Sul podio al Circo Massimo Wayne Marshall, Installazione video di Anagoor, il 31 luglio alle ore 21 a Roma
Con i Carmina Burana di Carl Orff, grande classico amatissimo dal pubblico, si conclude venerdì 31 luglio (ore 21.00 al Circo Massimo) l’Opera al Circo Massimo, la stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma.
Sul podio dell’Orchestra capitolina per uno dei capolavori del repertorio sinfonico-corale del ‘900 che alterna alle pagine energiche, pagine liriche e contemplative attraverso un forte impatto esprevviso ed emotivo, il pianista e direttore Wayne Marshall (con l’Opera a Caracalla per la Rapsodia in blu di Gershwin nel 2024, affiancato dalle voci del soprano Alessandra Marianelli, del baritono Thomas Lehman, del controtenore Ivan Borodulin. Sul palco, il Coro diretto dal Maestro Ciro Visco e dal Coro di voci bianche diretto dal Maestro Alberto de Sanctis.
Composti intorno alla metà degli Trenta del Novecento, i Carmina Burana nei Orff nascono dall’incontro fra una scrittura musicale di immediato impatto emotivo mettendo in musica una raccolta di testi medievali dedicati all’amore, alla primavera, al vino: cuore del percorso e della riflessione, la fortuna contrapposta alla caducità dell’esistenza.
L’esecuzione della trascinante partitura viene impreziosita da un tocco tecnologico e di forte innovazione con l’opera audiovisiva ideata da Anagoor, compagnia italiana celebre anche a livello internazionale per la capacità di intrecciare alle neo tecnologie digitali anche le arti figurative, il teatro e il cinema.
Il lavoro di Anagoor si presenta come una sorta di contrappunto visivo alla musica e alle tematiche trattate dall’opera, dal destino all’amore, dalla violenza alla fragilità della condizione umana: si snodano allora le sequenze di Cabiria, kolossal italiano di Giovanni Pastrone del 1914 (cui aveva guardato anche Livermore per la sua maestosa Aida) oltre ai filmati amatoriali in 16 millimetri girati da Eva Braun al Berghof, la residenza alpina di Hitler con l’intento di mescolare la molteplicità dei temi trattati da Carmina, dalla rovina alla rinascita alla meditazione.
Il lavoro visivo di Anagoor segue le diverse sezioni della partitura a cominciare dal celeberrimo incipit della Fortuna (Fortuna Imperatrix Mundi) che lascia riflettere sulla mutevolezza e la fragilità dei potere.
Primo vere lascia emergere la forza rigeneratrice della natura e se in Uf dem Anger emerge il quotidiano, In taberna, mostra come il rito della festa si trasformi in eccesso fino a Cour d’amour dove l’amore si manifesta come spazio di scelta e abbandono.Blanziflor et Helena svela la bellezza del volto umano contro la distruzione della storia fino alla chiusura ciclica con Fortuna Imperatrix Mundi spiegando che anche ciò che sembrava eterno si consuma e che la ruota della Fortuna gira incessantemente. Rappresentazione unica: venerdì 31 luglio 2026, ore 21.00. Info: www.operaroma.it
Fabiana Raponi

