| Una giovane donna, una famiglia sull’orlo della rovina, un ricatto e poche ore per decidere del proprio destino. È da questa situazione che prende vita “La signorina Else”, spettacolo tratto dall’omonima opera di Arthur Schnitzler, con Cecilia Cinardi, per l’adattamento e la regia di Federico Olivetti e la coreografia di Michela Lucenti. L’appuntamento è per sabato 3 ottobre alle ore 20.00 e domenica 4 ottobre alle ore 18.00 allo Spazio Culturale Nous, in via Lucrino 15 a Roma.
Al centro dello spettacolo c’è Else, giovane donna appartenente a una famiglia dell’alta borghesia che si trova improvvisamente coinvolta nelle conseguenze delle scelte del padre. Un telegramma, arrivato mentre la famiglia è in vacanza a San Martino di Castrozza, spezza l’apparente tranquillità del soggiorno: il padre, giocatore e ormai vicino alla bancarotta, ha bisogno di trentamila fiorini per evitare la galera e lo scandalo. L’unico uomo disposto a prestare il denaro si trova nello stesso albergo e il suo intervento finisce per coinvolgere direttamente Else.
È così che una vacanza elegante si trasforma progressivamente in una situazione difficile, nella quale Else si ritrova sola a confrontarsi con una richiesta inattesa e con le convenzioni sociali che la circondano. Tra i corridoi dell’albergo, gli sguardi degli altri e una società costruita sull’apparenza, la giovane protagonista si trova a fare i conti con una situazione che sembra non lasciarle una facile via d’uscita.
La versione teatrale di Olivetti parte dalla particolare struttura del testo di Schnitzler, scritto nella forma del monologo interiore, e si concentra sulla dimensione più intima del personaggio, trasformando la scena in uno spazio nel quale pensieri, ricordi, fantasie e realtà si intrecciano continuamente.
«La signorina Else è un monologo interiore, lo studio di una ferita mortale, il ritratto di un’anima malinconica, profondamente sola», sottolinea Federico Olivetti nel presentare il lavoro. «Dietro le maschere mondane e scherzose con cui cerca di nascondersi emerge il desiderio di essere finalmente vista, riconosciuta e, soprattutto, di ritrovare se stessa. Per lei uscire dall’invisibilità significa scegliere uno scandalo, un gesto teatrale e rivoltoso che mette in discussione il mondo che la circonda e il ruolo che le è stato assegnato».
A dare corpo e voce alla protagonista è Cecilia Cinardi, mentre il progetto scenico e visivo è firmato da Emanuela Dall’Aglio per scene e costumi, con le luci di Javier Delle Monache e la coreografia di Michela Lucenti. Alla regia e all’adattamento Federico Olivetti, artista dalla lunga esperienza nel teatro di ricerca, allievo di Luca Ronconi, assistente di Robert Wilson, drammaturgo per Peter Stein e attore per Carlo Cecchi e Anatolij Vassiliev. Con la compagnia La rabbia giovane ha diretto, tra gli altri, testi di Strindberg, Bergman, Kieslowski, von Kleist e lo stesso Schnitzler.
Con “La signorina Else”, il teatro torna dunque a interrogare una figura femminile sospesa tra il desiderio di essere riconosciuta e l’impossibilità di sottrarsi alle convenzioni sociali che la circondano. Una storia scritta da Schnitzler all’inizio del Novecento che, attraverso la sua particolare esplorazione della coscienza e del mondo interiore della protagonista, continua a trovare una forte risonanza sulla scena contemporanea.
“La signorina Else”
di Arthur Schnitzler
con Cecilia Cinardi
adattamento e regia Federico Olivetti
coreografia Michela Lucenti
scene e costumi Emanuela Dall’Aglio
luci Javier Delle Monache
Spazio Culturale Nous
Via Lucrino 15, Roma
3 ottobre 2026, ore 20.00
4 ottobre 2026, ore 18.00 |