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BolognaCartellone - StagioneFeatured

Agorà 11 – UNDICESIMA EDIZIONE

Redazione
Ultima modifica: 12 Ottobre 2026 16:20
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Stagione teatrale 2026-27 Orizzonti dell’animo, orizzonti del mondo

Agorà 11 – UNDICESIMA EDIZIONE
Stagione teatrale 2026-27

Orizzonti dell’animo, orizzonti del mondo

L’universo non ha un centro,
ma per abbracciarsi si fa così:
ci si avvicina lentamente.
Chandra Livia Candiani

Bologna, 12 ottobre 2026 – I versi di Chandra Livia Candiani accompagnano la nuova Stagione Agorà suggerendo un gesto semplice, ma oggi quanto mai necessario: avvicinarsi. In un tempo che sembra spingerci nella direzione opposta, a separarci, a irrigidire le distanze, il teatro torna a essere uno spazio in cui incontrarsi e riconoscere ciò che ci lega. Agorà rinnova così la propria idea di
teatro diffuso, capace di attraversare luoghi e comunità e di mettere in relazione le nostre vite con quelle degli altri, anche quando sembrano lontane. Al centro, il modo in cui abitiamo il mondo: ciò che accade fuori di noi e inevitabilmente entra nelle case, nei legami e nelle scelte di ogni giorno.

Con 22 appuntamenti in cartellone, la Stagione diretta da Alessandro Amato si snoda dal 14 novembre 2026 al 23 maggio 2027 nei teatri, nelle biblioteche e negli spazi culturali degli otto comuni dell’Unione Reno Galliera. Una mappa che attraversa orizzonti dell’animo e del mondo, fragilità e pratiche di cura, famiglie e amicizie, identità e differenze; guarda a un presente precario e ai futuri ancora possibili, mentre i classici tornano a parlarci da prospettive inattese e riecheggiano voci dal Novecento. Lo stesso sguardo sul presente e sul domani emerge dall’immagine della stagione firmata da Lisa Lazzaretti: in un futuro immaginario il regno vegetale sembra scegliere di abbandonare la Terra, mentre una bambina si aggrappa a una pianta nel tentativo di trattenerla, o forse di partire con lei. Un’illustrazione sospesa tra perdita e possibilità, che richiama il rapporto con il pianeta, la paura del futuro e, ancora una volta, il bisogno di non lasciare andare ciò che ci tiene legati al mondo. Il mondo dentro, il mondo fuori Conflitti esterni e interni attraversano idealmente la stagione, dal primo all’ultimo spettacolo.

Apre il cartellone La guerra non è ancora cominciata del drammaturgo russo Mikhail Durnenkov, uno dei protagonisti della Novaja Drama, movimento che ha fatto del teatro uno strumento di critica e azione. Andrea Avanzi, Tamara Balducci e Francesco Pennacchia, diretti da Michele Di Giacomo, interpretano una ventina di personaggi in dieci episodi che passano dal comico al drammatico. La guerra è sempre nominata e mai mostrata, un rumore di fondo che progressivamente entra nelle vite, tra piccole aggressioni, egoismi e incapacità di amare, fino a trasformare chiunque in un possibile nemico da cui difendersi. (Sabato 14 novembre ore 21, Teatro La Casa del Popolo, Castello d’Argile).

La guerra civile infuria invece fuori dalla villa de L’autunno dei succubi della scrittrice e drammaturga georgiana Nino Haratischwili, nuova produzione di Associazione Liberty – Stagione Agorà, con Donatella Allegro, Olga Durano e Sofia Longhini, a cura di Alessandro
Amato, che chiude la stagione. Il generale e Capo dello Stato è scomparso, il personale è fuggito e nella casa restano soltanto tre donne: Rina, vecchia cuoca fedele al regime; Kaela, governante cinica e disillusa; Luci, giovane profuga diventata domestica. Tagliate fuori dal mondo, si contendono controllo, sopravvivenza e gerarchie, mentre la violenza del potere continua a vivere nelle relazioni anche dopo la sua caduta. (Sabato 22 maggio ore 21 e domenica 23 maggio ore 18, Teatro La Casa del Popolo, Castello d’Argile).

