Silvio Orlando a teatro con Ciarlatani
È andato in scena al Teatro Arena del Sole di Bologna l’ultimo spettacolo con Silvio Orlando, Ciarlatani, del regista e drammaturgo spagnolo Pablo Remón (vincitore del Premi Nacional de Literatura Dramática 2021), tradotto in italiano da Davide Carnevali. Quattro attori per ventisette personaggi, divisi fra due racconti paralleli che, come scatole cinesi, si alternano agli occhi degli spettatori in un sorprendente montaggio che a tratti strizza l’occhio alla struttura delle fiction. Sono vite legate al mondo del cinema e del teatro, quelle dei due protagonisti, diametralmente opposti eppure così simili. Una giovane attrice che si barcamena fra spettacoli alle feste per bambini, improbabili telenovele e progetti teatrali pericolosamente contemporanei da un lato, un regista di successo di film commerciali che, subito dopo un incidente aereo a cui scampa miracolosamente, rimette in discussione tutta la sua carriera davanti all’attonito manager dall’altro. A legare i due protagonisti è un certo Eusebio Velasco, regista di culto degli anni ’80 da poco scomparso.
I due piani narrativi s’intersecano in una danza dal ritmo comico a tratti, tragico in altri. Realtà o finzione? Questo è il dilemma sul quale si giocano le vite dei personaggi che riflettono su successo, fallimento e, in maniera anche profonda se vogliamo, sul significato della settima arte (il cinema) e dell’arte pubblica più antica del mondo (il teatro). Chi frequenta produzioni televisive e sale teatrali ci vedrà dentro situazioni che scimmiottano e prendono intelligentemente in giro le dinamiche e i sotterfugi dell’immenso “dietro le quinte” che serpeggia fra questi due mondi, narrato in maniera scorrevole e divertente, recitato in maniera impeccabile da attori (oltre Silvio Orlando sul palco troviamo Francesca Botti, Francesco Brandi e Blu Yoshimi) che insieme sono una macchina da guerra. Portano gli spettatori dentro le vicende ora divertendo ora facendo riflettere, per un’ora e quarantacinque che passa in un soffio, lasciando dietro di sé il ricordo di un bello
(e non banale) spettacolo.
Erika Di Bennardo

