| 7-11 ottobre al Teatro Vascello
Giorgina Pi ritorna alla quarantunesima edizione del Romaeuropa Festival con un doppio appuntamento: dal 7 all’11 ottobre al Teatro Vascello con lo spettacolo Lemnos, presentato in corealizzazione con La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello e prodotto da Bluemotion, e dal 13 al 15 ottobre al MAXXI con la video-installazione Miasma in corealizzazione con MAXXI – Museo nazionale delle Arti del XXI Secolo.
La regista e drammaturga presenta due lavori che comunicano attraverso linguaggi differenti, ma che si intrecciano in un unico progetto con l’obiettivo di riattivare il mito greco per scoperchiare vicende dimenticate della storia contemporanea.
Da una parte, la riscrittura scenica della tragedia di Filottete; dall’altra, un racconto storico fatto di immagini che si confronta direttamente con i luoghi greci del Novecento. Al centro, un’indagine storico-artistica nata nel 2022 e sviluppata attraverso viaggi, materiale d’archivio, incontri, interviste e ricerche antropologiche.
Prima tappa di un progetto più ampio, il lavoro prende avvio dalla figura di Filottete, l’eroe abbandonato sull’isola di Lemno perché ferito e maleodorante, divenuto insostenibile per la comunità che pure, anni dopo, sarà costretta a tornare da lui. Nella riscrittura di Pi, Filottete è una donna: non un semplice spostamento di genere, ma un gesto che rilegge il mito come dispositivo di esclusione, facendo della ferita il punto in cui un corpo diventa insieme intollerabile e necessario.
Anche Eracle è una donna, privata però di ogni funzione salvifica, mentre Ulisse e Neottolemo restano a incarnare due diverse forme del maschile: la strategia consumata e il peso dell’eredità. Tra drammaturgia originale, materiali di ricerca, viaggi, interviste e un coro che dal presente testimonia in greco, Lemnos non cerca una rilettura archeologica del mito, ma ne riattiva la forza per interrogare ciò che le comunità espellono, e ciò di cui, nonostante tutto, continuano ad avere bisogno.
La ricerca prosegue in Miasma, video installazione nato all’interno dello stesso Lemnos. Dopo la prima tappa scenica costruita attorno al mito, il progetto torna sull’isola reale che, nel Novecento, ha incrinato definitivamente il mito: Makronisos, luogo di detenzione e rieducazione politica durante la guerra civile greca. Realizzata tra il 2022 e il 2026 sull’isola disabitata di fronte all’Attica, Miasma è un’installazione che interroga Makronisos come spazio di risonanza tra storia e mito, tra rovina e persistenza. Il paesaggio si offre come una superficie attraversata da tracce quasi invisibili: resti dei campi di confino, vuoti, frammenti, soglie.
Attraverso immagini, field recordings, ambienti sonori e inserti testuali, il lavoro costruisce una geografia fragile in cui la storia continua a sedimentare nel presente, oscillando tra memoria e oblio. Miasma non guarda al mito come repertorio, ma come dispositivo ancora attivo: un campo di forze in cui esilio, violenza, narrazione e paesaggio continuano a produrre immagini, fantasmi e forme di consapevolezza nel presente.
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