FANO, ex chiesa Santa Maria del Gonfalone 25 aprile 2025
FANO, ex chiesa Santa Maria del Gonfalone
25 aprile 2025
Concerto per violino e pianoforte.
Da piccolo corista a grande pianista Riccardo Maria Ricci si esibisce con la violinista Beatrice Bianca Calini nella grande sala della ex chiesa Santa Maria del gonfalone a FANO.
Recensione di Giosetta Guerra
Vent’anni fa era un bambino dai riccioli biondi, che cantava l’opera nel coro di voci bianche, Piccoli Cantori di Gio’ da me fondato, nella scuola elementare Corridoni di Fano. Il germe della musica si è sviluppato e oggi Riccardo Maria Ricci è un talentuoso pianista dai riccioli scuri. Dopo gli studi al Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro, alla Scuola di Musica di Fiesole e al Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze, Riccardo Maria Ricci ha intrapreso una brillante carriera concertistica come solista, camerista e pianista accompagnatore, collaborando anche a produzioni operistiche. Attualmente è pianista accompagnatore presso la Scuola di Musica di Fiesole.
Al suo fianco in questo raffinato concerto troviamo la violinista Beatrice Bianca Calini, diplomata al Conservatorio “G. Donizetti” di Bergamo. Artista di grande sensibilità, la Calini si esibisce regolarmente in Italia e all’estero, sia come solista sia in ensemble cameristici.
Il programma del concerto, composto da tre capolavori del repertorio francese per violino e pianoforte, offre al pubblico un viaggio affascinante tra fine Ottocento e primo Novecento.
Apre la serena la Sonata in Sol minore di Claude Debussy (1917), ultimo lavoro cameristico del compositore. In questa pagina asciutta e lirica, il dialogo tra violino e pianoforte è intimo e ricco di sfumature, a volte quasi sussurrato, a volte fitto e sostenuto, ora languido ora sferzante; la fluidità del tocco del pianista si sposa con l’abilità della violinista ad eseguire arcate ricche di frizzi e trilli acuti in stile virtuosistico. I suoni scanditi del pianoforte danno la sensazione di una musica sull’acqua.
A seguire, la celebre Sonata in La maggiore di César Franck, scritta nel 1886 come dono di nozze per il violinista Eugène Ysaÿe. È una pagina celebre per la sua struttura ciclica, la profondità espressiva e l’equilibrio perfetto tra slancio romantico e rigore formale. Dopo il primo movimento, segnato da una tristezza pacata, la musica è un susseguirsi di effetti sonori e sentimenti contrastanti: il pianista con tocco deciso, a tratti martellante, e la violinista con arcate sferzanti hanno disegnato un paesaggio sonoro intriso di inquietudine e di pathos, che nel finale si tinge di luce e colore.
È un brano intenso e intimo, ma la melodia non è orecchiabile.
Chiude il programma la travolgente Tzigane di Maurice Ravel, una rapsodia da concerto scritta nel 1924, che richiama le sonorità e la libertà stilistica della musica zingaresca. Virtuosismo sfrenato, colori brillanti e ritmo incalzante rendono quest’opera una sfida affascinante per gli interpreti, che hanno fatto sfoggio di una straordinaria abilità tecnica e di un’intensa partecipazione emotiva. Le arcate sinuose e sensuali del violino hanno un suono denso e sornione, i tocchi fitti e ribattuti anche in acuto del pianoforte fanno pendant con i pizzicati e il lungo assolo del violino con dissonanze e virtuosismi. Il brano si chiude con un ritmo danzante tipico della musica tzigana.
Applausi prolungati e calorosi hanno salutato i due giovani artisti, che hanno concesso un bis d’eccezione: Après un rêve di Gabriel Fauré, con cui hanno suggellato una serata di altissimo livello musicale.

