Uscendo dai circuiti istituzionali per immergersi nelle trame del teatro indipendente torinese, lo spazio intimo di Pappagalli in trappola offre un terreno fertile per l’esplorazione del grottesco. Angelo Tronca, mattatore e autore, rielabora l’eredità patafisica e surreale di Alfred Jarry in uno spettacolo che ibrida le dinamiche di Ubu Re con le visioni di Movti, altro successo di Angelo Tronca insieme a Ludovica Aprile, qui in veste di regista. In un ambiente in cui il confine tra palco e platea viene annullato, l’impatto visivo si affida alla fisicità debordante degli interpreti e a un utilizzo parsimonioso ma graffiante degli oggetti di scena, trasformando la povertà di mezzi in una scelta estetica di rottura. L’interazione tra Tronca e Francesco Gargiulo genera siparietti di puro cinismo teatrale, richiamando la comicità bassa e terrena dei clown scespiriani, ma calata in un contesto di disillusione contemporanea. La presenza di Lorenzo Bartoli fa da contrappeso filosofico, tessendo digressioni che elevano la farsa a specchio deformante della nostra società. Il dialogo interculturale qui non si manifesta in modo didascalico, ma emerge nella capacità dello spettacolo di tradurre l’assurdità del potere e della prevaricazione – temi universali – in un linguaggio fisico, ritmico e profondamente dissacrante. Tronca dimostra un controllo interpretativo notevole nel gestire le alchimie del piccolo spazio, costringendo lo spettatore a un confronto ravvicinato con l’osceno e il comico, andandolo a stanare dalla comoda tana in cui è rannicchiato per renderlo partecipe e complice degli atti puramente surreali che la scena impone. Il genio del Tronca si materializza anche in un dispositivo creato con la stampante 3D che registra e impreca, che offende e annaspa fra parole, suoni, onomatopee, deflagrazioni. L’illuminazione, cruda e frontale, non concede vie di fuga visive: siamo tutti complici delle atrocità tragicomiche che si consumano a pochi passi da noi, in una liturgia teatrale che rivendica la necessità dell’irriverenza. Ubu Re è morto, Ubu Re è vivo… più che mai.
Visto l’11 aprile 2026
Spazio Pappagalli in Trappola – Torino
Ubu Re
di Alfred Jarry
adattamento a cura di tutta la compagnia
regia di Ludovica Aprile
con Angelo Tronca, Francesco Gargiulo, Lorenzo Bartoli

