Il Play with Food Festival (PWF) di Torino, storico appuntamento nazionale dedicato al teatro e alle arti performative sul tema del cibo, si rinnova per l’edizione del 2025. Nata nel 2010 da un’idea di Davide Barbato per i Cuochivolanti e co-diretta fino al 2024 da Davide Barbato stesso, la rassegna affronta una nuova e stimolante fase: a partire dall’edizione 2025, il festival sarà co-diretto insieme a Elisa Bottero e Daniele Pennati, promettendo di mantenere intatta la sua natura di piattaforma artistica multidisciplinare, capace di valorizzare la convivialità come strumento di attivazione e coinvolgimento di nuovo pubblico, con un occhio sempre attento alle interferenze tra spazio pubblico e spazio privato. È in questo contesto, dove la scena si nutre di gusto e riflessione, che si inserisce come evento di punta “L’altezza delle lasagne”, il monologo di sopravvivenza gastronomica di Vito. Scritto con spietata ironia da Francesco Freyrie e Andrea Zalone e diretto da Daniele Sala, lo spettacolo è un esilarante e necessario esorcismo collettivo dalle ossessioni del mondo culinario contemporaneo. Vito, con la sua inconfondibile maschera comica che lo ha reso un volto noto del teatro, del cinema (da Fellini in poi) e della televisione, affronta senza peli sulla lingua il malsano e perverso rapporto che l’uomo moderno ha sviluppato con il piano cottura. La critica è feroce quanto irresistibile: si ride amaramente della scomparsa della rucola a favore dell’invasione dell’avocado, si sorride della trasformazione del semplice gesto di nutrirsi in una vera e propria religione, e si assiste alla demitizzazione dello “Chef” come figura onnipotente. Lo spettacolo non fa sconti a nessuno, prendendo di mira, con un pizzico di cattiveria tipica dell’attore, tutte le manie e gli eccessi che connotano l’argomento, dalle intolleranze ai ristoranti pretenziosi. L’opera è uno spettacolo politicamente scorretto in cui chiunque si sentirà preso in mezzo e in qualche modo coinvolto, perché le nevrosi del cibo appartengono a tutti. L’attore bolognese, maestro nel toccare le corde della tradizione emiliano-romagnola, trova nella domanda apparentemente banale sull’altezza degli strati della lasagna la chiave di volta per un ritorno alla semplicità. Alla fine di questa spassosa e profonda demolizione delle sovrastrutture, la morale si rivela semplice e disarmante, un vero e proprio invito alla “decrescita felice” in cucina: l’amore, inteso come l’atto di cucinare con passione per chi si ama, amando sé stessi e rispettando l’ambiente, senza sprechi né eccessi. Un’opera imperdibile che, dopo aver toccato numerosi teatri italiani, si presenta al PWF come un inno alla cucina vera e sincera, quella che ci fa ridere delle nostre manie.
Visto il 27 settembre 2025
Casa del Teatro Ragazzi e Giovani – Torino
L’altezza delle lasagne
Monologo di sopravvivenza gastronomica
di Francesco Freyrie e Andrea Zalone
assistenza drammaturgica/regia Daniele Sala
assistente Mattia Angiola
concept fotografico Giovanni Bortolani
produzione Cronopios Srl

