Raccolta di poesie di Valerio Carchidi
Una raccolta di poesie giovani, spontanee, istintive, a tratti ermetiche, uno stile contemporaneo che attraversa il tempo evidenziando il bisogno di bellezza e verità.
Liriche d’amore che lette in sequenza sono legate dal fil rouge della speranza.
Speranza invocata, anelata, compagna discreta e ineludibile dell’amore.
Amore inteso in senso universale, declinato come passionale, sentimentale, filiale, genitoriale, per la natura, per un amico, quindi per la vita.
Nella nota introduttiva Valerio esprime il proprio punto di vista sull’amore, l’ultima speranza cui un essere umano può aggrapparsi nei momenti di crisi.
“Spes ultima dea” è la frase latina riferita al mito greco della dea Speranza, uscita per ultima dal vaso di Pandora che conteneva tutti i mali del mondo e rimasta a consolare l’umanità che avrebbe dovuto subirli, mentre le altre divinità se ne restavano sull’Olimpo.
La giovane età, appena ventuno anni, si coniuga con una sensibilità matura che consente a Valerio di esprimere considerazioni frutto di un profondo sentire e non già di una lunga esperienza.
Nel mondo odierno, sostiene, non si viene educati all’amore, ma si alimenta un tossico amor proprio per smania di protagonismo.
L’amore, delicato, modesto, spirituale, tragico, conflittuale, non cammina al passo dell’efficientismo e della performance, che invece generano insicurezza, rabbia, frustrazione, egoismo, narcisismo.
L’uomo moderno, tecnologico e iperattivo, soffre di grave carenza emotiva per mancanza d’amore.
Rivolgendosi agli uomini di buona volontà che hanno consapevolezza di essere in grado di amare, Valerio li invita ad abbracciare la speranza, l’ultima dea che li guiderà sui passi di Amore, la sola, unica, ultima speranza.
Leggendo le liriche, di seguito come capitoli di un libro, si manifesta la tessitura delle dinamiche emotive del giovane poeta, che con toni delicati e una scrittura attenta alle piccole cose del quotidiano, esplora i sentimenti, filtrati dalle contraddizioni dell’esistenza, ed esprime un profondo legame con la natura: le donne che desidera sono rese belle dai suoi versi; la labilità dei momenti d’amore hanno l’eternità del verso che li evoca; quello che avviene in natura è il riflesso del tumulto del cuore; c’è rammarico per non poter riconquistare la donna amata e rivivere una storia che è poesia; vive il dilemma tra dimenticare e tornare ad amare; evoca il ricordo del nonno scomparso che torna ‘nel labirinto del pensiero nascosto’; l’amore ‘nella notte di profonde parole’ tende a legare due cuori.
In ogni lirica, in qualche verso la sua voce poetica inneggia alla speranza, anche nel momento dell’addio o nel corso di una storia ondivaga, perfino nel ricordo di un amore perduto affinché l’anima dell’amata possa trovare il suo mare calmo. La speranza, sostiene Carchidi, titilla ogni cuore, anche quello di un lupo solitario che corre nella foresta.
Gratitudine è espressa al papà che lo ha iniziato al sentimento d’amore, semplicemente amandolo.
Giuseppe Manfridi, drammaturgo dalla scrittura dotta e raffinata, tra i più influenti del panorama teatrale italiano, nel corso della presentazione al pubblico presso la Biblioteca Vaccheria Nardi a Roma ha raccontato di aver seguito la genesi di questa raccolta il cui titolo rappresenta la storia della creazione letteraria, quale padre letterario e mentore di Valerio, che cercava di incanalare la sua espressività tra rime e assonanze.
Giovanni Spedicati, direttore de La Mongolfiera Editrice che ha pubblicato la raccolta nella Collana Poesia, intervenuto alla presentazione, ha affermato che la piccola editoria deve svolgere anche la funzione sociale di pubblicare testi di giovani promesse, offrendo loro un’opportunità. E di aver ritenuto preziosa la raccolta di Valerio Carchidi per il valore pedagogico dell’idea che all’amore bisogna venire educati e che l’approccio all’emozione va insegnato.
Tania Turnaturi
Valerio Carchidi
L’ultima speranza
La Mongolfiera Editrice
pp 92 – f.to cm 12×20
ISBN 979-12-80419-50-7
€ 12,00

