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Teatrionline > Blog > Prosa > Edipo a Colono. Il Re Randagio
Prosa

Edipo a Colono. Il Re Randagio

Barbara Codogno
Ultima modifica: 20 Ottobre 2014 14:17
Barbara Codogno
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foto

di Andrei Konchalovsky

Con Julia Vysotskaya, Federico Vanni, Antonio Gargiulo, Giuseppe Bisogno e Simone Toffanin

Musiche di Sergei Prokofiev eseguite dal vivo dalla pianista Elena Fedotova e dal percussionista Luca Nardon

Scenografia di Andrei Konchalovsky

Coreografie di Ramune Chodorkaite

Costumi di Tamara Eshba

 

Grazie a Emma Dante, direttrice dell’Olimpico, parte da Vicenza una riflessione “agita” sul testo classico. Per toglierlo dalla gabbia della sua interpretazione spesso radicalizzata da un sistema “verità”. E riportarlo in vita. Sofocle, non a un caso: per primo introdusse il monologo, lasciando ampio spazio al personaggio; aumentò la presenza del coro per ribadire il concetto di sacralità dell’azione – e quindi accentuarne l’aspetto violento. Fu il primo anche a traghettare l’azione tragica verso una dimensione “reale”; narrò l’uomo attraverso l’esperienza della vita.

Konchalovsky adatta “Edipo a Colono” trasformando il “Re randagio” in un clochard. Ma, sceneggiatura a parte, l’impianto del testo rimane quasi del tutto invariato. Il regista fa solo queste modifiche: toglie dalla scena Ismene, una delle figlie di Edipo, e il Nunzio. A cui affida però le importanti parole finali proprio ad Antigone, che Konchalovsky fa interpretare alla moglie, l’attrice Julia Vysotskaya.

La tragedia sofoclea è nota: Edipo ha infranto dei tabù – ha ucciso il padre e figliato con la madre. Cieco, viene mandato in esilio da Creonte, suo cognato, e dai suoi stessi figli, che ora si stanno scannando per il trono. Edipo fugge a Colono dove regna Teseo, un Re che è “prossimo” a Edipo per essere stato oggetto di destino violento (anch’egli capro espiatorio, destinato a vittima sacrificale). Un Re che, come Edipo, ha vinto il mostro ma che ha anche vissuto in prossimità del mostruoso (cfr. Sfinge – Minotauro).

Edipo ha scelto di morire a Colono, dove le Erinni (le vendicatrici) hanno il loro tempio.

Il nodo del dramma di Sofocle è una domanda cruciale sulla colpa. Edipo è davvero colpevole di parricidio? Sofocle glielo fa dire esplicitamente: “Se uno venisse contro di te per ucciderti, tu ti informeresti forse se chi ti minaccia è tuo padre, oppure lo puniresti?”.

A partire dall’individuazione del colpevole si innesca un corto circuito violento. Citando Sofocle: “… il genio vendicatore di Edipo” e ancora: “… l’ira che sempre ti rovina”. Sofocle non sembra aver dubbi: la colpa si trasmette attraverso la violenza. Senza più un colpevole, i figli di Edipo si stanno scannando tra loro. Polinice infatti raggiunge il padre a Colono: vuole che si unisca a lui per sconfiggere il fratello.

Lo stesso Polinice, che ha voluto l’esilio del padre, ora giunge a Colono e chiede il suo aiuto. Edipo non sa perdonarlo. Antigone tenta di far capire al padre e al fratello che la strada della vendetta e della violenza non porterà a nulla. Ma il salto cultuale – culturale, dialettico e simbolico non è ancora possibile. Edipo non è Gesù Cristo: non svela la colpa attraverso il proprio sacrificio. Edipo si vendica: maledice il figlio e muore. Perché solo con la morte può sottrarsi alla dinamica di collera, ira e violenza.

Bravissimi gli attori, un grandissimo Edipo (Federico Vanni) e un grandissimo Teseo (Simone Toffanin). Ottima l’entrata in scena di Creonte (peccato solo per quella maschera da Joker, già dépassé) con il coro trasformato in cani: qui è lampante il ruolo centrale del branco nell’accanimento violento verso il capro espiatorio. In questo adattamento “moderno” Konchalovsky forse perde un po’ il senso profondo del dramma sofocleo, relegando Edipo al cliché dell’emarginato e togliendo solennità al personaggio. Anche l’estrema passionalità della Vysotskaya a volte porta fuori strada, annebbiando il senso del lavoro. Lavoro in cui attori e regista comunque si sono spesi con grande generosità, accettando la sfida di riportare in vita un testo complesso e profondo.

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