Dal 10 al 20 settembre 2026
Dal 10 al 20 settembre 2026 torna Transart, il Festival di Performing Arts che da oltre ventisei anni trasforma l’Alto Adige nel palcoscenico delle pratiche più innovative della contemporaneità, tra sperimentazione, contaminazione dei linguaggi e nuove forme di partecipazione culturale.
Da Bolzano, cuore pulsante della rassegna, il programma si irradia nell’intero territorio, occupando architetture industriali, spazi produttivi, luoghi del quotidiano e contesti marginali: un ambiente attivo che accoglie opere, artisti e pubblico in un’esperienza condivisa di ascolto, visione e partecipazione. La ventiseiesima edizione, più che mai, conferma la vocazione di Transart a muoversi negli spazi di soglia dove le categorie si dissolvono e prendono forma nuove possibilità di esperienza.
Il programma completo di Transart26 sarà svelato al pubblico in una conferenza stampa in programma il 20 luglio 2026 presso la Glasshouse del Parkhotel Laurin di Bolzano. Tra musica, performance, teatro, cinema e pratiche ibride, il cartellone delinea un percorso fluido e multidisciplinare sulla contemporaneità, tra prime assolute, anteprime italiane e progetti partecipativi, a partire da tre significative anticipazioni:
Mōdraniht. Songs of Winter War: tra teatro della guerra e teatro interiore
Tra le novità più significative di questa edizione, il collettivo ucraino Opera Aperta – innovativo laboratorio di opera contemporanea e teatro musicale con sede a Kiev, fondato nel 2020 dai compositori ucraini Roman Grygoriv e Illia Razumeiko –, presenta in prima italiana Mōdraniht. Songs of Winter War, una nuova creazione nata all’ombra della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina. Lo spettacolo prende avvio da una domanda tanto urgente quanto necessaria: come è possibile fare opera in tempo di guerra? Da questa riflessione nasce un lavoro tra musica, performance, teatro e memoria, che trasforma la scena in uno spazio in cui tempi, geografie e immaginari differenti si incontrano e si sovrappongono. Definita dagli autori una forma di “teatro rizomatico”, l’opera si muove costantemente tra il teatro della guerra e il teatro interiore del corpo, attraversando la dimensione collettiva del conflitto e quella più intima della memoria. Il titolo richiama la Mōdraniht, la “Notte delle Madri” della tradizione nordica: la notte più lunga dell’anno, associata a riti di protezione, passaggio e rinascita. L’opera nasce da una spedizione artistica e di ricerca realizzata nel 2025 tra i Carpazi ucraini, l’Asia Centrale e il nord della Spagna. Un percorso che ha raccolto storie, tradizioni e tracce di luoghi profondamente segnati dall’azione umana: dalla tragedia ambientale del Mare d’Aral in Uzbekistan fino a La Vijanera, l’antico carnevale invernale di Silió, in Cantabria, sopravvissuto nei secoli come rito comunitario di memoria e rinnovamento. Con Mōdraniht. Songs of Winter War, Opera Aperta conclude la propria trilogia ecologica, inaugurata con Chornobyldorf (2020) e proseguita con GAIA-24. Opera del Mondo (2024). Un percorso artistico che affronta le grandi crisi del presente – questioni ambientali, politiche e umane – in una forma di teatro musicale radicale e profondamente contemporanea.
Florentina Holzinger: protagonista del Padiglione Austriaco della Biennale di Venezia, porta a Transart una nuova Étude
Tra le presenze internazionali più attese di questa edizione, Transart segna il ritorno di Florentina Holzinger, una delle voci più radicali e visionarie della scena performativa contemporanea. Già ospite del festival nel 2023 con TANZ, la coreografa austriaca sviluppa una ricerca che attraversa danza, teatro, opera e performance, spingendo il corpo ai suoi limiti fisici e simbolici tra precisione coreografica, trasformazione, rischio e illusione. Attualmente protagonista al Padiglione Austriaco della Biennale di Venezia con SEAWORLD VENICE, Holzinger approda a Transart con ALPEN ÉTUDE, un lavoro sviluppato in continuità con la sua serie di Études: dispositivi performativi site-specific attraverso cui l’artista esplora e definisce i nuclei tematici e formali della propria ricerca. Questi formati costituiscono uno degli ambiti più aperti del suo lavoro, poiché si generano in relazione diretta con i contesti che li accolgono, trasformando ogni spazio in un campo di osservazione in cui il confine tra prova, esercizio e performance rimane volutamente instabile. ALPEN ÉTUDE si configura come una composizione nata in stretto dialogo con il territorio altoatesino, capace di condensare i temi fondamentali della poetica di Holzinger in un’indagine che elegge il paesaggio a componente vivo della ricerca, mantenendo aperta la tensione tra corpo, spazio e sperimentazione.
Book a Scientist: forme di dialogo tra scienza e cittadinanza
Tra le iniziative più innovative di questa edizione Book a Scientist è un progetto di Caroline Barneaud e Stefan Kaegi (Rimini Protokoll) nato dalla collaborazione tra Transart ed Eurac Research, che propone un nuovo modello di incontro tra ricerca scientifica e cittadinanza, portando il sapere al di fuori dei contesti accademici e dei laboratori per inserirlo direttamente negli spazi della vita quotidiana.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di favorire il dialogo tra comunità scientifica e società civile, creando occasioni di confronto diretto e partecipato e promuovendo una maggiore accessibilità alla conoscenza. Evoluzione del format Rent a Musician, che negli anni ha trasformato abitazioni private in luoghi di ascolto e condivisione musicale, Book a Scientistamplia questa esperienza al campo della ricerca, aprendo il festival a nuove modalità di scambio culturale e approfondimento.
Il progetto offre alle cittadine e ai cittadini dell’Alto Adige la possibilità di candidarsi per ospitare presso la propria abitazione una ricercatrice o un ricercatore, coinvolgendo un ristretto gruppo di invitati in un momento di dialogo e confronto. Gli incontri non assumeranno la forma di una conferenza tradizionale, ma saranno strutturati come conversazioni informali e partecipative, guidate da un kit creativo ideato da Caroline Barneaud e Stefan Kaegi (Rimini Protokoll). Domande, stimoli e attività interattive accompagneranno il dialogo, favorendo un clima di ascolto reciproco e trasformando il contesto domestico in uno spazio dedicato alla riflessione, alla curiosità e alla condivisione delle conoscenze.
Sul tavolo le principali sfide contemporanee: il cambiamento climatico, la mobilità sostenibile, la convivenza interculturale e plurilingue, le trasformazioni sociali, l’innovazione tecnologica, la salute e il rapporto tra esseri umani e ambiente. Al momento della candidatura, gli ospitanti potranno indicare gli ambiti di ricerca di maggiore interesse, contribuendo così a orientare i contenuti dell’incontro in funzione delle proprie esigenze e curiosità.
Gli eventi si terranno il 17 e 18 settembre 2026, le candidature per ospitare un incontro sono aperte sul sito di Transart. bookascientist@transart.it

