Il nuovo allestimento del musical americano con la regia di Damiano Michieletto e la direzione musicale di Michele Mariotti, dal 5 al 17 luglio alle Terme di Caracalla
Dopo l’inaugurazione con I Madrigali di Orlando di Lasso e La Resurrezione di Handel, il Caracalla Festival 2025 entra nel vivo con West Side Story, il celebre musical di Leonard Bernstein, diretto da Michele Mariotti con la regia di Damiano Michieletto, che ha curato il cartellone Festival, Tra sacro e umano.

In scena dal 5 luglio alle ore 21,00 (5 recite totali fino al 17 luglio) alle Terme di Caracalla, il più famoso, osannato musical americano, un Romeo e Giulietta in chiave contemporanea, debutta nel nuovo, prezioso, nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma (con la squadra di Michieletto, Paolo Fantin per le scene, Carla Teti per i costumi, Alessandro Carletti per le luci) coinvolgendo l’Orchestra e il Corpo di Ballo della Fondazione lirica capitolina e un cast di oltre 40 specialisti di musical chiamati appositamente per questa produzione, tra cui Marek Zurowski nel ruolo di Tony e Sofia Caselli nel ruolo di Maria, Sergio Giacomelli come Bernardo, Natascia Fonzetti come Anita e Sam Brown come Riff.
“West Side Story è un musical americano che è la potenza del ritmo impressa da Leonard Bernstein. Questa produzione cerca di mettere l’accento sui sogni di questi ragazzi e non tanto sulla violenza che contraddistingue gli scontri, ma proprio sull’aspirazione romantica di questi Romeo e Giulietta, Tony e Maria – spiega Michieletto – e questo è la spinta che mi piace di più, il contrasto fra la rivalità, gli scontri e il lato irrazionale dell’amore nel riconoscere qualcuno che è del tutto diverso da te, ma con cui al tempo stesso riconosci che si crea un’alchimia, qualcosa che non si spiega, che è irrazionale, ma che è più forte della violenza e dell’idea di dominio”.
West Side Story nasce nel 1957 dall’idea del regista e coreografo Jerome Robbins su musiche di Leonard Bernstein, libretto di Arthur Laurents, versi di Stephen Sondheim e ottiene subito un enorme successo di pubblico e di critica anche se la vera consacrazione arriva nel 1961 con la prima trasposizione cinematografica di Robert Wise con Natalie Wood e le coreografie di Robbins che si aggiudica ben 10 Oscar.
Ambientato nell’Upper West Side della New York della metà degli anni ’50, e liberamente ispirato a Romeo e Giulietta di Shakespeare,, West Side Story racconta delle rivalità tra due bande di adolescenti: gli Sharks, composta da immigrati portoricani, e i Jets, gang di ragazzi bianchi. In un clima di rivalità, odio e intolleranza, Tony, un ex Jets e miglior amico del loro capo, Riff, si innamora di Maria, sorella di Bernardo e leader degli Sharks preannunciando un tragico finale.
Ma West Side Story rappresenta anche un punto di svolta nel musical che diventa un genere non solo di intrattenimento, ma in grado di poter affrontare anche tematiche complesse e attuali che rispecchiamo la realtà.

“Questo musical vedrà come protagonisti artisti di musical: l’unica voce impostata è quella della ragazza che rappresenta un simbolo, la voce di Dio che cala all’improvviso che si parla di un posto dove tutto potrà essere giusto, dove avremo l’amore, dove potremo ascoltare – il commento di Michele Mariotti, direttore musicale del lirico capitolino – Questa musica rappresenta la summa delle emozioni umane ed è una grande sfida per un’orchestra di un ente lirico sinfonico affrontare il capolavoro “funky” West Side StoryUn’opera che, partendo dal suo momento più basso e tragico – le morti di Tony e Bernardo – si innalza, lanciando un grido d’amore e di speranza verso un mondo migliore. Bernstein, con una varietà di stili musicali, riesce a infondere il suo inconfondibile “jazz feel”, trascinandoci in un vortice ritmico e sensuale allo stesso tempo. Bernstein è autore di profondità rara, che commuove anche nelle pagine più estrose e che coniuga la complessità della scrittura sinfonica con l’immediatezza teatrale, fondendo struttura e spontaneità in un equilibrio molto raro. La sua abilità nel far dialogare mondi diversi lo colloca tra i compositori capaci di reinventare il linguaggio musicale del Novecento”.
A rendere immortale questo musical anche la magnifica musica composta da Bernstein ricca di canzoni diventate celebri, come Maria, Tonight, I Feel Pretty e Something’s Coming. Il nuovo allestimento punta sulle nuove coreografie che sono state affidate a Sasha Riva e Simone Repele e interpretate dal Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato.
“Sono partito dalla visione di un luogo simbolico: una piscina abbandonata – prosegue Michieletto – Un luogo che nasconde desideri di gioco, felicità, spensieratezza e amore. Lo scontro violento tra le due bande in queste rovine abbandonate rappresenta il desiderio di rivalsa, la ricerca di un’identità e della libertà. Abbiamo inserito un elemento simbolico, un richiamo all’America e al ‘sogno americano’, ossia la fiaccola della Statua della Libertà, che è una sorta di detrito abbandonato. Il sogno si è infranto ma il desiderio è quello di provare ancora una volta a credere nei diritti che sono alla base di una democrazia: l’inclusività, l’opportunità per tutti, l’uguaglianza, la giustizia. Questo simbolo accoglierà la violenza e gli scontri tra le due bande, rimandando alle tensioni che ogni società si trova a dover affrontare, specie quando diventa necessario mantenere integro il senso dei valori democratici”.
Dopo il debutto di sabato 5 luglio alle 21, West Side Story viene replicato mercoledì 9 luglio, giovedì 10 luglio, domenica 13 luglio, giovedì 17 luglio sempre alle ore 21.00. Info su www.operaroma.it
Fabiana Raponi