Fragilità, cura, comunità Cosa accade quando qualcuno diventa vulnerabile, e chi se ne prende cura? L’infanzia abbandonata, il lavoro sociale e l’esperienza della malattia raccontano forme diverse del bisogno dell’altro. È una storia vera quella di Ivan e i cani di Hattie Naylor, portata in scena da Federica Rosellini. Ivan ha quattro anni e vive nella Russia poverissima degli anni Novanta. La madre sta con un uomo che la picchia quando beve e Ivan, diventato un incomodo, un giorno esce e se ne va per le strade di Mosca. La sua odissea finirebbe presto se non incontrasse una comunità inattesa: una muta di cani randagi che lo accoglie e gli regala ogni giorno la sopravvivenza. Una fiaba nera, vera, sull’infanzia abbandonata e sulla possibilità di trovare cura ai margini del mondo umano. (Giovedì 26 novembre ore 21, Teatro Alice Zeppilli, Pieve di Cento).

La cura è invece un mestiere in Oliviero del Teatro dei Borgia, scritto e diretto da Gianpiero Borgia a partire da una ricerca sul campo accanto agli operatori sociali di Brescia e Bergamo. Fabrizio è un assistente sociale e amministratore di sostegno, Oliviero un uomo solo, segnato dall’alcolismo. Ogni lunedì trascorrono insieme due ore fatte di gesti minimi. Tra rituali, provocazioni e momenti di complicità nasce una relazione fragile, quasi un’amicizia, fino a quando una verità rimette in discussione ogni equilibrio. (Sabato 6 febbraio ore 21, Villa Smeraldi, Bentivoglio).

In Dedicato, scritto insieme a Francesco Alberici, Ermelinda Nasuto racconta una storia intima e autobiografica, nata dalla diagnosi di un carcinoma mammario ricevuta dieci giorni prima di compiere quarant’anni. La malattia e la cura entrano nella quotidianità e ne modificano tempi, gestie prospettive. Accanto a lei, Olga Durano accompagna quella che l’autrice definisce “una passeggiata dolce”: il racconto di un tempo sospeso in cui il rapporto con il corpo, con gli altri e con ciò che sembrava ordinario si trasforma, lasciando emergere nuove forme di attenzione e vicinanza. (Sabato 13 febbraio ore 21, Teatro Alice Zeppilli, Pieve di Cento).

Famiglie, amicizie, legami Famiglie, madri e figli, amicizie che attraversano il tempo e i cambiamenti: il teatro entra nello spazio delle relazioni per raccontarne affetti, contraddizioni, complicità e trasformazioni. Con Hamlet Travestie, Punta Corsara riallestisce in occasione dei vent’anni dalla nascita del progetto uno dei suoi spettacoli storici. Dalla riscrittura burlesque settecentesca di John Poole e dal Don Fausto di Antonio Petito si arriva alla contemporanea famiglia napoletana dei Barilotto, alle prese con lavoro, casa, debiti e figli. Al centro Amleto, figlio senza padre, intorno al quale la vicenda shakespeariana diventa il canovaccio di un’improbabile tragedia redentiva. (Domenica 17 gennaio ore 21, Teatro La Casa del Popolo, Castello d’Argile).

Un salotto pieno di scatole, un vecchio articolo di giornale e una citazione di cui mancano le ultime parole: da qui prende avvio Madri di Diego Pleuteri. In un pomeriggio di pioggia, un ragazzo torna a trovare la madre e finisce per seguirla nella ricerca di quel frammento dimenticato. Dalle scatole affiorano fotografie, romanzi, ricordi. Sospesi tra sogno e realtà, madre e figlio sprofondano in un inconscio quasi collettivo alla ricerca delle parole perdute. (Martedì 23 marzo ore 21, Teatro La Casa del Popolo, Castello d’Argile).
L’amicizia tra Lila e Lenù torna al centro di Storia del nuovo cognome. L’Amica geniale a fumetti vol. 2 di Fanny & Alexander, tratto dal secondo volume del graphic novel di Chiara Lagani e Mara Cerri ispirato alla tetralogia di Elena Ferrante. Chiara Lagani e Fiorenza Menni vestono i panni delle due protagoniste, ormai cresciute. Attorno al grande collage realizzato in scena, i paesaggi e i personaggi disegnati da Mara Cerri sembrano uscire dal fumetto e prendere vita in un racconto sull’amicizia, sull’emancipazione dai pregiudizi e sul potere dell’immaginazione. (Sabato 8 maggio ore 21, Teatro Comunale, Argelato).

