recensione
Il risveglio di Pippo Delbono
È andato in scena al Teatro Arena del Sole di Bologna dopo un’importante tournée internazionale e italiana l’ultimo spettacolo di Pippo Delbono, un viaggio fra cadute e risalite della vita, fra torpori e appunto “risvegli”. Dedicato all’attore e amico sordomuto Bobò scomparso nel 2019, da lui “salvato” dal manicomio di Anversa, questo spettacolo parla al cuore degli spettatori nella consueta
modalità degli spettacoli di Delbono. Bastano pochi elementi scenici, una sedia e l’attore che legge con la sua inconfondibile voce calda ed espressiva pensieri, fatti, riflessioni e poesie, facendo partire a tratti brani musicali che fanno da corollario, anche visivo, alle sue
parole. Per la prima volta Delbono non si affida ai testi degli autori a lui cari ma scrive di suo pugno tutto lo spettacolo, dando voce ad un dolore che si fa carne, spogliandosi davanti agli spettatori presentandosi in tutta la sua fragilità, anche dovuta ai problemi di
salute con cui combatte da qualche tempo. Delbono “usa” lo spettacolo come fosse un flusso di coscienza infinito davanti a un amico,
o ad uno psicoterapeuta. Scompone il suo dolore pezzo per pezzo, interrogandosi sulla sua origine, sulle evoluzioni che tramite la vita ha preso e continua a prendere, cercando però poi, alla fine, di trovarci un senso che sia positivo, che lo aiuti a uscire fuori e sperare
ancora nel buono che è rimasto nel mondo, nelle persone. Gli attori della compagnia accompagnano questo viaggio nel dolore e nel ricordo con danze ora simili ad un rito sacro, ora a incontri felici, ora a un funerale. Gioia e dolore si intrecciano irrimediabilmente
in un vortice che pare senza fine. Il risveglio omaggia Bobò in maniera semplice e poetica. Delbono lo ricorda come si ricorda un amico, un fratello, un amore. «Eravamo sempre insieme nel teatro e fuori dal teatro. Inseparabili. E un giorno Bobò se n’è andato via. Per cinque anni non ho potuto più guardare nemmeno una sua immagine. Non potevo sentire parlare di lui. Ci ha lasciati completamente soli, me e la mia compagnia». Come tutti gli spettacoli di Delbono, anche Il risveglio ha un messaggio catartico che non si può ignorare. Invita alla riflessione, stavolta in senso ancora più profondo. Perché fare i conti con la morte e il dolore non è mai semplice, ma assicurando in un certo senso che in fondo al tunnel, la luce c’è e si può raggiungere, continuando a vivere anche per chi non c’è più nell’abbraccio che scambia alla fine con ogni membro della compagnia. Un abbraccio denso, che pacifica il cuore.
Erika Di Bennardo

