Dal 1 al 13 ottobre a Roma
Al via Ottobre a porte aperte la nuova iniziativa del Teatro Vittoria di Roma che dal 1 al 31 ottobre propone al pubblico ben 13 spettacoli: l’iniziativa, promossa dalla direttrice artistica Viviana Toniolo intende rendere più accessibile e dinamico grazie alla consistente presenza di stimati professionisti dello spettacolo che, con la loro arte, arricchiranno l’atmosfera del palcoscenico del Teatro Vittoria.
Di seguito gli spettacoli proposti
Il 1° ottobre 2025
SERENATA A PETROLINI
scritto e diretto da
Gaetano Mosca e Stefano Antonucci
con
Stefano Antonucci e Gianmarco Crò
musiche eseguite dal vivo dai Maestri
Denis Negroponte e Paola Clementini
Produzione IDS Imprenditori Di Sogni
Un omaggio al grande artista Ettore Petrolini per l’eredità tramandataci attraverso l’importante produzione costituita da canzoni, commedie, mottetti, scherzi, lazzi, colmi e macchiette. Uno spettacolo ispirato alla sua arte considerata senza tempo, sketches, scenette, canzoni, numeri di mimo e poesie tratte dalla tradizione del varietà italiano; assemblati per richiamare l’arte comica dell’autore.
4 e 5 ottobre 2025
CARAVAGGIO CONTRO GALILEO
scritto, diretto e interpretato da
Carlo Lizzani
Produzione Attori & Tecnici
È il resoconto teatrale di un confronto immaginario tra Caravaggio e Galileo che in realtà non si sono mai ufficialmente incontrati pur se contemporanei e frequentatori degli stessi ambienti altolocati.
Il loro incontro avviene in un mondo iperuranio, sospeso, in cui tutti i personaggi sono già morti sapendo di esserlo e conoscono gli accadimenti del mondo fino ad oggi. Usufruendo di questo osservatorio dall’alto si confrontano e scontrano sul peso della genialità nella storia dell’uomo e sul rapporto spesso conflittuale tra arte e scienza, tra cultura umanistica e tecnologia. Litigano ma cercano comunque una via per salvare questa povera umanità in balìa di se stessa. Sperando che non sia troppo tardi.
Non è un monologo ma una commedia a più personaggi: oltre ai due del titolo, Ranuccio Tomassoni ucciso da Caravaggio nel 1605 a Roma, Fillide Melandroni prima cortigiana della città, il Papa Paolo V Borghese che condannò a morte Caravaggio, il poeta e librettista Giulio Strozzi. Tutti interpretati da un solo attore per pura scarsità di budget.
Dal 7 al 9 ottobre 2025
…E SEMPRE ALLEGRI BISOGNA STARE!
testo e regia di Paolo Vanacore
con Sina Sebastiani
al pianoforte Alessandro Panatteri
Produzione Attori & Tecnici
Siamo nella periferia romana degli anni 70-80 del secolo scorso. Una donna stravagante, un po’ strampalata, apparentemente folle, entra in chiesa per nascondersi dai carabinieri che la inseguono non si sa per quale motivo. In un’immaginaria e divertente confessione Rosetta racconta al prete alcuni momenti della sua travagliata e per certi versi tragicomica esistenza.
Piccoli aneddoti, momenti di ironia e disperazione che appartengono a tutte quelle donne che passano gran parte della loro vita a lavorare: in casa propria o come colf nel quartiere dei ricchi, donne che trattano con i giudici la pena dei propri figli come fossero al mercato, donne che amano e aspettano, tradiscono e seducono, donne madri e figlie allo stesso tempo.
Un monologo in gran parte brillante, comico, ma a tratti amaro, drammatico, recitato dall’attrice cantante Sina Sebastiani, e inframezzato dall’esibizione dal vivo delle più belle canzoni italiane scritte e interpretate dai grandi Giorgio Gaber, Dario Fo, Gabriella Ferri, Enzo Jannacci ed altri unitamente ad alcuni brani originali composti da Alessandro Panatteri appositamente per lo spettacolo.
Non un recital di canzoni bensì la messa in scena delle storie tutte al femminile delle vere protagoniste della periferia, quelle donne che vivono ai margini delle città italiane, ma non della storia.
Dal 10 al 12 ottobre 2025
A.I. LOVE YOU
scritto da
Mattia Marcucci, Stefano Flamia e Chiara Bonome
regia di
Chiara Bonome
aiuto regia Mattia Marcucci
con
Stefano Flamia e Chiara David
Produzione Attori & Tecnici
Cosa accadrebbe se un giornalista cinico, solitario e ostile alla tecnologia si trovasse costretto a convivere con un’intelligenza artificiale di ultima generazione?