Identità, differenze, sguardi Il nostro sguardo sugli altri non è mai neutro: ciò che vediamo si intreccia alle categorie, alle aspettative e ai pregiudizi attraverso cui siamo abituati a leggere le persone che abbiamo davanti. Omar, protagonista di Non una grande storia di Vittorio Continelli e Stefano Tè, ha una moglie, dei figli, un lavoro e progetti per il futuro, finché un evento traumatico lo precipita nel momento di massima crisi della sua esistenza. Sullo sfondo scorrono trent’anni di società occidentale e il progressivo restringimento degli spazi di libertà, osservati attraverso una vita senza nulla di epico che proprio nella sua ordinarietà diventa una storia collettiva. (Sabato 30 gennaio ore 21, Teatro Comunale, Argelato).

Rossella Dassu, in Divagazione sui generis. Itinerari letterari per prospettive incerte, percorre testi letterari, ricordi e riflessioni seguendo un filo di Arianna tutto femminile. Un percorso che parte dalla Bibbia e dal mito per arrivare al cuore di una domanda: da dove nasce e come si è conservata nei secoli l’idea che le donne e le minoranze di genere possano essere subordinate al potere maschile? (Sabato 21 novembre ore 21, Biblioteca Mario Luzi, San Pietro in Casale). Una donna alle prese con la menopausa decide di lasciare emergere la bambina che porta dentro di sé: allegra, indisciplinata, dispettosa e… sorda. Da qui prende avvio DIVERSetà di Giuditta Cambieri, che attraversa con ironia un passaggio della vita tanto temuto quanto agognato. La bambina è sorda per scelta, perché a volte, per comprendere la realtà, bisogna chiudere le orecchie. Uno spettacolo accessibile a un pubblico di persone sorde e udenti. (Venerdì 11 dicembre ore 21, Teatro Alice Zeppilli, Pieve di Cento).

Gioca apertamente con i nostri pregiudizi Infinita bellezza di Fondamenta Zero, vincitore del Premio Scenario 2025. Il pubblico entra nel meccanismo dello spettacolo attraverso un libretto che sembra anticipare ciò che accadrà in scena, salvo rivelarsi poco alla volta un manipolatore tutt’altro che innocente. Tra aspettative disattese e cortocircuiti, anche i corpi degli attori diventano terreno di interpretazione e giudizio. (Sabato 3 aprile ore 21, Teatro Biagi D’Antona, Castel Maggiore).

Presente precario, futuri possibili Tra crisi climatica e precarietà, migrazioni, desideri individuali e responsabilità collettive, il teatro guarda oggi alle possibilità ancora aperte di scegliere, partire, restare, costruire. Dad or Alive di BumBumFritz parte dal desiderio di genitorialità e lo mette a confronto con un presente segnato da crisi climatica, precarietà economica, ecoansia. Parole, dati, confessioni, videomapping e musica elettronica dal vivo danno forma a un conflitto contemporaneo, in cui il desiderio di avere un figlio finisce inevitabilmente per misurarsi con una domanda più grande: in che mondo crescerà? (Sabato 5 dicembre ore 21, Teatro Biagi D’Antona, Castel Maggiore).

