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Rosa la Rossa la vera storia di Rosa Luxemburg

Redazione
Ultima modifica: 6 Febbraio 2026 16:44
Redazione
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Via Baretti, 4 - Torino 11, 12, 13   febbraio  2026 ore 20.45

Rosa la Rossa

la vera storia di Rosa Luxemburg

Monologo con Marina Bassani

Testo di Marina Bassani – Produzione Teatro Selig

Cineteatro Baretti

Via Baretti, 4 – Torino

11, 12, 13   febbraio  2026 ore 20.45

Dall’11 al 13 febbraio 2026 alle ore 20.45, al Teatro Baretti di Torino, ritorna Marina Bassani con la prima del monologo Rosa la Rossa. La vera storia di Rosa Luxemburg. Sul palco, ad accompagnare l’artista, ci saranno il musicista Nunzio Barbieri, chitarrista di Paolo Conte   e Francesco Django Barbieri con il suo clarinetto.

Per tutta la sua vita Rosa attende  il momento in cui i lavoratori prenderanno coscienza della loro condizione e faranno la rivoluzione.

A 17 anni  scrive: “Il mio ideale è un regime sociale in cui si possano amare tutti”. Un giorno trova un libro, Il Capitale di Karl Marx. Dice esattamente quello che pensa lei. Ha solo sedici anni quando tiene una lezione ai suoi fratelli su concetti come  profitto e  plusvalore e, come se fosse un gioco, inventa un grazioso teatrino dove i personaggi sono operai e padroni, sfruttatori e oppressi.

Partita da Zamosh per studiare botanica ed economia all’università di Zurigo, la sola università che accolga le donne, si stabilisce a Berlino nella città più industrializzata di Europa e qui entra a far parte del partito socialdemocratico. Ma presto si trova in dissenso.

Contraria alla guerra (la prima guerra mondiale è alle porte), ne denuncia gli abusi e le torture,  e si schiera contro  molti suoi compagni di partito che  hanno votato l’aumento delle spese di guerra. Più di una volta viene rinchiusa in carcere per disobbedienza e per incitamento allo sciopero generale. Ma, incurante della sua miserabile condizione, dal carcere detta il manifesto della Lega  Spartachista.

Abbandonata dal partito socialista , sempre più sola, ha bisogno di un filo rosso per uscire dal labirinto soffocante, fatto di divieti, sfruttamento, schiavitù, colonie, guerra. Lo trova, oltre che nella lotta politica, nel suo amore per la natura. La natura rimane l’oasi in cui il suo pensiero si rifugia. Nella prigione di Wronki, in Polonia, ha il permesso di curare un piccolo giardino: “ogni mattina ispeziono accuratamente lo stato dei boccioli di tutti i miei cespugli, e ogni giorno visito una coccinella rossa con due macchie nere sul dorso”. Le mura del carcere non le impediscono di continuare a lottare per un mondo libero. È quando abbiamo di fronte un muro, che conosciamo davvero la libertà.  Per tutta la sua vita Rosa ha cercato di abbattere questo muro. La sua compassione l’ha condotta a combattere per proteggere la natura, i fiori, gli uccelli e gli esseri umani.  Ma fino a dove poteva spingersi la sua passione? Rosa ha tenuto sempre in mano il filo rosso, ma questo filo rosso alla fine è diventata la sua trappola. Rivoluzione o riforma? Passione o ragione? Rosa ha scelto la passione a costo della sua stessa vita.

In scena i suoi ultimi giorni , in attesa di venire arrestata, ha solo il cielo sopra di sé e la musica che le tiene compagnia. Non ha paura e continua a gioire di ogni piccolo segno che venga dal mondo di fuori.

Marina Bassani, attrice e regista,  è nata a Milano  e vive  a Torino. Si è diplomata all’ Accademia dei Filodrammatici di Milano, medaglia d’oro ex aequo con Lella Costa,  e si è laureata in filosofia. Si è specializzata in  monologhi  e dialoghi  teatrali. Allieva di Ernesto Calindri e del maestro russo Jurji Alschitz. Ha fondato a Torino  Teatro selig, nel 1996, inaugurando come attrice  una lunga serie di ritratti  femminili . Ha messo in scena alcuni  ritratti esilaranti di donne   tratti dai Talking heads di Alan Bennett, ha recitato  Ho volato con l’angelo, il monologo sulla scrittrice  Karen Blixen, ha scritto e recitato al teatro Astra  il  monologo  sulla nobile Costanza d’Azeglio, ha scritto e recitato la storia  della partigiana Ada Gobetti, e il monologo  sulla cantante francese Barbara ( in cui la Bassani canta  e racconta la sua bio).  Al Teatro Parenti a Milano ha recitato Yossl Rakover si rivolge a DioIn cui vestiva i panni di un uomo).

Ha messo in scena al Teatro Baretti di Torino il monologo  La Madre,  tratto dall’opera Vita e Destino di Vassilij Grossman. Ha messo in scena al teatro Baretti  il dialogo Ay Carmela!,di Sanchis Sinisterra,  ambientato nella Spagna franchista, uno spettacolo con due attori (M.Bassani e L.Bartoli)

Ha messo in scena come regista e attrice   Battaglie di J M Ribes , con tre attori,  e ha scritto e recitato Orlando, tratto da V.Woolf. Ha scritto  Mia madre non è una cocotte,  storia di Romain Gary e  Amava il Chelsea hotel, storia di Leonard Cohen.

Tra i suoi recitals , ha scritto e  recitato Pensare con le mani, un testo ispirato a  La Chiave a stella di Primo Levi, Dal corpo all’anima,  storia di Etty Hillesum, Viaggio a Gerusalemme sulla figura del Cardinal Martini. È l’autrice   delle fiabe Zefirino collo lungo e Ombretta Camilla,  illustrate da Lele Luzzati.

11,12,13   febbraio 2026 ore 20:45

Cineteatro Baretti, via Baretti 4

con Marina Bassani

scrittura scenica e regia Marina Bassani

consulenza artistica Serenella di Michele

chitarra Nunzio Barbieri

clarinetto F. Django Barbieri

luci e fonica: Luca Scicchitano

INFO E PRENOTAZIONI

selig@teatroselig.it

facebook: marina bassani recita e legge

instagram:  marina.bassani

BIGLIETTI: intero €15 – ridotto €12 (under 26, over 65, gruppi sopra 5)

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