Luca Salsi è Sir John Falstaff nel debutto italiano della regista tedesca. Dall’11 ottobre al 1 novembre a Roma
Falstaff
, ultimo capolavoro di Giuseppe Verdi, va in scena al Teatro dell’Opera di Roma dall’11 ottobre (alle ore 19.00, poi sei recite fino al 1 novembre) con la direzione dell’orchestra capitolina affidata a Michele Mariotti, il ruolo di Sir John Falstaff affidato a Luca Salsi, baritono verdiano di riferimento internazionale e l’allestimento scenico della regista tedesca Tatjana Gürbaca al suo debutto italiano.
“Tutto il repertorio operistico di Verdi è come un’enorme catena di montaggio dove ogni opera è dipendente dall’altra – spiega il direttore musicale Michele Mariotti che dirige per la prima volta il Falstaff con il pubblico in sala – quest’opera è un miracolo di convivenza di musica e parole Dopo averci raccontato di quante cose meravigliose sia capace o debole l’uomo. Falstaff ci dice: possiamo anche essere sfortunati ma accettiamoci così come siamo e questo è l’unico modo per affrontare la vita”.
Sontuoso il cast guidato da Luca Salsi nel ruolo di Sir John Falstaff, già interpretato alla Staatsoper di Vienna o al Liceu di Barcellona.
Maria Agresta è Alice, George Petean è Ford, Violeta Urmana interpretaQuickly, Marina Monzò è Nannetta, Carmen Artaza è Meg, mentre Dave Monaco si alterna con Pietro Adaini (13, 15, 20) nel ruolo di Fenton: nel cast anche Carlo Bosi (Cajus), Paolo Antognetti (Bardolfo) e Gabriele Sagona (Pistola). Il Coro è diretto da Ciro Visco.
L’allestimento della nuova produzione è affidato a Tatjana Gürbaca, regista berlinese, classe 1973 al debutto italiano, ma che vanta una lunga carriera nei maggiori teatri europe, fra Staatsoper e la Deutsche Oper di Berlino o in collaborazione con con Claudio Abbado. Nel 2013 è stata nominata “Regista dell’anno” dalla giuria della rivista tedesca Opernwelt, ma i suoi lavori spaziano dal repertorio preclassico (Dido and Aeneas di Purcell) a moderni (Macbeth di Sciarrino) passando per la complessità del Ring per il Theater an der Wien nel 2017.
“Trovo molto interessante che Verdi abbia scelto di comporre come ultima opera una commedia – commenta la regista – e che proprio nel suo ultimo lavoro abbia cercato qualcosa di completamente nuovo, cosa tra l’altro che ha fatto per tutta la vita riuscendo a trovare un nuovo linguaggio per l’opera. Il Falstaff di Boito e Verdi è un personaggio estremamente filosofico e racchiude anche una grande saggezza su cosa sia la vita. In lui convivino la tragedia, il dramma ed elementi malinconici senza dimenticare la commedia”.
La regista ambienta tutta l’azione in una versione di fantasia del Grand Hotel et de Milan che è diventata la seconda casa del compositore negli ultimi anni della sua vita e dove è nato il Falstaff. Si tratta però di un albergo che esiste solo a livello onirico, è uno spazio fra il passato e il futuro che appartiene a un’altra epoca, abbandonato e di nuovo riconquistato parzialmente dalla Natura. dalla parte abbandonato e in parte riconquistato dalla natura. Le scene sono di Henrik Ahr, i costumi di Silke Willrett, le luci di Stefan Bolliger.
“Falstaff è un uomo dotato di saggezza: è consapevole di quanto possa essere breve la vita e quanto possa essere crudele la realtà e penso che forse proprio per questo sia diventato un edonista che vuole godersi la vita – prosegue la regista – È filosofo della vita, un edonista sovversivo, un uomo di radicale libertà e di profonda autoironia, è immorale, ma mai malvagio. Mente, imbroglia, sfugge alle proprie responsabilità e manipola gli altri, ma non è mosso dalla crudeltà né dal desiderio di potere. Non gli interessa dominare; gli interessa esistere. Si muove in una società che ha perduto la generosità nei confronti della vita. Tutto il mondo è burla: è una frase che possiamo interpretare in due modi cui vogliamo lasciare ampia ambiguità. La frase dovrebbe farci capire che la vita può essere facile, ma può anche riservare momenti di amarezza. La vita è breve e abbiamo sempre la possibilità di scegliere”.
Sei le recite dello spettacolo, con l’ultima replica, domenica 1° novembre, che sarà trasmessa in diretta TV su Rai 3, nell’ambito del progetto patrocinato dal Ministero della Cultura che vede l’Opera di Roma e Rai Cultura impegnate assieme in una diretta in prima serata ogni 1° novembre dell’anno. Su Rai Radio 3 l’opera viene proposta in diretta la sera della prima rappresentazione. A queste sei recite si aggiunge l’anteprima giovani, in programma venerdì 9 ottobre alle 19, dedicata agli under 30.
L’opera debutta domenica 11 ottobre ore 19.00 e in diretta su Radio 3, poi spazio alle repliche di martedì 13 ore 20.00, giovedì 15 ore 18.00, domenica 18 ore 16.30, martedì 20 ore 20.00, domenica 1° novembre ore 20.15 e in diretta TV in prima serata su Rai 3. Anteprima giovani venerdì 9 ottobre alle ore 19.
“Con Falstaff si entra in un laboratorio teatrale perfetto – conclude Mariotti – È una commedia nella quale non si ride mai davvero, ma si sorride con il disincanto tipico di Verdi. Per l’orchestra è una delle sfide più impegnative del repertorio: la scrittura è virtuosistica, ricca di interventi solistici, e richiede brillantezza, precisione e fantasia timbrica. Ma sono proprio la libertà strutturale e l’unicità del coinvolgimento tra buca e palcoscenico a rendere quest’opera il primo grande capolavoro che guarda al Novecento”.
Info e biglietti su www.operaroma.it
Fabiana Raponi

