Il 4 giugno alle 20.30 presso il Nuovo Teatro Ateneo in Sapienza
Nasce a Roma Fortuna FuturClassica – I concerti dei giovani talenti, la nuova rassegna della IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti dedicata alla valorizzazione dei più interessanti giovani interpreti del panorama internazionale.
La prima edizione 2026 prevede cinque appuntamenti, in programma dal 19 maggio al 29 settembre, dislocati fra gli spazi dell’Aula Magna, storica sede dei concerti della IUC e il Nuovo Teatro Ateneo, spazio culturale recentemente rinnovato collocato nel cuore della Sapienza Università di Roma, uno spazio simbolico che unisce tradizione, architettura e vocazione culturale.
Il progetto rende omaggio alla famiglia Fortuna e alla tradizione della IUC che nel corso dei decenni ha sempre creduto nei giovani talenti che sarebbero diventati grandi nomi della scena internazionale.
Tutti i concerti della rassegna verranno trasmessi in streaming con i contributi dei content creators:
Martino Ruggero Dondi: direttore d’orchestra, divulgatore musicale e operistico
Giulia Mir: pianista e divulgatrice musicale
Marco Pangallo: tenore e divulgatore d’opera
L’EDIZIONE 2026
La prima edizione di FuturClassica 2026 prosegue Giovedì 4 giugno alle ore 20.30 il Nuovo Teatro Ateneo ospita il Quartetto Goldberg, Premio Abbiati Piero Farulli Miglior Ensemble 2022.
Composto da Jingzhi Zhang violino, Giacomo Lucato violino, Matilde Simionato viola, Martino Simionato violoncello, nasce nel 2021 all’Accademia Stauffer di Cremona sotto la guida del Quartetto di Cremona, affermandosi rapidamente fra le realtà più promettenti del panorama cameristico europeo. Primo Premio al Filippo Nicosia Chamber Music Award 2023 Premio “Una Vita nella Musica – Giovani” del Teatro La Fenice. Artista in Residenza presso la Queen Elisabeth Music Chapel di Bruxelles e la Escuela Superior de Música Reina Sofía di Madrid, si è esibito in sale e festival di rilievo in Italia ed Europa, oltre che in Asia e Medio Oriente. Il 23 ottobre 2025 ha presentato il suo primo album, dedicato a Mozart e Ravel, prodotto da Filodinote.
Il quartetto d’archi è una forma musicale che vive di tensioni, fra rigore e libertà, stabilità e slancio, tradizione e innovazione: il programma proposto dal Quartetto, fra Schulhoff, Susani e Mendelssohn, mostra come gli equilibri si trasformino, assumendo volti diversi nel dialogo tra epoche e linguaggi. Fra i capolavori del repertorio quartettistico, che diventa un autentico laboratorio di modernità sul piano formale, melodico, ritmico e armonico, in cui i compositori possono sperimentare con libertà, nel solco dell’eredità haydniana, si collocano i Cinque pezzi di Erwin Schulhoff, che rileggono in chiave colta danze contemporanee all’interno di un universo sonoro dominato dal ritmo. Con Giacomo Susani, giovane compositore italiano, l’equilibrio si trasforma in ricerca timbrica e tensione espressiva: il suo Movimento di quartetto (2023), ispirato a Giuseppe Verdi, intreccia linee serpentine in un’atmosfera rarefatta e cantabile, esplorando il suono come materia viva e facendo del dialogo tra gli strumenti un percorso d’ascolto sospeso tra gesto, respiro e memoria della tradizione. Infine, con Felix Mendelssohn, l’equilibrio si trasfigura in lirismo e fervore romantico: nel Quartetto op. 44 n. 2 l’intensità emotiva e la trasparenza del dialogo cameristico si fondono in una sintesi al tempo stesso elegante e appassionata.
La rassegna prosegue martedì 9 giugno al Nuovo Teatro Ateneo con la giovane violinista Yuki Serino che nel 2026 ha conquistato il secondo premio e il premio del pubblico all’International Mozart Competition di Salisburgo.
Nel 2024 la violinista ha vinto il Primo Premio al Concorso Internazionale “Città di Cremona”, che l’ha portata a esibirsi all’apertura dello Stradivari Festival con il leggendario Stradivari “Cremonese” del 1715 e nel 2023 ha debuttato con la Baden-Baden Philharmonic Orchestra, ricevendo il plauso della critica e vincendo il “K. Troussov Next Generation Prize” e una borsa di studio. Si è già esibita come solista in festival internazionali come il Bolzano Festival Bozen e le Settimane Mahleriane, in importanti sale da concerto in Italia, Austria, Germania, Giappone e Stati Uniti. Il suo repertorio spazia dal Barocco al Novecento, ed è riconosciuta per la maturità espressiva e la profondità musicale. Yuki suona un violino Giuseppe Antonio Rocca ca. 1843, gentilmente concesso da Montecarlo Rare Violins. Per la IUC Yuki Serino presenta un programma interamente dedicato a Johann Sebastian Bach.