Leonardo è un professionista vecchia scuola, incapace di abbandonare i suoi taccuini e il suo bisogno ossessivo di controllo. Eva è un’assistente virtuale avanzata, progettata per creare legami profondi con gli esseri umani e comprenderne emozioni, desideri e contraddizioni. Il risultato di questo incontro-scontro tra uomo e macchina è uno spettacolo tagliente, ironico e moderno, che mette a fuoco le zone d’attrito tra naturale e artificiale, tra memoria scritta e archiviazione digitale, tra autonomia e delega emotiva.
Attraverso una battaglia verbale serrata, in cui il sarcasmo diventa difesa e la confessione un rischio, “A.I. Love You” indaga il bisogno di essere ascoltati e la paura di esserlo davvero.
15 e 16 ottobre 2025
GIGI, MA CHE JAZZ FAI?!
La vera storia di Luigi Fortebraccio
monologo comico di e con
Gaspare Di Stefano
regia di
Paolo Vanacore
direzione musicale Alessandro Panatteri
scene Alessandra De Angelis
fonica e disegno luci Francesco Bàrbera
assistente alla regia Letizia Nicolais
con le voci di
Paolo Triestino, Giovanni Libeccio, Martina Zuccarello, Sergio Coffaro
Produzione Attori & Tecnici
Gigi, ma che jazz fai!? è una pièce della durata di un’ora ambientata negli anni ‘70 e vede come protagonista il personaggio di Luigi Fortebraccio, trombettista e cantante jazz. Egli viene chiamato all’improvviso da un impresario teatrale per sostituire uno spettacolo di Walter Chiari e, sbattuto letteralmente sul palcoscenico, ci racconterà la storia della sua vita. Questa sembra essere quella di qualunque artista, piena di sacrifici e dedizione per la propria arte, ma qualcosa durante la narrazione comincia a non tornare: la vita di Luigi infatti sembra essere già appartenuta a qualcun’altro e nulla della sua vita è originale, neppure la sua musica! Per sciogliere questo inghippo dovrà ricorrere all’aiuto del re del jazz in persona.
Il testo, che ha la regia di Paolo Vanacore, le musiche a cura di Panatteri e le scene di Alessandra De Angelis, segna l’esordio come autore e monologhista di Gaspare Di Stefano il quale, con molta ironia e attraverso un nutrito caleidoscopio di personaggi, ci conduce fino all’epilogo che vuol essere un inno alla perseveranza ed un incoraggiamento a crederci sempre.
“Puoi metterci anni o solo poche ore, l’importante è che lo fai col cuore” e la tua ispirazione arriverà, e come se arriverà!
18 e 19 ottobre 2025
NATO SBAGLIATO
scritto, diretto ed interpretato da
Stefano Dilauro
Produzione Attori & Tecnici
“Nato Sbagliato” è come una serata tra amici dove si ride per non piangere.
Un viaggio tra imperfezioni che diventano complicità, storture che si trasformano in risate liberatorie. Perché essere sbagliati è umano, ma riderci sopra insieme è divino.
Il primo monologo di un attore alla sua prima regia. Perfettamente imperfetto. Come tutti.
Perché alla fine, siamo tutti un po’ SBAGLIATI, un po’ BELLI, e finalmente LIBERI di esserlo.
21 e 22 ottobre 2025
MassimilianoFranciosa e Claudia Crisafio
in
ROVESCIATO
di
Maria Teresa Berardelli
Produzione Compagnia Umberto Orsini
Rovesciato racconta l’incontro tra due personaggi, Ettore e Ginevra, esplorando il confine tra sogno e realtà. Dopo essersi sfiorati per caso, entrambi si ritrovano in un mondo capovolto, dove eventi surreali e inversioni di senso scandiscono il tempo e alterano ogni percezione. In quella dimensione onirica, che insieme li intrappola e li libera, danno forma ai propri desideri più profondi e alle paure più nascoste, fino a riconoscersi. Ma il tempo a loro disposizione è breve e incerto. Tornati alla realtà e alla vita di sempre, spinti dalla mancanza e dal bisogno dell’altro, intraprendono un viaggio interiore che li costringe a mettere in discussione il proprio mondo. Solo attraversando la crisi potranno, finalmente, incontrarsi davvero.
