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Senza categoria

Ma tu di che segno 6?

Salvatore Longo
Ultima modifica: 3 Gennaio 2015 23:20
Salvatore Longo
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fotoPassano i millenni, ma esiste qualcosa d’immutabile nell’uomo: la paura del futuro, di ciò che porterà il giorno o l’anno successivo. Logico quindi il desiderio di conoscerlo… purché sia positivo e soprattutto confermi attese e desideri.

Nell’antichità l’uomo si rivolgeva alle divinità e cercava di interpretarne le risposte attraverso segni più o meno misteriosi (e casuali) o parole di entità come la Sibilla Cumana, oggi permette lauti guadagni a maghi, maghetti, ‘misteriose’ signore che leggono carte e mani… e soprattutto legge gli oroscopi su quotidiani, periodici e media in genere, fino alle sintesi grafiche offerte nelle fermate della metropolitana.

Si può essere scettici o crederci, ma l’unica cosa da non fare è scandalizzarsi o deridere chi li legge: “scagli la prima pietra” chi in particolari circostanze o giornate, o solo per curiosità, non ha mai cercato il proprio oroscopo su un giornale o l’ha ascoltato a una radio

Ovviamente come in tutto occorre evitare gli eccessi che finiscono col prevaricare il buon senso condizionando le azioni dei ‘credenti’.

È questa l’area in cui si muove Ma tu di che segno 6?, il simpatico film del regista Neri Parenti, riconosciuto maestro dei ‘cinepanettoni’, quei film cioè che distribuiti in occasione delle feste natalizie divengono spesso campioni d’incasso.

In questa sua ultima fatica Neri Parenti sviluppa in modo parallelo cinque episodi (peraltro spesso sketch dilatati per inserire gag più o meno classiche di alcuni protagonisti), altrettanti esempi di vita condizionata dai segni zodiacali.

Ovviamente trattando oroscopi e segni zodiacali emerge, anche se in modo marginale, la corrispondenza con il carattere: peccato non sia stato il filo conduttore dell’opera come potrebbe far pensare il titolo (peraltro molto simile a Di che segno sei, il bel film del 1975 di Sergio Corbucci).

Le cinque storie sono trasversali alle diverse classi sociali: l’industriale, il noto avvocato, il tecnico televisivo, due patetici imbroglioncelli, il maresciallo dei carabinieri a indicare che l’oroscopo è una malattia che colpisce tutti indipendentemente dal ruolo nella società e dal tipo di lavoro.

Idea buona che poteva essere meglio sfruttata per stigmatizzare nefandezze della nostra società: si pensi all’industrialotto milanese interpretato da Massimo Boldi o all’avvocato ‘azzeccagarbugli’ di Gigi Proietti i cui episodi sono costruiti, invece, unicamente per le gag, anche simpatiche e divertenti, dei due bravi attori.

Indicati i limiti del film, occorre dire che non vi possono essere solo capolavori e che ogni prodotto va giudicato nella misura in cui delude o meno le attese.

A Ma tu di che segno 6? si chiede non di essere una pietra miliare nella storia del Cinema, ma di assicurare un sereno divertimento condito da qualche risata magari su gag semplici e a volte non originali.

In quest’ottica Neri Parenti e il gruppo di simpatici attori (capitanati da Massimo Boldi e Gigi Proietti che anche se non al massimo della forma – complice una sceneggiatura in qualche occasione un po’ debolina – sono sempre incisivi, e dalle belle Vanessa Hessler e Mariana Rodriguez) raggiungono pienamente lo scopo, e in questi tempi rasserenare e far divertire il pubblico non è marginale.

Il giusto successo al botteghino non deve quindi scandalizzare: risponde all’esigenza di chi (noi tutti) oberato dal peso delle difficoltà quotidiane sente il bisogno di ‘ricaricare le pile’ con qualche risata in spensieratezza.

E se ne ha diritto.

—–

La scheda

Titolo originale: Ma tu di che segno 6?

Regia: Neri Parenti

Sceneggiatura: Carlo Vanzina, Enrico Vanzina e Neri Parenti

Cast: Massimo Boldi, Ricky Memphis, Gigi Proietti, Vincenzo Salemme, Pio & Amedeo, Vanessa Hessler, Angelo Pintus, Mariana Rodriguez, Denise Tantucci e Paolo Fox

Genere: commedia comica

Origine: Italia

Anno: 2014

Durata: 99 minuti

—-

fotoIntervista a Massimo Boldi

In occasione della presentazione alla stampa di Ma tu di che segno 6? Teatri on line ha avuto un simpatico incontro con Massimo Boldi, uno dei protagonisti del film e un ‘amico’ di tutti gli Italiani cui in tanti anni ha donato molti momenti di serenità e spensieratezza. Un benefattore.

Ritiene di avere qualche somiglianza con Carlo Rabagliati, l’industrialotto terrorizzato dai possibili contagi, da lei interpretato nel film?

Sì anch’io, naturalmente senza eccessi e paranoie, tengo molto all’igiene: è meglio prevenire con equilibrio piuttosto che rimpiangere dopo di non averlo fatto.

E magari finire in un ospedale come quello del film. Vedendo le sue vicissitudini mi sono venute in mente alcune commedie del passato.

Nel film abbiamo immaginato situazioni paradossali, sperando che siano tali, anche se a volte si leggono cronache che ci danno note di pessimismo e perché no qualche timore.

Al di là di quanto raccontato troppe volte, purtroppo, il malato non è lontano dall’essere considerato quasi il numero di una camera.

Nella vita Lei crede agli oroscopi?

Come tutti all’astrologia ci credo e non ci credo. Certo m’incuriosisce anche per i riflessi sulle persone: vedo l’oroscopo quasi come un confessore laico cui vengono affidate speranze, desideri e timori con l’augurio che “operi” in modo da esaudire i desideri in un futuro ravvicinato e da rinviare a tempo indeterminato i timori.

L’incontro con uno dei protagonisti del cinema italiano degli ultimi decenni è troppo ghiotta per non chiedergli Dove giudica stia andando il nostro cinema?

Il momento è abbastanza positivo ed essendo una fase di transizione è effervescente: sta avvenendo un cambio generazionale specialmente per quanto concerne la commedia che è molto sensibile nel recepire le trasformazioni della società e del modo di pensare e di rapportarsi con gli altri.

Qual è la principale caratteristica dei giovani d’oggi?

I giovani d’oggi sono molto più sicuri di quelli della mia generazione e portano una realtà diversa, immagine di questa società in evoluzione verso nuovi modelli che non si capisce bene quali siano.

Non hanno per esempio i timori riverenziali che esistevano ai mei tempi: mi ricordo che quando ho girato il primo film accanto al ‘mitico’ Alberto Sordi ero molto emozionato e gli davo del Lei nel chiedergli qualcosa. Ed ero già un personaggio.

Purtroppo proprio ora che la conversazione stava divenendo particolarmente interessante Boldi è chiamato a rispondere ad altri impegni e curiosità.

Tra i molti aspetti di questo nostro lavoro ve n’è uno particolarmente positivo: poter incontrare, anche se per pochi e fugaci minuti, persone della classe e dell’intelligenza di Massimo Boldi di cui mi hanno colpito la disponibilità e la gentilezza, un vero signore.

Proiezione del video “Il barbiere di Siviglia”
Fara Music Festival, dal 21 al 27 luglio 2014 a Fara in Sabina
Busto Arsizio Film Festival 2015
Skanzonata
Sarah Bernhardt nel ruolo di attrice e regista di se stessa

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