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Teatrionline > Blog > Senza categoria > Teatro Quirino, Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller
Senza categoria

Teatro Quirino, Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller

Fabiana Raponi
Ultima modifica: 15 Febbraio 2022 11:00
Fabiana Raponi
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Michele Placido e Alvia Reale

diretti da Leo Muscato sono i protagonisti di Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller, in scena al Teatro Quirino di Roma dal 22 febbraio al 6 marzo.

Appunti per una messa in scena
di Leo Muscato

Morte di un commesso viaggiatore è la storia di un piccolo uomo e del suo sogno più grande di lui.
Mischia verità e allucinazione. Si svolge contemporaneamente sulla scena, sotto gli occhi del pubblico, e nella testa del protagonista, nella quale noi spettatori, a differenza dagli altri personaggi, siamo chiamati a entrare.
È una tragedia moderna che rivela il lato crudele del sogno americano.
Willy vuole così tanto essere “benvoluto”, che spesso trascura il fatto di essere amato. Infatti, contrariamente a quel che pensa, la sua famiglia lo adora: sua moglie ha votato a lui la sua esistenza; suo figlio minore Happy lo imita fino al punto da avere i suoi stessi sogni (sbagliati); Biff invece nutre nei suoi confronti uno strano sentimento di odio/amore, ma sicuramente vince l’amore.
E Willy Loman è uno dei personaggi teatrali più tragici del ventesimo secolo. Nella sua mente c’è qualcosa di fratturato. Ci sono diversi momenti in cui si rende conto che la sua famiglia è più importante del denaro. Ad esempio, quando sua moglie gli dice che hanno quasi pagato la casa, afferma: “Lavori tutta la vita per pagare le rate del mutuo, e quando la casa è finalmente tua, non c’è più nessuno che ci vive.”
Willy Loman sogna un futuro che non è in grado di raggiungere; perché vive in un paese che all’apparenza offre illimitate opportunità e lui va alla ricerca disperata del successo. Ma fallisce, e non riesce a perdonarsi.
E fallisce per aver creduto eccessivamente nel sogno americano, che non lo ha ripagato, e questo gli ha fatto perdere autostima.
Adesso vive coltivando un’accecante idolatria per tre uomini di successo:
– suo padre, fabbricante e venditore di flauti;
– suo fratello Ben, andato a cercare fortuna in Alaska, e che adesso è diventato una specie di ossessione per lui;
– Dave Singleman, un vecchio commesso viaggiatore di 84 anni che Loman aveva conosciuto tanti anni prima, quando doveva decidere se cambiare lavoro, o continuare a fare il venditore.
I sogni di Willy sono tutti sbagliati, e lentamente la sua vita va in disfacimento; come la casa in cui abita.
Il fatto di non essere riuscito ad avere la stessa fortuna di questi suoi tre miti, gli fa provare un forte senso di vergogna e di inadeguatezza.
Da qui la necessità di riversare su suo figlio Biff, delle aspettative di successo troppo grandi e irrealizzabili per lui.
Quest’altro fallimento, non riesce proprio a perdonarselo. Anche perché pensa di avere una grossa responsabilità. Infatti, molti anni prima, durante un suo viaggio di lavoro a Boston, è accaduta una cosa, a cui continua a pensare come un’ossessione.
Ora nella sua testa c’è troppo rumore: fughe di pensieri si accavallano e lo portano a confondere il presente, col passato e con il sogno.
Comincia a combattere con la tentazione di fare un gesto estremo che gli faccia riconquistare la stima dei suoi figli e assicurare loro un futuro economicamente più sereno. Allora inforca il volante della sua auto, e si mette alla guida per l’ultimo viaggio. Il più remunerativo. Forse.

NOTE

Tracciando bilanci del secolo che si concludeva, agli inizi degli anni 2000 la rivista Time elencò i dieci lavori teatrali più significativi del Novecento. Il primo posto assoluto toccò a I sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello. Il secondo andò a Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller: senza alcun dubbio la Grande Commedia Americana, quella che gli americani sentono come più autenticamente “loro”. Viene ripresa in continuazione in tutto il mondo, ma con Broadway ha un rapporto particolare. In una occasione particolarmente solenne, cinque o sei anni fa, il grande Mike Nichols la mise in scena riproducendo meticolosamente scene, costumi, musica e regia dell’edizione originale del 1948, con un interprete di eccezione come Philip Seymour Hoffman. Alla fine dell’ultima replica di questa produzione il pubblico come se si fosse dato un segnale non applaudì ma si alzò in piedi compatto, come davanti a un rito. Perché il Commesso colpisce così profondamente? E perché è così americano (ma allo stesso tempo, così internazionale: se ne registrano persino versioni russe e cinesi in chiave anticapitalista e anticonsumista)?
Perché è la storia di un sogno; la storia di un piccolo uomo e del suo sogno più grande di lui. Nella fiaba della farfalla e della formica, le simpatie vanno alla farfalla, benché questa venga sconfitta. E Willy Loman, sconfitto alla fine come la farfalla, non ha pazienza. E’ nato in un paese giovane e impaziente, forse figlio di immigrati; non ha radici, vuole salire nella scala sociale. Sogna a occhi aperti il successo facile, veloce.
Masolino D’Amico

ORARI
mar 22, mer 23, ven 25, sab 26, mar 1, ven 4, sab 5 ore 21 – mer 23 ore 19 –
gio 24, dom 27, gio 3, sab 5, dom 6 ore 17

 

Goldenart Production in coproduzione con
Teatro Stabile del Veneto e Teatro Stabile Bolzano
presentano

MICHELE PLACIDO
ALVIA REALE
MORTE DI UN COMMESSO VIAGGIATORE
di Arthur Miller

traduzione Masolino D’Amico
con
FABIO MASCAGNI MICHELE VENITUCCI 
con la partecipazione di DUCCIO CAMERINI nel ruolo di Charley
e con

STEFANO QUATROSI BENIAMINO ZANNONI PAOLO GATTINI
CATERINA PAOLINELLI GIANLUCA PANTOSTI
MARGHERITA MANNINO
scene Andrea Belli
costumi Silvia Aymonino
disegno luci Alessandro Verazzi
musiche Daniele D’Angelo

regia LEO MUSCATO

personaggi e interpreti
Willy Loman / Michele Placido
Linda / Alvia Reale
Biff / Fabio Mascagni
Happy / Michele Venitucci
Charley / Duccio Camerini
Bernard / Beniamino Zannoni
La Donna / Caterina Paolinelli
Howard Wagner / Gianluca Pantosti
Zio Ben / Stefano Quatrosi
Stanley / Paolo Gattini
Miss Forsyte / Letta Margherita Mannino

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