Andato in scena il 30 e 31 Luglio 2026, Auditorium Flaiano, Pescara, nell'ambito della rassegna "Un'estate da Favola" III° Edizione
Solitarium, delicatissimo spettacolo della compagnia Teatro Distinto di Alessandria, chiude la terza edizione di “Un’estate da Favola”, rassegna dedicata al Teatro Ragazzi, organizzata da Florian Metateatro ed Ente Manifestazioni Pescaresi.
La kermesse si è svolta dal 10 al 31 luglio ed è stata ospitata nell’Auditorium Flaiano, adagiato “in un abbraccio” tra la Pineta Dannunziana e il lungomare di Pescara.
Solitarium possiede davvero le caratteristiche per chiudere in bellezza un percorso e aprire uno sguardo rinnovato sul panorama estivo, quel luogo-tempo in cui la natura si concede massimamente e gli umani si cercano in maggior grado …
Lo spettacolo mette in scena un incontro tra due individui, o tra due solitudini. È proprio questo il punto cruciale: l’incontro a cui assistiamo in Solitarium è l’esito laborioso di una ricerca, un evento voluto e sospinto, ad onta dei freni dell’orgoglio, della prudenza, della ragionevolezza.
I due personaggi sono un uomo e una donna” – due single diremo – che conducono un’esistenza ordinaria, scandita meccanicamente attorno alle azioni comandate, le consuetudini e gli orari fissi. L’orizzonte del loro sguardo coincide con il perimetro ristretto e minimale dei loro rispettivi appartamenti.
Noi spettatori godiamo dunque di un osservatorio privilegiato: assistiamo, come per fioritura, allo schiudersi di un incontro sospeso sul filo sottile del possibile. I due dirimpettai avrebbero potuto non incontrarsi mai, ognuno rinchiuso nel recinto dei propri giorni; avrebbero potuto accontentarsi dello scambio di saluti rituali e impersonali nell’eventualità di un fugace incrociarsi.
Ma la lente di ingrandimento per la nostra osservazione è fornita dal teatro, inteso come linguaggio artistico e come realtà parallela a quella reale. I due appartamenti sono dotati – solo per i nostri occhi – di pareti invisibili, rendendoci edotti di ciò che ciascun personaggio vede, ma anche di ciò che non può vedere.
La regia di Daniel Gol punta fortemente sulla costruzione di un codice marcato, lontano dai canoni del realismo, che carica l’azione di un’assertività moltiplicata. La parola – quasi del tutto assente – fa sì che il significato si disfi come vapore denso, che poi resta sulla scena e avvolge ogni gesto degli attori, come un alone di pensiero o di intenzione intelligibile.
Chloé Ressot e Federico Rassu conquistano con la grazia della loro recitazione che appare disegnata, sempre più sospesa – man mano che lo spettacolo incede e la trama prende forma – su tempi sincopati e accenti danzanti.
La messinscena assurge tangibilmente al piano dell’universalità, per via di un linguaggio quasi integralmente extra-linguistico, ma soprattutto per la sua composizione equilibrata tra precisione e tensione, coefficiente tecnico e accessibilità di fruizione, che guadagna l’attenzione di un pubblico vasto, senza distinzione d’età.
Paolo Verlengia
CREDITS
“Solitarium”
uno spettacolo di Daniel Gol
assistente alla regia e tecnica Laura Marchegiani
con Chloé Ressot, Federico Rassu
scenografia e costumi Daniel Gol
produzione Teatro Distinto (Alessandria)

