Lo spettacolo politico di Massini in replica fino al 1 marzo a Roma
Una scenografia essenziale e severa da cui emerge una pedana/parallepipedo bianco al centro: è la pagina dove viene illustrata Mein Kampf, opera scritta e interpretata da Stefano Massini che riporta alla luce un testo condannato per quasi un secolo alla dannato memoriae, divulgato solo a partire dal 2016.
Un testo pericoloso e censurato che indaga sulle origini del male: scritto nel 1924, da Hitler nella cella del carcere di Landsberg, Mein Kampf contiene il pensiero politico e delinea il programma del Partito Nazista.
«Perché queste parole hanno ipnotizzato le masse? Perché la Storia ha cambiato direzione grazie a queste pagine? E noi, spettatori del 2026, siamo davvero impermeabili all’ascesa di questo profeta della rabbia?»
Massini, artista dal forte impegno civile, drammaturgo, scrittore, personaggio televisivo, porta in scena un monologo necessario, un’analisi lucida e avvincente sul potere delle parole, sulle loro devastanti conseguenze, sulla manipolazione delle masse: nessuna censura, ma un viaggio nel delirio ossessivo di Hitler.
Un uomo che all’inizio appare come un uomo comune con l’ossessione “di non diventare un impiegato”, di non essere trasparente, di voler essere ricordato dalla Storia. Dalla nascita in un villaggio mediocre, dal trasferimento a Vienna fino alla necessaria e gloriosa Baviera, Massini estrapola alcuni momenti decisivi della vita di Hitler, mescolando pagine autobiografiche a stralci di discorsi. Tratteggia un uomo timido e timoroso da cui si sprigiona lentamente e inesorabilmente un delirio ossessivo, la difesa e l’idolatria della razza ariana, la capacità di far leva sulla frustrazione, sulla rabbia, sulla delusione delle masse dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. Lentamente Massini delinea il cambiamento di un uomo anche attraverso oggetti che cadono rovinosamente sulla pedana, vetri rotti e valigie, che mostrano come le parole siano importanti nella manipolazione delle masse. Uno spettacolo necessario che illumina sulle origini del male, che riporta alla luce un testo condannato, ma che dimostra come la conoscenza diventi necessaria per evitarsi il ripetersi degli orrori della Storia. Quasi sold out la sala gremita di pubblico che applaude calorosamente uno spettacolo necessario e totale. Repliche fino al 1 marzo
Fabiana Raponi

