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Teatrionline > Blog > Concerto > Un weekend ricco di appuntamenti al Teatro Dal Verme con i Concerti e il Festival Chaplin
Concerto

Un weekend ricco di appuntamenti al Teatro Dal Verme con i Concerti e il Festival Chaplin

Redazione2
Ultima modifica: 5 Aprile 2022 13:33
Redazione2
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I Pomeriggi Musicali

presentano un nuovo weekend ricco di appuntamenti che comprendono, accanto ai concerti della 77a Stagione “Racconti senza parole”, anche gli “Altri Pomeriggi”, cioè l’attività per gli Under30, l’ultimo concerto-spettacolo dei Piccoli Pomeriggi Musicali e una nuovo film del Festival Chaplin con la colonna sonora eseguita dal vivo.

Ad aprire i concerti di giovedì 7 (ore 10 e ore 20) e sabato 9 aprile (ore 17) sarà una novità, commissionata dai Pomeriggi Musicali ad Andrea Melis, intitolata Visio Smaragdina – Quasi una Passacaglia, in prima esecuzione assoluta. Sul podio il direttore principale dei Pomeriggi Musicali James Feddeck. La giovanissima violoncellista Julia Hagen sarà invece l’interprete del secondo brano in programma, il celebre Concerto n. 1 in do maggiore per violoncello e orchestra Hob:VIIb:1 di Franz Joseph Haydn. Chiude il concerto un’altra pagina molto nota e amata come la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore “Eroica” op. 55 di Ludwig van Beethoven, ricollegandosi alle altre sinfonie del compositore di Bonn eseguite di recente: la Quarta e la Quinta.

Parteciperanno al concerto di sabato 9 aprile anche gli Under30 che seguono la rassegna di Altri pomeriggi, ciclo di concerti, aperitivi, incontri pensati e realizzati in esclusiva per loro dai Pomeriggi Musicali. Al termine del concerto incontreranno e dialogheranno con il compositore Andrea Melis, quindi in chiusura aperitivo nel foyer del Teatro Dal Verme (i biglietti hanno un costo di 10 euro compreso l’aperitivo sul sito ipomeriggi.it e in biglietteria).

Domenica 10 aprile alle ore 11, la sala del Teatro Dal Verme accoglierà invece il pubblico dei più piccoli per il settimo e ultimo appuntamento della 15a Stagione dell’Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali, dedicato a un grande classico come Biancaneve dei Fratelli Grimm che sarà raccontata da Sara Dho in una versione preparata dai registi Manuel Renda e Andrea Piazza. In scena l’Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali diretta da Daniele Parziani, impegnata in celebri pagine di Mozart.

“Trasformazione” pomeridiana domenica 10 aprile ma alle ore 16 quando il Teatro diventerà un cinema per ospitare il terzo appuntamento del Festival Charlie Chaplin: in programma il dittico composto da A Dog’s Life (“Vita da cani”, 1918, 35 minuti) e Shoulder Arms (“Charlot soldato”, 1918, 36 minuti) con la bacchetta di José Antonio Montaño alla guida dell’Orchestra dei Pomeriggi Musicali per l’esecuzione dal vivo della colonna sonora originale. La pellicola è stata restaurata dalla Cineteca di Bologna, dove è custodito anche l’Archivio Charlie Chaplin; questo festival, dedicato al mitico regista e attore del cinema muto, è realizzato in collaborazione con il Chaplin Office di Parigi / Roy Export S.A.S.

 

 

