All'auditorium comunale di Filadelfia (Vibo Valentia) dal 31 ottobre al 10 novembre per un progetto che rientra nelle residenze artistiche sostenute da C.Re.A., promosse da Dracma e Compagnia Teatro del Carro
Com’è possibile che un posto pieno di gente e di vita nel periodo estivo, si svuoti completamente per i restanti nove mesi? Se lo chiede Ilaria Arnone, di Cosenza, che ha passato le estati della sua infanzia a Torremezzo di Falconara Albanese, sulla costa tirrenica cosentina.
Expat – Teorema sull’amore, è il progetto di Ilaria Arnone e Federico Nardoni della Compagnia N/A, che riflette sul legame con la propria terra e sulle conseguenze che ne derivano dall’abbandono, in un contesto in cui il distacco non è più solo una separazione geografica, ma anche una crescente difficoltà a sviluppare un senso di appartenenza, non solo ai luoghi ma anche alle persone.
Il lavoro ancora in fase generativa, sostenuto da Dracma per il progetto C.Re.A., è stato selezionato per la sezione In-Edite, dedicata ai lavori in prima fase di ricerca, mai presentati in pubblico, e verrà sviluppato all’Auditorium Comunale di Filadelfia, dal 31 ottobre al 10 novembre. Expat rientra nelle residenze artistiche sostenute da C.Re.A. Calabria, il primo Centro di Residenza per Artisti nella nostra regione, promosse da Dracma e Compagnia Teatro del Carro, progetto sostenuto da MiC – Ministero della Cultura (FNSV) e Regione Calabria – UOA Cultura (PAC 14/20).
«Da quanto siamo diventati incapaci di restare? Ci sembra opportuno chiederlo pensando che la Calabria è una delle regioni con il maggior numero di migranti dalle zone interne, pur senza mai recidere il cordone ombelicale con le proprie radici. Il progetto dialoga con questo fenomeno affondando le radici nel lavoro dell’antropologo calabrese Vito Teti, “La restanza”: il restare come scelta attiva, il sentirsi ancorati e insieme spaesati in un luogo da proteggere e rigenerare» sono le parole di Ilaria Arnone e Federico Nardoni, entrambi diplomati all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, protagonisti, negli anni, di numerosi lavori teatrali e televisivi.
In Expat il teatro d’inchiesta si unisce alla drammaturgia post-drammatica, e vede Ilaria costruire in scena il suo percorso grazie a interviste agli abitanti di Torremezzo, immagini d’archivio, e filmati originali degli anni ’70-’80, mettendo in connessione la relazione con il luogo e quella della sua storia d’amore.«Il palco diventa una tavolozza mutante che trasporta lo spettatore dal litorale dell’infanzia ai cantieri in costruzione, monoliti statici congelati nel tempo».
Dal 6 all’8 novembre sarà presente in Auditorium anche Paola Abenavoli, giornalista, critica teatrale e cinematografica, studiosa di storia della tv. Già componente del Consiglio superiore dello Spettacolo, fa parte di Associazione nazionale critici di teatro, Rete critica e Sindacato nazionale giornalisti cinematografici. Abenavoli accompagnerà il percorso di ricerca durante lo sviluppo del progetto di Arnone e Nardoni, ricoprendo il ruolo di tutor.
Inoltre, il 6 e il 7 novembre, la Compagnia N/A terrà un workshop, sempre all’Auditorium di Filadelfia, dedicato a ragazzi e ragazze adolescenti e universitari. Due giorni di ricerca teatrale attraverso l’improvvisazione e la scrittura di scena. Un’indagine sui luoghi che ci abitano, sui legami che ci trattengono e sui desideri che ci spingono altrove. Tra il restare e il partire, si esploreranno ricordi, appartenenze e possibilità, indagando sul significato della parola “casa”.