23 e 24 ottobre 2025
TRE CIVETTE SUL COMÒ
regia di
Emilia Martinelli
drammaturgia e interpretazione
Chiara Casarico, Antonella Civale e Tiziana Scrocca
Produzione IlNaufragarMèDolce
É un mirabolante gioco comico sulla comunicazione, sul linguaggio– sia fisico che verbale – sui rapporti tra le persone, la società ed il potere.
Uno studio sul linguaggio del corpo e ciò che sottende. I diversi modi di parlare e gli ambiti linguistici. La comunicazione fatta di luoghi comuni e formule linguistiche.
Non ultimo, quello che la comunicazione sottende ed è alla base del saper comunicare: la capacità di ascolto. Si passa dall’uso dei nuovi mezzi di comunicazione (sms, WhatsApp, Skype, Facebook…) al linguaggio dei colloqui di lavoro – dove ogni parola ha un peso e una misura – alle mezze parole ascoltate sui mezzi pubblici, ai modi di dire e ai luoghi comuni, al linguaggio non verbale fino ad arrivare al grammelot.
In scena il corpo disegna questi linguaggi e a parlare è la sua postura, i suoi gesti, le forme costruite dalle attrici, i livelli dello spazio, il ritmo. Tutto diventa linguaggio che monta e poi si disfa. Le nostre attrici – in diversi momenti “accivettate” – civettano da un mondo all’altro come volassero da un comò all’altro, senza mai dire veramente. Eppure, tra un civettare e l’altro, arriva al pubblico il peso e il valore di ogni parola e l’ascolto che le attrici mostrano in scena con proverbiale maestria, racconta sul valore della comunicazione, più di mille parole. In scena si citano mondi teatrali che vanno dal Trio Marchesini-Solenghi-Lopez a Franca Valeri, da Totò e Peppino a Dario Fo, da Valter Chiari a Troisi. Tutti maestri con grande capacità di ascolto.
25 e 26 ottobre 2025
IN BOCCA AL LUPO, VIVA IL LUPO!
di Francesco Sala e Massimo Wertmüller
con
Massimo Wertmüller
musiche composte ed eseguite dal vivo dal M° Pino Cangialosi
regia di
Francesco Sala
Produzione Centro Teatro Meridionale
in collaborazione con Humanae Vitae
Massimo Wertmüller torna nuovamente a teatro con IN BOCCA AL LUPO, VIVA IL LUPO! Spettacolo diretto da Francesco Sala.
In bocca al lupo, viva il lupo! è un viaggio teatrale e sentimentale che racconta il millenario rapporto tra il lupo e l’uomo nella Storia. Preoccupati oggi più che mai per la probabile estinzione di questo bellissimo animale, dichiariamo tutti gli animali specie protette; anche dalle fake news che fanno passare l’antenato del cane come bestia terribile e pericoloso assassino (lupo feroce, lupo cattivo, mangiatore di pecore e bambini: Attenti al lupo!). Attenti all’uomo piuttosto!
Cosa possiamo e dobbiamo fare di fronte a problematiche come quelle di lupi e cinghiali? Riprendere a sparargli contro? Chiudere tutte le specie in apposite riserve? Come ci guardano gli animali?
Wertmüller ci accompagna in una escursione metafisica, surreale, politica, appassionata e divertente su sentieri della poesia e della Storia: inciampa nel mito, media tra pastori antichi e moderni, predatori e prede. Nel suo diario di viaggio c’è la saggezza di Trilussa e quella di Lucrezio, ci sono le sonorità, le musiche, i richiami della natura evocati per noi dalle note e dagli effetti di Pino Cangialosi. Alla ricerca del lupo: senza sentieri, mappe, pregiudizi. Un viaggio poetico e irriverente per una nuova politica della Natura. Salviamo questa nostra civiltà condannata allo sfruttamento della Terra e all’autodistruzione.