Il programma musicale del concerto diretto da James Feddeck

Formatosi con Azio Corghi, Alessandro Solbiati e Adriano Guarnieri, Andrea Melis è compositore e studioso di filosofia, a lungo direttore della Scuola civica “C. Abbado” di Milano e autore del brano in prima assoluta – commissionato dai Pomeriggi musicali Visio Smaragdina – Quasi una Passacaglia. Come scrive Raffaele Mellace nelle note per il programma di sala, «Melis si diparte da una duplice suggestione letteraria: da un lato le liriche di Cristina Campo, dall’altro gli studi di Henri Corbin sul misticismo iraniano. Le due fonti convergono a suggerire l’esperienza della soglia: terra di mezzo, spazio di confine in cui si sperimenta una realtà altra. Da un lato la soglia onirica dei sensi, sospesa tra ricordo e visione; dall’altro la “visione di smeraldo”, da cui il titolo, che manifesta secondo Corbin il passaggio tra mondo dei sensi e “oltremondo”. Il sottotitolo si riferisce alla forma del brano, costruito sulla sovrapposizione tra un ciclo di tricordi che attraversa una metamorfosi di registri e formule d’orchestrazione, e un secondo, cangiante flusso sonoro. Lo scorrere di questi due piani sonori rappresenta simbolicamente le dimensioni prima evocate, di cui è difficile cogliere il confine preciso, come scrive l’Autore, “nel costante mutare di una trama entro la quale il suono sembra raggiungerci e avvolgerci, per poi volerci abbandonare e riabbracciare un’ultima volta”».

Il Concerto n. 1 in do maggiore per violoncello e orchestra Hob:VIIb:1 di Franz Joseph Haydn è una pagina molto celebre e amata per la sua ricchezza di inventiva, grazia, allegria, buonumore, spirito, serenità, vivacità. Della partitura si erano perse le tracce e si credeva perduta fino agli anni Sessanta del Novecento quando fu scoperta una copia manoscritta al Museo Nazionale di Praga, appartenuta ad un violoncellista dell’orchestra degli Esterhazy, i principi presso i quali lavorava Haydn. «Inquadrano la composizione due tempi veloci dalla concezione diversissima – sottolinea sempre Mellace –. Il vasto Moderato d’apertura articola senza fretta un discorso che tempera l’agile dinamismo con un’incoercibile vena lirica, affidati alla “voce” istrionica della parte solistica, memore del probabile primo interprete, Joseph Weigl: suadentissima, quella “voce”, nell’Adagio (il tema ritornerà nell’opera buffa L’infedeltà delusa), in cui emerge dal nulla d’un pianissimo appena percepibile, prodigando l’incanto del linguaggio strumentale haydniano, confermato nel corso del movimento dall’intensa perorazione del violoncello, nella geometria variabile del dialogo con l’orchestra. Una folata d’energia investe nel Finale, in cui l’orchestra lancia il solista in una corsa elettrizzante, preda d’un fremito senza requie, consegnando indelebilmente alla memoria il carattere volage dello strumentista virtuosi».

Chiude il concerto un’altra pagina celeberrima come la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore “Eroica” op. 55 di Ludwig van Beethoven. Cruciale punto di svolta nel sinfonismo dell’epoca, impegnò l’autore tra il 1802 e il 1804, con numerosi e contrastati abbozzi. «La novità rivoluzionaria, grazie alla quale la Sinfonia di Beethoven rappresenta per noi l’inizio di una nuova era musicale, sta nel fatto che Beethoven compone non una nuova musica, ma un nuovo uditorio. Tutte le differenze in senso strettamente musicale rispetto ai predecessori si possono spiegare, in parte persino riconoscere, come riflessi dell’idea dell’uditorio che è loro alla base. L’immagine ideale di un uditorio per il quale Beethoven scrisse, e da cui attinse la forza e l’impeto delle sue idee, fu un’ulteriore elaborazione del grande movimento democratico che dalla Rivoluzione francese condusse alle guerre di liberazione tedesche. Elaborazione come si presentò allo spirito di Beethoven. Possiamo percepirla ogni volta di nuovo quando viviamo in noi stessi la potenza catartica e solenne di una Sinfonia di Beethoven, poiché in tali momenti noi stessi diventiamo il pubblico per il quale Beethoven ha composto, la comunità cui egli parla» (Paul Bekker). Inizialmente riferita alla figura di Napoleone Bonaparte sia come dedicatario sia come ispirazione, nel corso degli anni si sono scritti fiumi di parole per spiegare il perché al momento della pubblicazione recasse come titolo “Sinfonia Eroica […] composta per festeggiare il sovvenire di un grand’Uomo”.