Una coppia e un pianeta in crisi si riflettono l’uno nell’altra ne Il dilemma dei cento girasoli fotovoltaici di Matrice Teatro. La fine di una relazione incontra quella, continuamente annunciata, del mondo così come lo conosciamo. Lo spettacolo mette così in parallelo due legami che chiedono attenzione, cura e responsabilità: quello con la persona che abbiamo accanto e quello con il pianeta che abitiamo. In entrambi i casi, ciò che accade dipende dall’impegno che siamo disposti a mettere nella relazione, ma anche dalla capacità di riconoscere che non tutto può essere controllato. (Sabato 27 febbraio ore 21, Teatro Biagi D’Antona, Castel Maggiore).

Parte davvero Pietro Cerchiello in Concerto per uno sconosciuto, vincitore del Premio Scenario 2025 – Alessandra Belledi per la Sfida Artistica: a 26 anni lascia tutto per percorrere 460 chilometri nel nord della Svezia. Le tappe diventano capitoli: l’euforia iniziale, la fatica, la solitudine, la bellezza, gli incontri e infine il ritorno. Chitarra, loop station e sassofono accompagnano una narrazione tra teatro e concerto, intrecciando sperimentazione sonora, folklore scandinavo e canzone d’autore. (Venerdì 12 marzo ore 21, Teatro Biagi D’Antona, Castel Maggiore).

E poi c’è chi il futuro dovrà abitarlo davvero. La futura classe dirigente di Caterina Marino nasce da oltre un anno di interviste a bambini e bambine. Ecologia, razzismo, genere, potere, denaro epaura del futuro attraversano il loro sguardo sul presente. Quattro performer adulti danno voce a quelle parole in una conferenza internazionale, mentre il pubblico diventa interlocutore diretto. Le parole dei bambini diventano specchi delle responsabilità degli adulti e delle possibilità ancora aperte di agire. (Venerdì 16 aprile ore 21, Teatro La Casa del Popolo, Castello d’Argile).

Classici in controluce I classici non come monumenti da conservare, ma come materia da deformare e guardare da una prospettiva inattesa. Nel racconto incompiuto di Dostoevskij da cui nasce Il coccodrillo, un funzionario di Pietroburgo viene inghiottito dall’animale durante una visita a un’esposizione. Rimane vivo e, anziché disperarsi, scopre di trovarsi perfettamente a proprio agio nel ventre della bestia, da dove continua a parlare, ragionare e progettare il proprio futuro. Tommaso Taddei porta in scena questa
“birichinata letteraria” trasformando la situazione assurda in una satira feroce del culto del profitto, dell’ascesa della borghesia e della fiducia nel progresso. (Venerdì 18 dicembre ore 21, Teatro Comunale, Argelato).

Dal mare di Hemingway arriva invece Il vecchio e il marlin di Roberto Abbiati e Claudio Morganti. Un vecchio pescatore e un vecchio marlin si incontrano al largo dell’oceano, si studiano e provano a capire cosa pensa l’altro. Poi decidono, quasi mettendosi d’accordo, di darsi battaglia. Ma il pescatore è anche un piccolo clown pieno di dignità e grazia e il pesce, questa volta, ha una voce: nel piccolo “circo H”, dove H sta per Hemingway, i due diventano avversari, complici e quasi fratelli. (Sabato 6 marzo ore 21, Biblioteca Giovanna Zangrandi, Galliera).

Voci dal Novecento La memoria non come esercizio celebrativo, ma come materia viva che continua a interrogare il presente. Tre vicende reali attraversano alcune delle grandi fratture del Novecento. Ritrovato fortuitamente in un archivio di Bologna e pubblicato nel 2023, il diario di Carla Simons trova nuova voce ne La luce danza irrequieta, con Irene Guadagnini. Ad Amsterdam, tra il 1942 e il 1943, Simons vive il terrore dei rastrellamenti fino all’arresto e la deportazione ad Auschwitz. La lettura teatrale delle sue parole si intreccia alle musiche di Eugenio Polacchini e Matteo Minozzi, eseguite dal Bruskers Guitar Duo insieme alla Young Guitar Orchestra. (Venerdì 22 gennaio ore 21, Teatro Biagi D’Antona, Castel Maggiore).

