Il 25 e il 27 settembre a Brescia, poi in cartellone anche a Como, Pavia, Reggio Emilia, Ravenna e Cremona
Sarà la bacchetta di Daniel Smith – direttore d’orchestra australiano, adottato dall’Italia e Australian Cultural Ambassador nel mondo – ad inaugurare la stagione 2026/2027 del Teatro Grande di Brescia con Death in Venice di Benjamin Britten venerdì 25 settembre alle 20 (replica domenica 27 settembre alle 15:30). Il titolo, mai rappresentato prima sul palcoscenico del Grande, segna anche il debutto di Smith a Brescia. Raro e particolarmente complesso, Death in Venice è il testamento artistico e creativo di Britten, che lo compose nel 1971 traendo ispirazione dall’omonima novella di Thomas Mann. ll confronto di Smith con questa partitura assume un significato ancora più particolare nell’anno in cui ricorre il cinquantesimo anniversario della morte di Britten. Il direttore, che aveva affrontato Death in Venice soltanto da studente e in forma di concerto, si misura ora per la prima volta con la sua dimensione teatrale più completa.
«Da australiano che ha scelto l’Italia come casa, dirigere Death in Venice nell’anno del cinquantenario della morte di Britten riunisce parti molto diverse della mia vita. Per prepararmi ho trascorso diversi giorni a Venezia, non per raccogliere immagini, ma per ascoltarla. Cercavo i suoni che Britten annotò nel 1971, le campane di San Marco, i richiami dei gondolieri, e soprattutto il modo in cui la città altera la percezione della distanza. Sull’acqua un suono può sembrarti vicinissimo mentre la sua sorgente resta invisibile. Quando sono tornato alla partitura, molte delle sue ambiguità avevano assunto per me un significato diverso. In quest’opera si incontrano un compositore inglese, un autore tedesco, una città italiana e memorie musicali dell’Asia; io vi arrivo con un orecchio australiano formato in Europa. Più la studio, meno la sento come un addio. La sento come l’atto di un artista che, alla fine della propria vita teatrale, ebbe ancora il coraggio di inventarsi una lingua nuova», commenta Smith.
La produzione, firmata da Rodula Gaitanou, accompagna l’opera in un percorso che, dopo Brescia, toccherà altri teatri italiani: quelli di Como, Pavia, Reggio Emilia, Cremona e Ravenna. Anche in queste sedi Daniel Smith sarà al debutto sul podio.

