Al Teatro Quirino di Roma fino al 16 marzo 2025
Un interno un po’ sbilenco, con porte e finestre puntellate e il pavimento inclinato, bisognoso di una radicale ristrutturazione, ma arredato con un certo decoro borghese nella Londra anni Cinquanta, è la dimora di una vispa e bizzarra signora, perennemente intenta a preparare il tè. Volendo integrare i suoi magri introiti, ha pubblicato un annuncio per affittare una camera a una persona distinta.
La serena tranquillità dell’anziana signora viene messa alla prova dall’arrivo di un signore, gentile e di buone maniere, che ha letto l’annuncio. Dichiara di essere il professor Marcus e, presa visione dell’appartamento e della posizione della camera, afferma di volercisi trasferire immediatamente e che arriveranno anche tre suoi amici musicisti per effettuare le prove di un concerto.
La signora Louise Wilberforce, vedova di un ammiraglio, è totalmente soddisfatta e racconta garrula al quartetto della sua iniziazione infantile alla musica suonando l’arpa. Il suo orecchio sensibile e allenato le consente di cogliere la purezza di alcuni accordi che sente filtrare dalla porta chiusa, per i quali va a congratularsi offrendo una tazza di tè.
I quattro in realtà, più che musicanti sono malviventi, e stanno organizzando un assalto al vagone postale che transiterà sotto le finestre della camera che si affaccia sulla ferrovia sottostante. La musica, che risulta celestiale alle orecchie della padrona di casa, è una registrazione che serve a coprire i preparativi della rapina.
La signora, apparentemente svanita e ingenua, talvolta riceve la visita dell’agente MacDonald che passa a salutarla portando la crostata di frutti di bosco preparata dalla madre.
I preparativi del colpo sono a tratti maldestri poiché il capobanda deve misurarsi con la dabbenaggine di un complice tanto gigantesco quanto goffo e tontolone e con l’irruenza di un altro, cinico e spietato.
Per incassare il bottino senza farsi inseguire dalla polizia, il sedicente professore decide di chiedere alla signora la cortesia di ritirare per lui alla stazione un baule contenente lettere e vecchie fotografie di famiglia.
Tra contrattempi e imprevisti di vario genere la rapina riesce, la signora porta a casa il baule per l’inquilino, l’agente MacDonald porta alla signora i giornali con i titoli in prima pagina della rapina e dichiara che i criminali si sono dileguati senza lasciare traccia, e tutto sembra andare secondo le attese.
Ma l’imprevisto è in agguato.
Prelevate le custodie con gli strumenti e salutata con molti convenevoli la padrona di casa, oibò…il malvivente goffo commette l’ultima balordaggine.
Accortasi di essere stata inconsapevole complice di una banda di rapinatori, la donna minaccia di chiamare la polizia.
Ci riuscirà? Forse no. Rischia la vita? Probabilmente sì.
Inizia una vorticosa girandola di forsennati tentativi da parte della banda di rientrare in possesso del bottino, che cozzano contro la disincantata e disarmante spontaneità della signora intenzionata a custodirlo per restituirlo ai legittimi proprietari.
In un crescendo di comicità e suspense, l’imprevisto finale spariglia le carte.
Paola Quattrini è irresistibile nelle scene comiche e commovente nel dolente ricordo di musicista mancata, totalmente aderente al ritmo della commedia e all’apparente svagatezza del personaggio.
Giuseppe Pambieri ha l’eleganza e i modi garbati conditi di humor di un gentleman inglese, totalmente credibile nei panni dell’imperturbabile professor Marcus, col supporto di un suggestivo timbro vocale da attore di razza.
Gli interpreti della banda di malviventi caratterizzano ciascuno il proprio personaggio: Mario Scaletta (autore dell’adattamento teatrale), Roberto D’Alessandro, Pietro Casella, Nicola Paduano.
Le scene di Fabiana Di Marco ripartiscono la casa nei due ambienti della camera e del salotto con cucina. I costumi di Graziella Pera sottolineano le tipologie caratteriali dei personaggi e l’estrosità della signora.
La regia di Guglielmo Ferro conferisce alla vicenda la levità di una commedia noir, dando l’impressione che sul palcoscenico se la godano un po’ mentre ci si diverte in platea.
La commedia è l’adattamento teatrale firmato da Mario Scaletta del film “The Ladykillers” di Alexander Mackendrick del 1955, di cui i fratelli Coen nel 2004 realizzano la versione americana con Tom Hanks, ispirato ad un soggetto di William Rose.
Tania Turnaturi

