Replica del 24 aprile 2026
Al Teatro Carcano è in scena fino a domenica 26 aprile “Fra’ – San Francesco la superstar del Medioevo”, uno spettacolo musicato dal maestro Luciano Di Giandomenico e scritto e interpretato magistralmente da Giovanni Scifoni (qui l’intervista).
LO SPETTACOLO
La storia si concentra sugli eventi principali della vita di San Francesco, mettendone però in risalto le sue doti artistiche. La narrazione inizia da quando Francesco si chiamava ancora Giovanni di Pietro di Bernardone ed era un giovane adolescente che sognava di diventare cavaliere. Un sogno strano, però, lo porta a pensare che tutta la ricchezza e la fama a cui aspira sono vani. Ecco, quindi, che decide di cambiare la sua vita e il suo nome in Francesco, mai stato utilizzato prima di allora e da lui scelto per omaggiare le origini francesi di sua madre.
Giovanni Scifoni interpreta alcune delle sue prediche, molto recitate, poiché si ispiravano ai cantori della chanson francese conosciuti in fanciullezza. Ci racconta di come il suo carattere impulsivo e folle sia riuscito a far convertire tante persone e a convincere il Papa di allora, Innocenzo III, a sostenerlo nel portare le sue prediche in tutto il mondo. Due sue Idee, inoltre, hanno fatto la storia: la prima riproduzione della natività il 24 dicembre 1223 e la creazione del Cantico delle creature. Scopriamo come a un certo punto Francesco abbia lasciato il “suo” ordine, poiché il fatto di possedere qualcosa andava contro la sua decisione di vivere in povertà, e di come abbia perseverato nell’invocare Dio anche quando sembrava essersi allontanato da lui. Diventa così il primo santo a ricevere le stimmate, il segno divino.
LA SCENOGRAFIA
A livello scenografico regna la semplicità, in linea con il messaggio di Francesco. I musicisti si trovano sul lato sinistro del palco, mentre sul lato destro si erge una struttura in legno. Anche gli oggetti di scena sono pochi: uno sgabello, uno specchio… Il resto, come ad esempio il risultato della creazione del primo presepe, è lasciato alla mente degli spettatori. Fondamentale è l’uso delle luci nel corso di tutta la rappresentazione, soprattutto (senza fare troppi spoiler) sul finale, dove Giovanni Scifoni coinvolge il pubblico in un “esperimento”.
COMMENTO
La storia di San Francesco non viene riportata come un monologo convenzionale. Giovanni Scifoni mette in campo le sue abilità in vari campi per evidenziare la genialità e la capacità di performer del santo più famoso del mondo. Oltre a recitare, balla, canta, suona, improvvisa, imita, interpreta più personaggi, disegna… Insomma, si tratta di una performance a tutto tondo. Anche nei momenti di narrazione non si limita a raccontare, ma spiega facendo esempi presi dal mondo di oggi. Francesco fanciullo aspira a diventare un Francesco Totti dell’epoca, ricco e con una bella moglie. Papa Innocenzo III vede San Francesco come la sua Lady Gaga, una superstar che può far sì che il popolo si avvicini alla chiesa.
Nel corso di tutta la rappresentazione, Giovanni Scifoni crea un disegno in più tranches sulle note di musiche medievali suonate da una band di tre talentuosi musicisti. Luciano Di Giandomenico si occupa della direzione musicale e di suonare pianoforte, clavicembalo, synth e flauti; Stefano Carloncelli suona viola, nyckelharpa e viola da gamba; Maurizio Picchiò suona batteria, percussioni, liuto, santoor e ghironda. Dal lungo elenco di strumenti musicali, alcuni comuni ancora oggi, altri più tipicamente medievali, vediamo che anche i maestri mettono in campo tutte le loro abilità. Giovanni Scifoni, dal canto suo, è l’unico attore sul palco e non si ferma mai. Regge con grande professionalità due ore di spettacolo e non annoia affatto. Anzi, diverte il pubblico e lo coinvolge, mettendo in luce aspetti di Francesco che lo rendono molto più familiare di quanto già non sia.
Dunque qual è il segreto del successo di San Francesco? Perché il turismo religioso nei confronti di questo personaggio è ancora così diffuso? Francesco era un uomo comune, con i suoi pregi e difetti, ma con un grande carisma e una fede sconfinata. E, come evidenzia l’attore stesso, in tanti stanno portando in scena la sua storia a teatro in questo momento. Perché venire a vedere proprio “Fra’”? Di sicuro perché racconta un lato di San Francesco che non viene analizzato spesso, e lo fa in modo piacevole, ma sempre informativo. E poi, l’abilità con cui Giovanni Scifoni interpreta uno spettacolo così impegnativo, sia fisicamente che mentalmente, lascia davvero senza parole.
Simona Zanoni