A quarant’anni dal disastro nucleare, Reportage Chernobyl. L’atomo e la vanga. La scienza e la terra di Roberta Biagiarelli torna a interrogare un episodio che appartiene ancora al presente. Nato dalle testimonianze raccolte da Svjatlana Aleksievič in Preghiera per Chernobyl, il lavoro si sviluppa attorno alle voci di Ljudmila, moglie di uno dei pompieri accorsi alla centrale, e Valentina, moglie di uno dei “liquidatori”, con la partecipazione in video di Roberto Herlitzka. Chernobyl diventa così una lente sul rapporto tra uomo e scienza, tecnologia e ambiente, memoria e disinformazione. (Sabato 20 marzo ore 21, Sala Giulietta Masina, San Giorgio di Piano).

La memoria della Resistenza prende il volto di Irma Bandiera. Mimma, del Teatro dell’Argine, ripercorre le testimonianze di chi visse in prima persona la vicenda umana e politica della partigiana bolognese. Il racconto porta a misurarsi con il significato che quegli ideali hanno ancora oggi e con le forme che il coraggio, la responsabilità e la scelta di prendere posizione possono assumere nel nostro tempo. (Venerdì 23 aprile ore 21, Teatro Biagi D’Antona, Castel Maggiore).

Completa il programma il tradizionale appuntamento con il Premio Giuseppe Alberghini, concerto di musica classica, jazz e folk dedicato ai giovani talenti che si sono distinti nel concorso regionale istituito dall’Unione Reno Galliera nel 2015. (Sabato 9 gennaio ore 21, Teatro Biagi D’Antona, Castel Maggiore).

Infine, torna anche quest’anno Il Sofà di Agorà, ciclo di incontri realizzato in collaborazione con Altre Velocità. In occasione di alcuni spettacoli della Stagione, artisti e compagnie in cartellone si raccontano alla città fuori dal palcoscenico, nell’atmosfera informale della redazione di via Polese 40. Tra domande, aneddoti e confessioni, il pubblico potrà conoscere più da vicino il lavoro, i percorsi e le vite di chi ogni giorno sceglie di fare teatro.

Info e biglietti
Per ogni spettacolo, a ingresso gratuito e a pagamento, è sempre consigliata la prenotazione: 333 8839450; biglietteria.teatri@renogalliera.it.
Biglietto intero € 14, ridotto € 12, under 30 € 10, under 18 e studenti universitari € 5, studenti DAMS e Accademie €3, sconto gruppo minimo 5 persone € 8.
Ingresso omaggio per persone con disabilità.
Abbonamenti (con scelta degli spettacoli e posto riservato)
Carnet 4 ingressi: € 35
Carnet 6 ingressi: € 50
Carnet 8 ingressi: € 65
Carnet 10 ingressi: € 80
I carnet non sono nominali.

Programma, informazioni e biglietti: stagioneagora.it Agorà è la stagione teatrale itinerante negli otto comuni dell’Unione Reno Galliera, area metropolitana di Bologna: Argelato, Bentivoglio, Castel Maggiore, Castello d’Argile, Galliera, Pieve di Cento, San Giorgio di Piano, San Pietro in Casale. È promossa da Unione Reno Galliera, con il contributo della Regione Emilia Romagna e il patrocinio della Città Metropolitana di Bologna. Direzione artistica e produzione Associazione Liberty. Main sponsor: Hera. Sponsor: Coop Reno, Emil Banca, Gruppo Camst, Roboqbo, Società Dolce, Media partner: EmiliaRomagnaCultura. Con la partecipazione di Ater Fondazione, E Bal e con la collaborazione di ANPI, Altre Velocità, Antonio Mastrorocco, Biblioteche Associate, Premio Giuseppe Alberghini. Agorà intreccia inoltre relazioni e occasioni di confronto con altre realtà culturali attive sul territorio: Piccolo Festival della Divulgazione, Festival dell’Albero, Sfavilla, Uscire dal guscio.

La forma del fuoco
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Talenti al violoncello: Luca Giovannini – Bologna Festival
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