Fano, Chiesa San Pietro in Valle (via Nolfi)
Fano, Chiesa San Pietro in Valle (via Nolfi)
Ritorno al barocco
Recensione di Giosetta Guerra
A 25 anni dalla magnificenza dell’opera barocca allestita al Teatro della Fortuna di Fano dal grande regista scenografo Pier Luigi Pizzi e dal maestro Alberto Zedda, a Fano si torna a parlar di musica barocca. Si tratta di un barocco neonato, destinato a crescere. La nuova rassegna concertistica dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini, intitolata Fano Eco)))Barocca, è stata realizzata in collaborazione con il Comune di Fano – Assessorato alla Cultura.
Tre appuntamenti si sono tenuti nella suggestiva Chiesa di San Pietro in Valle, uno dei luoghi più preziosi del Barocco marchigiano, dove musica, architettura, luce e decorazione tornano a dialogare.
L’Orchestra Sinfonica G. Rossini è riuscita a coinvolgere il pubblico con un metodo innovativo ed efficace, che i tradizionalisti rifiutano, anche se poi pure loro non hanno una conoscenza approfondita della musica che ascoltano: ogni spettacolo viene introdotto e presentato brano per brano come se fosse una lezione concerto.
Il primo appuntamento si è tenuto domenica 27 settembre alle ore 17:30. Il Rossini Brass Quintet, formato dai fiati dell’Orchestra Sinfonica Rossini, ha presentato un programma variegato che spazia dalla musica barocca alla musica di fine ottocento. Sono state eseguite composizioni di Monteverdi, Pachelbel, Charpentier, Mouret, Händel con un percorso musicale che dal Barocco si estende a Mozart, Rossini, Bellini, Donizetti e Puccini.
Il programma esula in parte delle linee programmatiche del festival, ma è risultato accattivante per il pubblico.
Componenti del gruppo:
| Francesco Marconi tromba e trombino Matteo Giammaria tromba Marco Malaigia corno Carlo Piermartire trombone David Beato tuba |
Domenica 11 ottobre l’Ensemble d’archi dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini ci ha introdotto in un nuovo viaggio nel cuore della musica barocca, tra le eleganti armonie di Händel e Corelli, l’energia e la vitalità di Vivaldi e la bellezza senza tempo dell’Aria sulla quarta corda di Bach.
L’Ensemble, forte dell’affiatamento e della qualità tecnica dei suoi componenti, ha dato vita a un programma dinamico, i violini e gli altri archi hanno dialogato con precisione ed equilibrio, sfruttando la naturale risonanza della Chiesa di San Pietro in Valle.
Componenti:
Violini I: Paride Battistoni, Marco Bartolini
Violini II: Chiara Di Bert, Caterina Matacena
Viola: Ladislao Vieni
Violoncello: Luca Bacelli
Contrabbasso: Daniele Gemignani
Clavicembalo: Argalia Sauro
Programma:
Georg Friedrich Händel
Passacaglia in sol minore da Suite HWV 432
Arcangelo Corelli
Concerto Grosso in Re maggiore, Op. 6 No. 4
Antonio Vivaldi
Sinfonia per archi in Sol maggiore, RV 146
Johann Sebastian Bach
Aria sulla quarta corda (dalla Suite Orchestrale No. 3)
Antonio Vivaldi
Concerto per archi in La maggiore RV 158
| Domenica 25 ottobre Chiara Cattani al clavicembalo e il soprano Camilla Console hanno chiuso in bellezza questo mini festival, immergendo il pubblico nelle suggestioni della musica barocca, attraverso un affascinante percorso musicale con le composizioni di Vivaldi, Händel, Hasse, Carl Philipp Emanuel Bach, Sarti, Albertini e Mozart.
Il clavicembalo è lo strumento tipico del barocco, purtroppo poco conosciuto dalla massa. Il suono è più morbido e ovattato rispetto a quello limpido e scintillante del pianoforte. La clavicembalista Chiara Cattani ci ha introdotto nell’atmosfera più intima e delicata della musica barocca con maestria interpretativa e morbidezza del tocco. La simbiosi tra le mani della Cattani e la voce della Console ha dato vita a un raffinato dialogo, in cui il clavicembalo non ha mai assunto una mera funzione di supporto armonico, ma si è fatto coprotagonista con la voce del soprano. Il soprano Camilla Console ha dato una spinta di energia interpretando due pagine di alto virtuosismo. Grazie ad una voce estesa e duttile, pulita e scintillante, ha brillato per la gestione dei fiati, la fluidità dei fioriti ornamenti e la cura meticolosa nella soavità dei suoni sfumati. |
Cantando in maschera, mantiene la rotondità del suono nei passaggi di registro e anche nelle vocali (non stringe la <e> e dà la giusta apertura alla <a>). Il soprano lancia acuti sferzanti che talvolta addolcisce fino a farli diventare una carezza, possiede anche una interessante zona grave pastosa, morbida e di bel colore. Dovrebbe migliorare la dizione, anche se non è facile averla chiara nel canto d’agilità.
Programma:
Giuseppe Sarti
Sonata n. 2 in Do maggiore: Preludio
Georg Friedrich Händel
Dalla Suite in sol minore HWV 432: Overture
Johann Adolf Hasse
Sonata seconda in mi bemolle maggiore
Gioacchino Albertini
Da Virginia: Idol mio quest’alma amante soprano e clavicembalo
Carl Philipp Emanuel Bach
Sonata Württemberg n. 1 in la minore
Wolfgang Amadeus Mozart
Dodici variazioni su ”Ah, vous dirai-je Maman” KV 265
Antonio Vivaldi
O qui coeli terraque serenitas, RV 631 soprano e clavicembalo
Una menzione di prestigio va riservata alla chiesa di San Pietro in Valle, vero gioiello di stile barocco in una città di origine romana (recenti scavi hanno ritrovato la basilica di Vitruvio al centro della città di Fano).