28 e 29 ottobre 2025
IL CUORE INVERSO
di Nando Vitali
con
Carmen Di Marzo
regia di
Paolo Vanacore
musiche originali Alessandro Panatteri
scene Alessandra De Angelis
costumi Red Bodò
Produzione NoMade Film Srl
Su oltre 50.000 staffette partigiane, donne che in bicicletta hanno avuto ruolo da protagoniste durante la resistenza al nazifascismo, solo 37 sono state riconosciute con medaglie al valore. Questo monologo nasce con l’intento di dare luce ad una di loro, di famiglia napoletana, che si è trovata da adolescente a Ferrara per motivi famigliari (padre ferroviere e socialista). A circa vent’anni, dopo l’armistizio dell’8 settembre, e dopo l’arresto e la morte della madre aderisce a una brigata partigiana dove inizia la sua avventura. Ma è soprattutto quel luogo oscuro della Storia dove per secoli le donne sono state relegate. Ancora oggi, in molti paesi, l’istruzione viene negata o data in sposa come merce di scambio, oppure stuprata nel corpo come nell’anima. La storia della Resistenza è una delle occasioni che attraverso l’arte riafferma il concetto di una energia femminile contro le ingiustizie, la barbarie e la discriminazione in tutte le sue forme. Le nuove staffette sono quelle di una poetica condivisa. La bicicletta è l’allegoria di un fulmine bianco di pace e solidarietà che ci rende umani ad oltranza. Lauretta si muove in uno spazio asettico, immaginario, in perenne oscillazione tra il presente e il passato, non è importante dove si trovi oggi, forse in un luogo di cura o in uno stato di trance, un racconto di tipo ossessivo che lentamente prende forma nella sua mente dalla quale, con fatica, emergono i fatti della Resistenza: l’amore per Michele, la nascita della figlia Stella, l’accoglienza della ragazzina ebrea Valentina, il suo nascente impegno da staffetta. Lauretta, rivolgendosi a un ipotetico interlocutore, continua a tormentarsi ripetendo la stessa identica domanda: “Voi cosa avreste fatto al posto mio?”.
Un intenso monologo interpretato da Carmen Di Marzo simbolo di una lotta partigiana tutta al femminile. Lo spettacolo è dedicato alla memoria di Iole Mancini, ultima staffetta partigiana deceduta il 2 dicembre 2024 all’età di 104 anni.
30 e 31 ottobre 2025
BEETHOVEN IN VERMONT
scritto e diretto da
Maria Letizia Compatangelo
con il
Trio Metamorphosi
violino Mauro Loguercio
violoncello Francesco Pepicelli
pianoforte Angelo Pepicelli
Produzione Toret Artist Management
Beethoven in Vermont è uno spettacolo che rivoluziona i canoni del concerto classico. Un format sperimentale, dove il mondo del concertismo classico si combina con quello del teatro. Rappresentato con successo in tutta Italia, lo spettacolo vede infatti i tre famosi concertisti Mauro Loguercio (violino), Francesco Pepicelli (violoncello) e Angelo Pepicelli (pianoforte) esordire come attori-musicisti nel ruolo del celebre Trio Busch-Serkin.
Vermont, estate del 1951: tre musicisti esuli dalla Germania nazista devono decidere il programma del concerto inaugurale per il battesimo del Marlboro Music Festival, un nuovo modo per studiare, insegnare e fare musica in libertà, la scommessa che sintetizza le loro vite e il loro percorso umano e artistico: dai successi europei al rifiuto del nazismo e l’esilio volontario, dal ripudio della cittadinanza tedesca all’emigrazione negli Stati Uniti. Siamo all’indomani del secondo conflitto mondiale, le atrocità compiute sono ancora ferite aperte nella memoria e nei corpi delle persone e loro sono tre tedeschi di fronte a dei giovani allievi americani. Tra esecuzione di brani, dissensi e opinioni contrastanti, lo spettacolo immagina lo scambio di idee musicali e umane tra Adolf Busch, Rudolf Serkin e Hermann Busch, sino alla scelta di Beethoven, il musicista portatore per eccellenza degli ideali di fratellanza e collaborazione tra i popoli, e dell’Opera 97, l’ultimo Trio, L’Arciduca, il ponte verso i futuri capolavori.
Ciò che sino ad oggi è stato possibile immaginare solo al cinema, con attori che fingono di suonare come virtuosi, per la prima volta gli spettatori lo vedranno accadere dal vivo, con musicisti che suonano come virtuosi e recitano con altrettanta maestria, in un flusso drammaturgico senza soluzione di continuità tra musica e recitazione. Nato grazie a un lungo lavoro teatrale che parte nel 2019, in parallelo con l’incisione integrale dei Trii di Beethoven da parte del Trio Metamorphosi per la DECCA, Beethoven in Vermont è uno spettacolo di respiro internazionale, che celebra il genio di Beethoven, la nascita del leggendario Marlboro Music Festival e una visione del mondo improntata alla fratellanza tra i popoli nel segno unificante dell’arte, perché, come dice Hermann al fratello: «È cercando la bellezza e costruendo la bellezza che un artista combatte».

