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Teatrionline > Blog > Commedia > Il malato immaginario
Commedia

Il malato immaginario

Redazione
Ultima modifica: 10 Febbraio 2014 21:37
Redazione
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Foto di C. Bari
Foto di C. Bari

regia, adattamento e riscrittura di Teresa Ludovico 

con Augusto Masiello, Marco Manchisi, Ilaria Cangialosi, Cristina Mileti, Paolo Summaria, Michele Cipriani,Daniele Lasorsa

arrangiamenti musicali Michele Di Lallo

spazio e luci Vincent Longuemare

assistente alla drammaturgia Loreta Guario

costumi Luigi Spezzacatene – Artelier Casa d’Arte

musiche di Nino Rota

Matinée mercoledì 19 febbraio h 10.30 prezzi in matinée 10 euro studenti + omaggio al professore accompagnatore

Una casa del sud, in un bianco e nero da pellicola neorealista, con qualche lampo di colore. Una maschera, Pulcinella, espressione di quell’anima popolare, beffarda, liquida che pervade tutta l’opera di Molière; uno spirito che entra ed esce dai panni di una serva o di un fratello e che continuerà la sua recita anche quando si spegneranno le luci della ribalta.

Un malato brontolone accudito da una serva petulante e ficcanaso, insolente e fedele come sapevano essere certe nostre donne, un po’ zie un po’ comari, un po’ tuttofare che governavano casali, masserie o palazzotti di signori o finti signori. Una figlia angelica, una moglie perfida, un fratello consigliere, un giovane innamorato e medici, tanti medici che millantano crediti, maschere farsesche in un mulinello a volte assordante, una danza grottesca di quel quotidiano stretto fra le pareti domestiche dove ogni sussurro si amplifica, dove covano intrighi, dove si fingono finzioni. E il malato? Imaginaire… Per il malato Argante, “vivere è essere malati”! Non gli interessa la guarigione, ma quel mistero che i medici, con la loro presenza, le loro cure, le loro formule in latino gli promettono. La malattia come bisogno di non esistere, di addormentarsi, finché tutta la vita sia risucchiata da quel nulla che aspira all’eternità.

Solo una malattia immaginaria può proteggere dalla disperazione di vivere. Argante è un solitario e il suo è un immenso monologo. Forse solo Molière sarebbe potuto essere il suo interlocutore; infatti, eccezionalmente, viene citato in scena cancellando così il diaframma tra il teatro e la realtà, tra la recitazione e la vita. Tra Molière e Argante c’è una relazione misteriosa e profonda, non è la malattia il loro punto di incontro ma la comune vocazione immaginaria, la loro separazione dalla realtà.

La musica, negli spettacoli di Molière era fondamentale, storica la collaborazione con Lully, compositore italiano di corte, e storica la rottura del loro rapporto in occasione della messa in scena de Il malato immaginario. Avendo Nino Rota composto Le Molière imaginaire si è “immaginato” che i due artisti si incontrino e dialoghino; tre secoli li separano ma l’arte non conosce tempo e spazio. Un Molière anche per raccontare l’artista Molière, la vita di chi professa la fede del teatro. Alla quarta replica de Il malato immaginario, Molière, nella parte di Argante, volse gli occhi al cielo, perse la parola e rimase soffocato dalla grande quantità di sangue che gli usciva dalla bocca.

Agli attori era negata la sepoltura in terra consacrata, a meno che non avessero rinnegato la propria professione. Fu necessario l’intervento del Re Sole perché potesse essere inumato, di notte, in un cimitero. Ma avrebbe Molière rinnegato mai la sua professione? No. Dopo che il morso del teatro ti ha inciso profondamente, dove ti seppelliscono non conta più. Vita e scena si mischiano, il tempo dell’arte è un tempo ibridato di perenne inquietudine, pezzi di personaggi si attaccano alla pelle e pezzi di pelle leniscono le ferite dei personaggi.

 

Prezzi:

20,00 euro intero – 15,00 euro ridotto – 12 euro studenti e gruppi di almeno 10 persone

Botteghino:

dal martedì al venerdì dalle 9 alle 21.30 orario continuato

lunedì dalle 9 alle 18,00

sabato dalle 11 alle 21,30

domenica dalle 14 alle 19

 

Teatro Vascello

Via Giacinto Carini, 78 – Roma

Cap 00152 Monteverde Roma

www.teatrovascello.it

SOSTIENI LA CULTURA VIENI AL TEATRO VASCELLO

UNO SPAZIO DI LIBERTA’ DOVE L’IMMAGINAZIONE DIVENTA REALTA’

Come raggiungerci: Il Teatro Vascello si trova in Via G. Carini 78 a Monteverde Vecchio a Roma sopra a Trastevere, vicino al Gianicolo. Con mezzi privati: Parcheggio per automobili lungo Via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro. Parcheggi a pagamento vicini al Teatro Vascello: Via Giacinto Carini, 43, Roma tel 06 5800108; Via Francesco Saverio Sprovieri, 10, Roma tel 06 58122552; Via Maurizio Quadrio, 22, 00152 Roma tel 06 5803217

Con mezzi pubblici: autobus 75 ferma davanti al teatro Vascello che si può prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure: 44, 710, 870, 871. Treno Metropolitano: da Ostiense fermata Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello

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