“Propongo un programma interamente dedicato a Johann Sebastian Bach, che mette in dialogo due capolavori assoluti del repertorio per strumento solo. La Partita n. 2 in re minore per violino, con la celebre Ciaccona, si colloca tra i massimi vertici del repertorio violinistico – commenta Yuki Serino – accanto ad essa, la Suite n. 1 in sol maggiore per violoncello (qui proposta in re maggiore) viene presentata in una nuova trascrizione per violino realizzata da mio padre, Marco Serino. Questo accostamento propone un percorso che mette in luce le possibilità espressive e timbriche dello strumento, offrendo al pubblico un punto di vista nuovo su queste pagine. La trascrizione delle Suites per violoncello in questa versione non è mai stata eseguita a Roma, città in cui sono nata e cresciuta, rendendo il concerto un’occasione unica di scoperta.”
La prima edizione di FuturClassica si conclude martedì 29 settembre al Nuovo Teatro Ateneo con il Quartetto Rilke, vincitore del Premio Giulio Rospigliosi 2025. Composto da Giulia Gambaro violino, Giada Visentin violino, Giulietta Bianca Bondio viola e Marina Pavani violoncello, il Quartetto Rilke è attualmente riconosciuto tra le formazioni cameristiche più promettenti. In breve tempo il quartetto ha già ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui la selezione per il progetto europeo MERITAcubed de Le Dimore del Quartetto e l’ottenimento del Diploma di Merito presso l’Accademia Chigiana di Siena. Svolge un percorso formativo d’eccellenza, frequentando lo Stauffer Performance Diploma presso l’Accademia Stauffer di Cremona e il Cycle Concertiste presso il CRR di Parigi e si è già esibito per importanti festival e istituzioni culturali in Italia e all’estero come Amici della Musica di Mestre, Musica con Vista, Ticino Musica, Bologna Festival, IUC, Società del Quartetto di Milano, Società dei Concerti Trieste, IIC Helsinki.
Il programma pensato per FuturClassica è un raffinato percorso nel cuore del repertorio cameristico fra Mozart e Beethoven, mettendo a confronto due capolavori che testimoniano l’evoluzione del quartetto d’archi tra la piena maturità del classicismo e le prime tensioni verso il linguaggio romantico. Il Quartetto per archi n. 21 in re maggiore K 575 di Wolfgang Amadeus Mozart, noto come “Prussiano n. 1”, appartiene all’ultimo gruppo di quartetti composti nel 1789 su commissione del re di Prussia, Federico Guglielmo II di Prussia, appassionato violoncellista. In questa prospettiva si comprende la particolare attenzione riservata al violoncello, cui Mozart affida una scrittura insolitamente cantabile e virtuosistica, elevandolo a interlocutore privilegiato nel dialogo cameristico. Ne scaturisce un equilibrio esemplare tra chiarezza formale, trasparenza del tessuto contrappuntistico e raffinatezza dei rapporti interni, in cui ogni voce contribuisce con naturalezza a una luminosità espressiva che riflette la piena maturità del compositore. Con il Quartetto per archi n. 7 in fa maggiore op. 59 n. 1 di Ludwig van Beethoven, primo dei tre quartetti “Razumowsky”, così denominati dal nome dell’ambasciatore russo a Vienna Andrey Razumovsky, si apre una nuova stagione del genere. Composto nel 1806, il lavoro amplia in modo decisivo le dimensioni e le ambizioni del quartetto: la scrittura si fa più densa e articolata, il dialogo più serrato, mentre la forma si espande fino ad assumere un respiro quasi sinfonico, in cui il confronto tra le voci diventa vero motore drammaturgico dell’opera. In esso convivono slancio drammatico e profondità lirica, tensione e distensione, in un equilibrio dinamico che segna uno dei passaggi cruciali verso la sensibilità romantica. In questo accostamento, il quartetto d’archi rivela così la propria duplice natura: da un lato luogo di perfezione formale e di raffinato equilibrio, dall’altro spazio privilegiato di sperimentazione ed espansione espressiva, capace di riflettere le trasformazioni più profonde del linguaggio musicale tra Settecento e Ottocento.
Prezzi da 5 al 15 euro (+prevendita)
Info e dettagli concertiiuc.it
segreteria@istituzioneuniversitariadeiconcerti.it
06.3610051/2

