna Questioni di Stile organizzata dal CeDAC Sardegna. Sotto i riflettori l’attore, autore e regista partenopeo Lorenzo Gleijeses (Premio Ubu 2006 come miglior attore esordiente per “Il figlio di Gertrude”) che interpreta «un immaginario danzatore omonimo del protagonista de “La Metamorfosi” di Franz Kafka: Gregorio Samsa. Lo osserviamo svolgere la sua routine quotidiana mentre interagisce con una tecnologia pervasiva. Lo scopriamo dibattersi nella sua creatività, i cui risultati memorizza in vista di un imminente debutto».
Un gioco di specchi tra arte e vita dove l’esistenza del protagonista, prigioniero della necessità di migliorare la sua performance attraverso un’estenuante ripetizione delle sequenze di una coreografia, rimanda alla surreale e tragica vicenda del personaggio inventato dallo scrittore boemo, che una mattina scopre di essersi trasformato in un insetto e cerca dapprima di nascondersi e poi di comunicare con il mondo anche in quella nuova forma, suscitando inevitabilmente disgusto e stupore.
Focus sui linguaggi del contemporaneo con “Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa”, con drammaturgia e regia di Eugenio Barba, Lorenzo Gleijeses e Julia Varley, voices off di Eugenio Barba, Geppy Gleijeses, Maria Alberta Navello e Julia Varley, sound design e disegno luci di Mirto Baliani e scenografie di Roberto Crea, coreografie di Michele Di Stefano, consulenza drammaturgica di Chiara Lagani, assistente alla regia Manolo Muoio, produzione Dear Friends – Odin Teatret.
Storia di un danzatore alle prese con le proprie insicurezze e con il desiderio di dimostrare il proprio talento e la propria bravura, ammaliando il pubblico con la propria arte: il moderno Gregorio Samsa perduto nella sua ossessione, si ritrova – come sottolinea Lorenzo Gleijeses nelle sue note di regia – come sperduto in «un limbo in cui si erodono i confini tra reale e immaginario, lavoro e spazio intimo, tra teatro e vita quotidiana. Si scontrano, allora, le esigenze del mondo esterno e le sue profonde necessità personali». E conclude: «I movimenti che Gregorio prova senza posa sono frutto di un impegno professionale e di un lavoro di concezione minuzioso tale da acquisire una ponderatezza e un equilibrio che le azioni della sua vita reale non possiedono. Gregorio si lascia inglobare in una macro-coreografia che riproduce permanentemente, come un ragno che non può evitare di tessere la propria tela. La sua ricerca artistica che mira alla libertà doppia la sua stessa vita, acquisisce una ricchezza labirintica che sarà squarciata dalla volontà di inseguire sé stesso».
Per saperne di più: www.cedacsardegna.it – www.teatromassimocagliari.it
Un intrigante ritratto d’artista in “Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa”, con drammaturgia e regia di Eugenio Barba, Lorenzo Gleijeses e Julia Varley, voices off di Eugenio Barba, Geppy Gleijeses, Maria Alberta Navello e Julia Varley, sound design e disegno luci di Mirto Baliani e scenografie di Roberto Crea, coreografie di Michele Di Stefano, consulenza drammaturgica di Chiara Lagani, assistente alla regia Manolo Muoio, produzione Dear Friends – Odin Teatret, in cartellone domenica 26 aprile alle 19 al Teatro Massimo di Cagliari per la rassegna Questioni di Stile organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna con il patrocinio e il sostegno del MiC / Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Cagliari e con il contributo della Fondazione di Sardegna.
Una pièce originale in cui s’intrecciano teatro e danza, tracce autobiografiche e suggestioni letterarie, per una riflessione sugli intrecci tra vita e arte, immaginazione e realtà, nell’interpretazione dell’attore, autore e regista partenopeo Lorenzo Gleijeses, classe 1980, figlio (e nipote) d’arte (il padre è Geppy Gleijeses, attore e capocomico, figura di spicco della scena italiana, e la zia Marilù Prati), all’attivo un’intensa carriera, dagli esordi nel 1991, accanto a un’icona come Regina Bianchi, alle collaborazioni con registi come Luigi Squarzina, Armando Pugliese e Roberto Guicciardini e gli incontri con grandi maestri, da Lindsay Kemp e Eimuntas Nekrosius, Yoshi Oida e Eugenio Barba, ai coreografi Augusto Omolù e Michele Di Stefano, e un’esperienza con il Workcenter di Jerzy Grotowski; al cinema, dopo “Gabriele” di Maurizio Angeloni con Mario Scaccia, è stato diretto da Michele Placido, Mario Martone e Marco Tullio Giordana, da Matteo Rovere ne “Il primo Re” e Paolo Sorrentino in “Parthenope”. Sul palco, in una performance avvincente, Lorenzo Gleijeses incarna «un immaginario danzatore omonimo del protagonista de “La Metamorfosi” di Franz Kafka: Gregorio Samsa. Lo osserviamo svolgere la sua routine quotidiana mentre interagisce con una tecnologia pervasiva. Lo scopriamo dibattersi nella sua creatività, i cui risultati memorizza in vista di un imminente debutto».
“Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa” racconta la storia paradossale e estrema di un personaggio inventato, ispirato all’impiegato nato dalla fantasia dello scrittore boemo, che al risveglio scopre di essersi trasformato in un insetto e, pur meditando sull’insoddisfazione e le amarezze della propria esistenza, tenta faticosamente di ristabilire le relazioni con la famiglia e il mondo esterno: il novello Gregorio Samsa vive a sua volta come dentro un incubo, in cui si riflettono le sue nevrosi e le sue incertezze, amplificate e percepite dalla sua fragilità d’artista, costantemente concentrato e impegnato in infinite ripetizioni delle sequenze della coreografia, alla ricerca di una irraggiungibile perfezione. Nell’arco di una “giornata qualunque” del danzatore, le prove per uno spettacolo diventano il fulcro dei pensieri, interrompono e riaffiorano nelle sue azioni, scandiscono ogni istante e la sua “ossessione” rappresenta una sorta di rumore di fondo; ma proprio in quegli strenui tentativi di superare se stesso e i propri limiti e dare così il meglio di sé egli consuma ogni energia mentre viene meno ogni sua capacità creativa, perfino l’indispensabile distacco e il senso critico si annullano in quello sfinimento, che rischia di inficiare ogni tentativo di ottenere un risultato concreto, e vanificare la naturale aspirazione a conquistare pubblico e critica con una splendida e definitiva dimostrazione della propria arte.
«Gregorio è convinto che attraverso la ripetizione sia possibile arrivare a un alto livello di qualità interpretativa» – sottolinea Lorenzo Gleijeses nelle sue note di regia –. «Il suo perfezionismo lo catapulta in un limbo in cui si erodono i confini tra reale e immaginario, lavoro e spazio intimo, tra teatro e vita quotidiana. Si scontrano, allora, le esigenze del mondo esterno e le sue profonde necessità personali». La routine diventa un rito catartico, per esorcizzare la paura dell’errore e del fallimento: «I movimenti che Gregorio prova senza posa sono frutto di un impegno professionale e di un lavoro di concezione minuzioso tale da acquisire una ponderatezza e un equilibrio che le azioni della sua vita reale non possiedono» – conclude Lorenzo Gleijeses –. «Gregorio si lascia inglobare in una macro-coreografia che riproduce permanentemente, come un ragno che non può evitare di tessere la propria tela. La sua ricerca artistica che mira alla libertà doppia la sua stessa vita, acquisisce una ricchezza labirintica che sarà squarciata dalla volontà di inseguire sé stesso».
“Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa” nella rassegna Questioni di Stile rappresenta un omaggio a uno dei maestri del Novecento, in occasione dei novant’anni di Eugenio Barba, fondatore dell’Odin Teatret, ma anche la sintesi un fecondo dialogo tra generazioni di artisti: sotto i riflettori Lorenzo Gleijeses, cresciuto in una famiglia di artisti con legami strettissimi con la grande tradizione del teatro napoletano e con le commedie di Eduardo De Filippo, ma con una grande sete di conoscenza e uno spiccato interesse per il linguaggi del contemporaneo, oltre che per le avanguardie artistiche e la vivace temperie culturale europea a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Nella pièce, un coinvolgente e virtuosistico assolo, attraversato dalle voci (fuori campo) dei vari personaggi che interagiscono con il protagonista, immerso in un paesaggio sonoro elaborato da Mirto Baliani e impreziosito dai frammenti coreografici di Michele Di Stefano, per un’emozionante prova d’attore, Lorenzo Gleijeses (Premio Ubu 2006 come miglior attore esordiente per “Il figlio di Gertrude”), che firma regia e drammaturgia con Eugenio Barba e Julia Varley (storica attrice dell’Odin Teatret), interpreta una sorta di alter ego, un artista, più precisamente un danzatore, alle prese con le sue inquietudini e con un’ansia da debutto comprensibile in chi per indole e per professione conduca un’esistenza da funambolo, come sospeso in precario equilibrio, sempre sotto gli occhi di tutti, sempre sul punto di precipitare, sempre in attesa del giudizio e magari dell’approvazione del pubblico.
“Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa” è l’esito di un lungo percorso creativo e di ricerca, punteggiato da incontri con maestri e artisti, in cui “La Metamorfosi” di Franz Kafka diventa metafora della condizione dell’artista e chiave d’interpretazione della realtà: «un corpo a corpo vertiginoso ed emozionante con la vita» – si legge nella presentazione – «in cui il diverso che disorienta, lo scarafaggio, è diventato l’artista, travolto e fagocitato dal suo desiderio di perfezione, ingabbiato e sempre più solo».
INFO & PREZZI
Cagliari – Teatro Massimo | Questioni di Stile
biglietti:
intero 20 euro
ridotto studenti: 10 euro – ridotto studenti UniCa under 25: 5 euro
info e prevendite: Biglietteria – Teatro Massimo di Cagliari (via E. De Magistris n.12) – biglietteria@cedacsardegna.it – cell. 3454894565 (anche WhatsApp) – www.cedacsardegna.it – www.teatromassimocagliari.it
BoxOffice-Sardegna – viale Regina Margherita n 43 – Cagliari
prevendite online – www.vivaticket.com
https://www.vivaticket.com/it/