Di seguito le parole di Ferdinand Ries – allievo, amico e poi biografo del compositore: «A proposito di questa Sinfonia Beethoven aveva pensato a Napoleone, ma finché era ancora primo console. Beethoven ne aveva grandissima stima e lo paragonava ai più grandi consoli romani. Tanto io, quanto parecchi dei suoi amici più intimi, abbiamo visto sul suo tavolo questa sinfonia già scritta in partitura e sul frontespizio in alto stava scritta la parola “Buonaparte” e giù in basso “Luigi van Beethoven” e niente altro. Se lo spazio in mezzo dovesse venire riempito e con che cosa, io non lo so. Fui il primo a portargli la notizia che Buonaparte si era proclamato imperatore, al che ebbe uno scatto d’ira ed esclamò: “Anch’egli non è altro che un uomo comune. Ora calpesterà tutti i diritti dell’uomo e asseconderà solo la sua ambizione; si collocherà più in alto di tutti gli altri, diventerà un tiranno!” Andò al suo tavolo, afferrò il frontespizio, lo stracciò e lo buttò per terra».

 

 

Teatro Dal Verme

giovedì 7 aprile ore 20.00

sabato 9 aprile ore 17.00

Orchestra I Pomeriggi Musicali

Direttore James Feddeck

Violoncello Julia Hagen

 

Andrea Melis (1979)

Visio Smaragdina – Quasi una Passacaglia – PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA

 

Franz Joseph Haydn (1732-1809)

Concerto n. 1 in do maggiore per violoncello e orchestra Hob:VIIb:1

Moderato

Adagio

Allegro molto

 

Ludwig van Beethoven (1770-1827)

Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore “Eroica” op. 55

Allegro con brio

Marcia funebre. Adagio assai

Scherzo. Allegro vivace

Allegro molto

 

James Feddeck direttore

Direttore principale dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali dal 2020, James Feddeck è nato a New York ed è stato acclamato dal “Chicago Tribune” come “un talentuoso direttore di cui si sentirà parlare per molto tempo”. Vincitore del Solti Conducting Award, dell’Aspen Conducting Prize ed è ex-Assistant Conductor della Cleveland Orchestra in questa stagione ha impegni con con la BBC Scottish Symphony Orchestra, con la Filarmonica di Varsavia, con la Staatskapelle di Weimar e con la Oregon Symphony Orchestra, oltre a collaborazioni con l’Orchestre Symphonique de Montreal, l’Orchestre Natrional de Belgique, la Residentie Orkest, la Bournemouth Symphony Orchestra e l’Orquestra Sinfónica de Tenerife. Le ultime stagioni hanno visto performance con molte delle più importanti orchestre europee e americane, tra le quali la Sinfonica della Radio di Vienna, la Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino, l’Orchestre National de France, la BBC Symphony Orchestra, la BBC Philharmonic, la Royal Philharmonic di Liverpool, la Sinfonica di Barcellona, la Royal Stockholm Philharmonic, la Filarmonica di Helsinki, l’Orchestra Sinfonica della città di Birmingham, la Hallé Orchestra, la Chicago Symphony, la Cleveland Orchestra, la Sinfonica di San Francisco, la Sinfonica di Seattle, la Sinfonica di Detroit e la Sinfonica di Toronto. Esperto organista, James Feddeck si è esibito in recital in Europa e Nord America. Ha studiato oboe, pianoforte, organo e direzione al Conservatorio di Musica di Oberlin ed è stato il primo vincitore del loro Outstanding Young Alumni Award.

 

Julia Hagen violoncello

Nata a Salisburgo nel 1995, prende le prime lezioni a 5 anni con Detlef Mielke al Musikum di Salisburgo. Studia con Enrico Bronzi al Mozarteum di Salisburgo, all’Università di Vienna con Reinhard Latzko e Heinrich Schiff e all’Università delle Arti di Berlino con Jens Peter Maintz. È stata recentemente ammessa nella celebre Accademia di Kronberg. Durante le scorse stagioni si è esibita nelle sale più prestigiose, ottenendo un successo internazionale: ha debuttato con la Mozarteumorchester di Salisburgo e con la Konzerthausorchester di Berlino, ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica Giapponese Yomiuri e ha fatto parte del “Great Talent Cycle” della Konzerthaus di Vienna. Ha suonato alla Tonhalle di Zurigo, al Barbican Centre di Londra, al Festival di Salisburgo e come solista della Kammerorchester di Vienna e della European Union Youth Orchestra. Nel 2019 ha pubblicato il suo primo CD, registrato con la pianista Annika Treutler. Tra il 2014 e il 2016 è stata tra i sei violoncellisti della “Classe d’Excellence de Violoncelle” di Gautier Capuçon; ha seguito delle masterclass con Gábor Takács-Nagy, Pamela Frank e Lawrence Power, per citarne solo alcuni, e approfondito i suoi studi alla Ozawa Academy e alla Verbier Festival Academy, di cui ha vinto il Nicolas-Firmenich Prize 2016. Suona un violoncello “Francesco Ruggieri” (Cremona 1684), messo generosamente a disposizione da un privato.

