La stagione teatrale di Florian Metateatro riparte dal festival Scenari Europei, dedicato ai giovani artisti
Il festival Scenari Europei ha celebrato quest’anno la sua decima edizione, soglia “storica” che per un festival teatrale rappresenta forse il raggiungimento della maggiore età, il raccolto di una messe artistica che può essere ripercorsa in retrospettiva e fornire indicazioni sull’evoluzione del teatro contemporaneo.
Un festival ideato da Florian Metateatro una decade fa – per l’appunto – con l’intento di dedicare uno specifico spazio d’espressione ai nuovi talenti delle arti performative.
Il programma della decima edizione di Scenari Europei ha proposto al pubblico sei lavori (due per ogni serata) provenienti dal Premio Scenario 2025: tre progetti premiati, due finalisti ed un semifinalista.

Andrea Mattei – vincitore del premio Scenario Periferie con la sua “Isola dei Ciccioni Felici” – introduce il pubblico di Scenari Europei ad una cifra che si rivelerà ricorrente nel corso del festival. La scena vuota non è –o non è principalmente- il risultato di un’impostazione stilistica o di una scelta registica: è bensì una chiave drammaturgica, in una visione teatrale sempre più attuale in cui lo spettacolo è terreno prediletto per la riflessione sul teatro medesimo, sull’essere attore e spettatori, sull’esserci.
Nelle “parentesi” in cui si rivolge al pubblico, Mattei menziona nominalmente le convenzioni drammaturgiche e sceniche, mentre, quando recita, la parola è affidata ad una voce fuori campo, con l’attore immerso in un linguaggio pantomimico: traduzione visiva di ciò che la parola descrive e, al contempo, azione che la parola commenta.

Il duo Bumbumfitz propone uno spettacolo di contenuto e denuncia, facendone materiale per la fruizione sensoriale. Il loro “Dad or Alive” si è aggiudicato, non a caso, il premio intitolato a Stefano Cipiciani per il miglior dispositivo scenico. Vestiti in total white, i due performer utilizzano il corpo come “lavagna vivente” per visualizzare informazioni e dati proiettati in videomapping.
La drammaturgia parte da una base testuale fatta di sondaggi e interviste, integrati da articoli scientifici e dalle previsioni sul futuro del pianeta ottenute interrogando l’intelligenza artificiale: una densità verbale e tematica che viene elaborata sul piano ritmico, per un effetto trascinante che non disperde l’urgenza dei temi sollevati (la crisi economica e climatica, connessa con la crisi del desiderio di genitorialità nelle nuove generazioni).

“Sulphur” di Marco Rinaldi (finalista Scenario 2025) è un lavoro di memoria storica, in cui la drammaturgia bascula tra ricostruzione e sospensione, sublimando il contenuto documentaristico per farne esperienza emozionale. