I concerti del 25 e del 26 giugno all'Orto Botanico di Roma
Prosegue la nona edizione Classica al Tramonto, la rassegna estiva dell’Istituzione Universitaria dei Concerti ospitata in uno dei posti più suggestivi della Capitale, il Museo Orto Botanico, negli ex Giardini di Cristina di Svezia, nel cuore di Trastevere.
Sempre più interessanti gli eventi della rassegna che si svolgerà dall’11 giugno al 15 luglio proponendo serate all’insegna di concerti unici (ore 21.00) oppure serate con due appuntamenti con la formula del doppio concerto (alle 20.30 e alle 21,30) oltre che ad eventi speciali.
Giovedì 25 giugno alle ore 20.30 il palco dell’Orto Botanico ospita il pianista Alessandro Simoni con un programma che propone un percorso, fra Bach, Chopin, Beethoven, Skrjabin e Kurbatov che attraversa diverse epoche della letteratura pianistica, mettendo in relazione forme, linguaggi e sensibilità differenti, dalla rigorosa architettura barocca fino alle sonorità contemporanee.
Il Preludio e Fuga BWV 854 dal Clavicembalo ben temperato II di Bach si fonda su un impianto contrappuntistico in cui la chiarezza della disposizione delle voci convive con una significativa densità imitativa. La Sonata Op. 10 n. 3 di Beethoven si colloca in una fase di ridefinizione della forma-sonata dove, accanto alla chiarezza strutturale dei movimenti estremi, il Largo e mesto introduce un livello di intensificazione espressiva. Nella produzione pianistica di Chopin, il rapporto tra modelli formali e scrittura idiomatica è centrale: la Mazurka Op. 24 n. 1 rielabora infatti i tratti ritmico-metrici della danza polacca attraverso dislocazioni accentuative e una certa instabilità armonica; lo Scherzo op. 39 n. 3, invece, si configura come una forma ampia e contrastiva, dove il virtuosismo è funzionale all’articolazione delle tensioni tematiche e tonali. Con la Sonata op. 30 n. 4, Skrjabin porta a esito la crisi della sintassi tonale funzionale: la forma unitaria e continua dissolve la segmentazione in movimenti, l’organizzazione armonica privilegia campi sonori e tensioni intervallari. Il brano “Lost in Darkness” op. 34 di Kurbatov si inserisce in una prospettiva contemporanea in cui il pianoforte è concepito come spazio di esplorazione timbrica e la scrittura privilegia parametri come densità, registro e articolazione, rispetto allo sviluppo tematico in senso tradizionale.
Classe 1996, Alessandro Simoni ha frequentato il Conservatorio di Frosinone nella classe del M° Gilda Buttà, conseguendo il diploma con la massima votazione, la lode e menzione d’onore. Ha frequentato corsi e masterclass sotto la guida di prestigiosi Maestri e si è diplomato cum laude ai Corsi di Perfezionamento presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, sotto la guida di Benedetto Lupo. Si è esibito in numerose città e nel 2021 è stato selezionato dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia come pianista dell’Ensemble Novecento. Ha partecipato a numerosi concorsi pianistici nazionali ed internazionali: fra i premi più recenti, il riconoscimento nel 2023 come “miglior finalista italiano” al Sigismund Thalberg International Piano Competition. Di recente ha firmato un contratto discografico con l’etichetta Brilliant Classic, per l’incisione della raccolta completa di Studi del compositore Adolf von Henselt.
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Sebbene nessuno di questi titoli sia stato dato dal compositore, “Al chiaro di luna”, “Tempesta” e “Appassionata” hanno probabilmente contribuito alla straordinaria popolarità di questi capolavori. Beethoven è radicato nel classicismo, ma la sua musica appare spesso, per certi aspetti, più “romantica” di quella successiva. È difficile infatti trovare pagine che esprimano con altrettanta immediatezza e intensità un’ampia gamma di emozioni, inclusi il senso di tragedia e il destino con cui il compositore dovette confrontarsi. Solo cinque anni dopo il primo gruppo delle 32 sonate, dedicato a Haydn, Beethoven scrive opere dal carattere quasi fantastico, lontane dalla pura forma classica. “Sonata quasi una fantasia”, titolo autentico della celebre “Al chiaro di luna”, potrebbe valere per tutte e tre le sonate in programma. I loro slanci emotivi, i bruschi mutamenti e le ricche sfumature sonore saranno affidati a Martin Nöbauer.
La rassegna prosegue Venerdì 26 giugno alle ore 20.30 con il primo appuntamento di elettronica con Leon Blane e Opera Electric, nuovo lavoro di Leon Blane(Leonardo Di Fiore) live electronics, e Nelio Van Heeswijk (Charlie Vaux) voce.
Leon Blane è un artista pop-elettronico che esplora l’esperienza umana contemporanea attraverso sound design innovativo, tecniche avanzate di elaborazione vocale e una produzione all’avanguardia. Fondendo influenze pop ed elettroniche moderne con testi dal forte impatto emotivo, la sua musica riflette le complessità della vita contemporanea, promuovendo autenticità, connessione e un senso di esperienza umana condivisa.
Opera Electric è il nuovo sodalizio di Leon Blane (Leonardo Di Fiore) e Nelio Van Heeswijk (Charlie Vaux).
I due artisti collaborano in un progetto guidato dai sintetizzatori analogici, voci espressive e testi atmosferici, in un sound che si muove tra nostalgia e pop raffinato. Cominciata come una collaborazione al progetto solista di Leonardo Di Fiore, Opera Electric si è rapidamente evoluta in una vera partnership creativa: in qualità di fotografo e filmmaker, Nelio ha sviluppato l’identità visiva di Leon Blane. I due artisti hanno costruito un linguaggio comune che unisce suono, immagini e narrazione in un insieme coerente. gettando così le basi per il loro EP di debutto Changing Colors, pubblicato nel giugno 2025 e presentato proprio all’Orto Botanico. Ispirato da gruppi come Depeche Mode, Visage, la New Romantics e le icone queer degli anni Ottanta, Opera Electric crea un universo sensuale fatto di velluto, pelle e cromature attraversato da un sound fatto di synth-pop moderno senza filtri, emotivo, intransigente, intriso di un tocco di intrigante teatralità.
Compositore, sound designer, producer e cantante italiano, attualmente attivo a Berlino, Leonardo Di Fiore, attraverso il suo progetto solista Leon Blane, si è fatto conoscere per una scrittura introspettiva e per produzioni contemporanee che fondono generi diversi, esplorando temi come l’autenticità e le tensioni interpersonali nel mondo digitale. Scrive, produce e mixa la propria musica in totale autonomia e nel 2026 ha pubblicato, tra gli altri lavori, l’EP “Real Life”. Il suo stile distintivo, che unisce profondità emotiva e una produzione moderna e accurata, definisce anche il sound di Opera Electric.
Conosciuto come Charlie Vaux, Nelio van Heeswijk è una figura affermata della scena club di Berlino, conosciuto per i suoi DJ set che attraversano e mescolano generi diversi, nonché come fondatore di LOVESHACK, party series nata nel quartiere berlinese di Neukölln. Parallelamente alla musica, lavora come fotografo e filmmaker ed è cofondatore di “Peachfuzz”, studio fotografico e collettivo queer con sede a Berlino. Dal 2025 vive apertamente come uomo trans: il suo percorso di transizione, insieme ai temi dell’identità queer e della scoperta di sé, attraversa gran parte dei suoi testi e alimenta il suo impegno nella creazione di spazi dedicati alla visibilità e all’espressione della comunità queer.
Info e biglietti su concertiiuc.it

