Sette nuovi eventi, fra musica e prosa per celebrare il legame fra le due capitali europee attraverso la figura di Mimì Pecci Blunt negli spazi del teatro romano restituito alla città da Maria Grazia Chiuri
Un piccolo gioiello architettonico riportato allo splendore fra il legno e le funi annodate sul palcoscenico e i sontuosi drappeggi di velluto bordeaux del sipario: si presenta rinnovato con gusto sofisticato, ma nel pieno rispetto della sala originale, il Teatro della Cometa, creato dalla contessa-mecenate Mimì Pecci Blunt acquistato nel 2020 dalla stilista Maria Grazia Chiuri (Valentino, Dior, Fendi) e trasformato rapidamente in un centro di produzione culturale restituito alla città.

Ideato come ideale spazio di continuità tra arti visive, musica e teatro, gli spazi del Teatro della Cometa ospitano per la stagione “primaverile” sette diversi eventi, fra musica e teatro, con l’intento di omaggiare il gemellaggio, dal 1956, fra Roma e Parigi che da sempre si è sviluppato in una ricca trama di relazioni culturali trovando in Mimì Pecci Blunt una figura centrale.
“Abbiamo voluto creare un programma articolato, parte del progetto che vogliamo sviluppare in questo spazio – il commento di Maria Grazia Chiuri che ha restituito alla città di Roma il teatro – focalizzando l’attenzione sul gemellaggio fra Roma e Parigi, visto proprio il ruolo centrale che la capitale francese ebbe su Mimì. Il programma proposto vuole celebrare il forte legame culturale fra le due città”.
Sette gli eventi proposti nella stagione primaverile, da marzo a maggio, spaziando fra date uniche e mini residenze.
Elemento centrale della programmazione è certamente la musica in omaggio ai concerti di primavera che hanno segnato la vita della Cometa.

“Nato come scommessa, il progetto sta dando lusinghieri risultati – commenta il pianista Massimo Spada che cura la programmazione musicale – l’intento è quello di coinvolgere alcuni dei nomi più interessanti del panorama musicale attuale e alcuni grandi interpreti”.
Nasce in quest’ottica il primo evento proposto, il 10 marzo alle ore 21, nel concerto che segna il debutto a Roma del prestigioso festival Classiche ForMe, con la presenza di Beatrice Rana, ormai acclamata pianista internazionale, e il Novo Quartet, fra i migliori quartetti emergenti (vincitori del concorso di Ginevra) in un programma che accosta due anime del Romanticismo del primo Ottocento, fra la luminosità del Quartetto op.44 n.1 di Mendelssohn e la tensione emotiva del Quintetto op.34 di Brahms.
Proprio Brahms diventa fil rouge della programmazione musicale tornando anche nell’ultimo concerto (il 17 maggio alla ore 17), Gli anni venti a Parigi con il pianista di Hong Kong Aristo Sham, primo premio al Van Cliburn, che interpreterà Klavierstrucke e Sonata n.1 di Brahms oltre a riproporre Gaspard de la nuit di Ravel, fra i brani suonati da Benedetto Arturo Michelengeli nel 1959, in uno dei recital di apertura della stagione del Teatro della Cometa.
Il 10 aprile alle ore 20, spazio a Il salotto degli anni venti, un programma che si adatta a uno spazio domestico, con un trio d’eccezione composto da Sara Mingardo, celebre voce barocca, dal violista George Kovalev e dallo stesso Massimo Spada al pianoforte per un programma all’insegna della grande tradizione liederistica, dalla struggente poesia dolorosa di Mahler nei Kindertotenlieder ai piacevoli ricordi dell’infanzia di grande bellezza evocati in due brani di Brahms.
Il 17 e 18 marzo ore 20.30 spazio alla mini residenza di Chiara Civello, fra le cantanti, polistrumentistre più interessanti ed eclettiche della scena internazionale: un programma fra jazz, soul e musica brasiliana proposto in un inconfondibile raffinato stile, qui declinato per voce, pianoforte e chitarra e che conferma l’idea di trasversale accoglienza che guida il progetto della Cometa.
Non solo musica, ma anche prosa, curata da Lorenzo Salveti, con tre diverse proposte estremamente diverse.
La storia è questa. Il processo di Giovanna D’Arco di Teresa Cremisi e Chiara Valerio, rilettura contemporanea del processo alla Pulzella d’Orleans, interpretata da Caterina Tieghi, porta la firma della regista Liv Ferracchiati, fra le registe emergenti più interessanti. Lo spettacolo sarà in scena dal 24 al 27 marzo alle ore 21, il 28 marzo alle ore 19, il 29 marzo alle ore 17.
In scena anche La signora delle camelie, liberamente tratto dal romanzo di Dumas figlio e dalla Traviata, diretto da Giovanni Ortoleva che trasforma la tragica vicenda di Violetta in una vera e propria cronaca di omicidio sociale (in scena il 31 marzo e il 1 aprile ore 21 e il 2 aprile alle ore 17 e alle ore 21).
Un lavoro di sperimentazione e di processo creativo in fieri diviso ancora una volta fra Parigi e Roma, è Più grande di me di Nathalie Fillion: Sara Drago tratteggia il ritratto di una donna dei nostri giorni che si interroga sul suo posto nel mondo (in scena il 18 aprile alle ore 19 e il 19 aprile alle ore 17).
Il progetto Roma-Parigi si arricchisce di numerosi altri eventi che coinvolgono attivamente gli spazi del teatro: vengono infatti allestite una mostra d’archivio a cura di Maria Alicata, interamente dedicata al legame fra Roma e Parigi attraverso la figura di Mimì Pecci Blunt, che fra lettere e foto mostra la fitta rete di relazioni con i maggiori intellettuali dell’epoca e l’installazione site specific The Theatre of the Commons di Marinella Senatore, a cura di Paola Ugolini, critica d’arte e curatrice. “Mi sento una musicista artista attivista che si divide fra Roma e Parigi, ma come lavorare in modo significativo con un archivio? Come riattivare tutte le informazioni per me che sono abituata al contatto con le persone? – spiega Marinella Senatore – Mi sono concentrata sulle relazioni di Pecci Blunt cercando di riattivare il ponte Roma-Parigi come ponte concettuale intendendo anche la festa come celebrazione della comunità in uno spazio pubblico“.
Fra immagini di paesaggi e foto, l’installazione nel foyer diventa lo storytelling di un progetto visivo che si ispira agli intellettuali frequentati dalla contessa trasformando lo spazio come elemento fondante della comunità intrecciandovi la presenza di banner e stendardi ricamati a mano (realizzati in collaborazione con la Chanaya di Mumbai): il foyer del teatro diventa così la piazza ideale di incontro della comunità, proprio riproponendo in qualche modo l’obiettivo stesso del Teatro della Cometa, nella sua trasformazione di spazio comunitario.
Una proposta raffinata e articolata che suggella il nuovo progetto di Maria Grazia Chiuri sviluppandosi in uno spazio tornato ad essere un piccolo, grande gioiello architettonico. Info e dettagli su teatrodellacometa.com
Fabiana Raponi

