La nuova produzione firmata da Cecilia Ligorio con Manlio Benzi sul podio. Juan Francisco Gatell, Miriam Albano, Francesca Pia Vitale, Benedetta Torre e Krystian Adam in scena. Dal 14 maggio al 23 maggio a Roma
Il re pastore
di Wolfgang Amadeus Mozart compie 250 e il Teatro dell’Opera lo celebra con un nuovo allestimento in scena al Teatro Nazionale dal 14 maggio (ore 20.00, diretta da Radio3 Rai) al 23 maggio per un totale di quattro recite.
Sul podio Manlio Benzi dirige l’Orchestra dell’Opera di Roma e i cinque interpreti, il tenore Juan Francisco Gatell nella parte di Alessandro, il monarca razionalista deus ex machina della vicenda, il soprano Miriam Albano nel ruolo di Aminta, nel ruolo del titolo, Francesca Pia Vitale, nei panni della ninfa Elisa amata da Aminta, Benedetta Torre nel ruolo di Tamiri, la principessa travestita da pastorella, al debutto al Nazionale, Krystian Adam nel ruolo di Agenore, amico di Alessandro.
Il nuovo allestimento, con le scene di Gregorio Zurla, i costumi di Vera Pierantoni Giua, le luci di Fabio Barettin, è affidato a Cecilia Ligorio al debutto con la Fondazione Capitolina.
“Non è solo un viaggio attraverso la musica del primo Mozart, ma un’esplorazione delle scelte che plasmano la nostra esistenza, del dialogo necessario con i nostri limiti e i nostri desideri – spiega la regista – ci invita a chiederci e riconoscere quale sia la nostra vera natura, indipendentemente dalle condizioni esterne che ci vengono imposte, e ad ascoltarla fino in fondo, con il rivoluzionario coraggio della sincerità”.
Una scelta importante, quella del Teatro dell’Opera, che sceglie di portare in scena titoli da repertori meno frequentati con produzioni pensate appositamente per gli spazi del Teatro Nazionale.
Il re pastore è stata composta in tempi brevissimi nel 1775 quando Mozart aveva 19 anni: è l’ultima commissione per il teatro di corte di Salisburgo dove fu rappresentata per la prima volta il 23 aprile 1775. Scritta su libretto di Pietro Metastasio esalta le virtù che ispirano la politica asburgica è stata commissionata in occasione della visita di Massimiliano, il più giovane figlio di Maria Teresa, in viaggio da Vienna verso l’Italia.
Serenata in due atti, il Re Pastore si concentra intorno al tema Amore contro ragion di Stato ed è composta da una serie di arie introdotte da una ouverture e racconta la storia di Aminta, legittimo erede al trono di Sidone, cresciuto ignaro delle sue nobili origini. Quando Alessandro Magno decide di reinsediarlo sul trono, Aminta, innamorato di Elisa, deve scegliere fra la ragione di stato e l’amore.
“In questo raro titolo mozartiano la Natura diventa il parametro per riflettere sull’identità – prosegue la regista – Natura come un sistema sottile di connessioni tra il dentro e fuori, tra noi e l’altro, che va conosciuto e rispettato e che, se mantenuto in equilibrio, ci guida nella scelta di chi vogliamo – e possiamo – essere, rendendo così possibile, se non la felicità, quantomeno la gioia dell’esercizio della vita”.
In occasione del debutto a Salisburgo non era stato previsto alcun tipo di apparato scenico né un’azione teatrale, ma i personaggi mozartiano sono fortemente caratterizzati da un proprio stile musicale.
«Il re pastore, scritto dopo i lunghi viaggi di formazione col padre, quando ormai in Mozart emergeva l’urgenza di trovare una propria autonoma via di arte e di vita, è e si definisce una Serenata scenica, non una vera e compiuta opera – le parole del direttore Manlio Benzi – In questo crinale, tra diverse fasi della vita e diversi generi e stili svela, nella sua unicità, indicibile freschezza e fantasia; a sua volta, sfida l’interprete a corrispondere a quella fantasia e creatività. Drammaturgicamente è un tronco appena abbozzato, in nuce si intravede il gioco delle coppie del Così fan tutte di goethiana memoria. Fortunate immortali opere seguiranno, ma qui già vivono tutti i caratteri che saranno di quelle protagonisti”.
Dopo la prima rappresentazione, mercoledì 14 maggio alle 20.00, anche in diretta su Radio3 Rai, Il re pastore di Mozart torna in scena al Teatro Nazionale venerdì 16 maggio (ore 20), domenica 18 (ore 16.30), mercoledì 21 (ore 20) e venerdì 23 (ore 20).
Info e biglietti www.operaroma.it.
Fabiana Raponi

