RECENSIONE
Pastoral – Pam Tanowitz Dance
Barbican Theatre, Londra
Con Pastoral, Pam Tanowitz firma una rilettura audace e sorprendente dell’immaginario pastorale, trasformando la tradizione in un terreno di sperimentazione coreografica. Ispirata alla Sinfonia n. 6 di Beethoven, la creazione si muove tra armonia e dissonanza, evocando la natura non come un rifugio idilliaco, ma come uno spazio complesso, attraversato da tensioni e contraddizioni.
Il linguaggio di Tanowitz, caratterizzato da movimenti frammentati, geometrie insolite e un uso anticonvenzionale dello spazio, mette in discussione le aspettative legate alla danza classica e alla sua relazione con la musica. I corpi dei danzatori sembrano talvolta seguire il ritmo, talvolta opporvisi, generando un dialogo dinamico tra ordine e caos, rigore e libertà.
La coreografia si distingue per la sua capacità di combinare precisione formale e imprevedibilità, alternando momenti di sorprendente leggerezza a passaggi più astratti e spiazzanti. Ne emerge una visione contemporanea del pastoralismo, lontana da qualsiasi idealizzazione romantica, in cui la bellezza nasce anche dalla discontinuità e dalla rottura delle convenzioni.
Al Barbican Theatre, Pastoral si presenta come un’esperienza intellettualmente stimolante e visivamente ricca, che invita lo spettatore a riconsiderare il rapporto tra musica, movimento e natura. Una creazione che non cerca una facile armonia, ma trova la propria forza proprio nel confronto tra tradizione e innovazione.