 

 

10 aprile 2022

A Dog’s Life / Shoulder Arms

Direttore José Antonio Montaño

Orchestra I Pomeriggi Musicali

A Dog’s Life (“Vita da cani”)

Regia Charlie Chaplin

Durata 33 minuti

Genere Commedia, drammatico

Anno e paese di produzione 1918 – USA

Interpreti principali: Charlie Chaplin, Albert Austin, Henry Bergman

 

Trama Charlot è un vagabondo continuamente affamato e infreddolito che vive in una casa malconcia e che nonostante i molti tentativi non riesce a trovare un lavoro. Un giorno salva un piccolo cane di nome Scraps e incontra una giovane cantante in un locale squattrinato. Nel frattempo, alcuni ladruncoli si impossessano di un portafogli e lo nascondono nella casa dove Charlot è solito dormire. Una volta tornato a casa, Charlot trova il prezioso bottino e corre felice al locale per farne parola con la cantante, che purtroppo è stata malamente licenziata. Dopo diverse vicissitudini e grazie al denaro sottratto ai ladri, i due riescono a comprarsi una piccola casa e trovare la loro felicità.

 

 

Shoulder Arms (“Charlot soldato”)

Regia Charlie Chaplin

Durata 36 minuti

Genere Commedia, drammatico, guerra

Anno e paese di produzione 1918 (seconda edizione febbraio 1927) – USA

Interpreti principali: Charlie Chaplin, Edna Purviance, Syd Chaplin

Trama Charlot è una giovane recluta americana reduce da un duro addestramento. Durante la Prima Guerra Mondiale si prepara per andare a combattere in prima linea contro il nemico. Giunto al fronte francese, dimostra il suo valore militare grazie ad una coraggiosa manovra che gli permette di catturare da solo 13 soldati nemici. In seguito al suo atto eroico gli viene affidata una pericolosa missione: infiltrarsi tra le linee nemiche travestito da albero per scoprire i segreti militari degli avversari. Tuttavia, Charlot fallisce ed è costretto a nascondersi nella casa malmessa di una giovane ragazza francese, che successivamente viene rapita dai soldati tedeschi. Riesce però a salvarla e viene accolto trionfalmente dagli altri soldati.

 

Informazioni e biglietteria

Teatro Dal Verme

via San Giovanni sul Muro, 2 – 20121, Milano

Tel. 02 87 905 – ipomeriggi.it

Il servizio informazioni presso il Teatro Dal Verme è aperto dal martedì al sabato dalle 11 alle 19

I biglietti per i concerti della 77a Stagione hanno un costo da 9 a 20 euro.

I biglietti per gli “Altri Pomeriggi” hanno un costo di 10 euro compreso l’aperitivo e sono disponibili sul sito ipomeriggi.it e in biglietteria. Per dettagli e informazioni collaboratori@ipomeriggi.it

I biglietti per i Piccoli Pomeriggi Musicali hanno un costo di 5 euro (bambini) e 7 euro (adulti).

I biglietti per il Festival Chaplin hanno un costo da 5 a 12 euro.

La biglietteria del Teatro Dal Verme è aperta da martedì a venerdì ore 10:30 – 18:30; sabato ore 10:30 – 14:00 biglietteria@ipomeriggi.it / tel 02 87905201

In ottemperanza alle normative vigenti, gli abbonamenti e i biglietti sono nominativi; all’ingresso viene controllato il Super Green Pass ed rilevata la temperatura corporea; è obbligatorio disinfettare le mani, indossare sempre le mascherine ffp2 e seguire le indicazioni del personale e della segnaletica.

Vendita online www.ticketone.it

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