Gli spazi industriali e vibranti dell’OFF Topic a Torino si rivelano il contenitore ideale per l’operazione condotta da Federica Rosellini su Ivan e i cani, il crudo testo della drammaturga inglese Hattie Naylor. La Russia degli anni Novanta, scossa dal crollo del sistema sovietico e precipitata nella miseria più spietata dell’era Eltsin, diventa un non-luogo archetipico dove l’umano si dissolve e l’animale assurge a unico detentore di pietà. La Rosellini, sola in scena, compie un lavoro di fusione sinestetica che incrocia recitazione, arti sonore e arti visive in un unicum di rara potenza espressiva. Circondata da una strumentazione che evoca l’epoca (una batteria elettronica, sintetizzatori, un kazoo elettrico), l’attrice e regista seziona la memoria di Ivan, il bambino sfuggito alla violenza domestica per trovare calore in un branco di cani randagi moscoviti. Visivamente, lo spettacolo lavora per sottrazione, concentrando l’attenzione sui corpi sonori e sulle modulazioni della voce. La presenza audio registrata in lingua originale (la voce russa della madre dell’artista, Laura Pasut) amplifica la dimensione interculturale dell’opera, creando un ponte fonetico ed emotivo tra la Mosca di trent’anni fa e l’oggi. La Rosellini non interpreta semplicemente Ivan; ne evoca i fantasmi attraverso loop ritmici che scandiscono un’angoscia glaciale, trasfigurando la disperazione in un paesaggio sonoro. La frontiera tra umanità e bestialità viene costantemente esposta in scena, sfidando le nostre percezioni etiche. È un teatro che richiede dedizione totale da parte dello spettatore, trascinato in un’apnea emozionale che lascia il livido, ben oltre il calare delle luci. Un’apocalisse di segni che oltrepassano suoni, odori, calore dei corpi, il freddo, la fame, la musica elettronica e arrivano dritti allo stomaco, al ventre, agli atri e ventricoli, scavano dentro un viaggio a perdifiato dentro le vene, le ossa, i muscoli. Quello della Rosellini è rito, è sacrificio, è lacerazione oltre la carne, transumanesimo contemporaneo, unione d’epidermide e realismo magico, dove la presenza si trasfigura in atto immaginativo orgiastico, taumaturgia di una società che implode, agonizzando alla deriva. Migliaia di rivoli acustici, stimoli emozionali, circuiti dissennati che frantumano l’orizzonte individuale per fondare una nuova performatività della carne. La Rosellini si conferma ancora sacerdotessa di riti scenici e catarsi comunitaria.
Visto il 13 aprile 2026
OFF Topic – Torino
IVAN E I CANI
di Hattie Naylor
traduzione di Monica Capuani
performer, sound design e regia Federica Rosellini
voce registrata in russo Laura Pasut Rosellini
luci Simona Gallo, scene Paola Villani, costumi Simona D’Amico
produzione Cardellino

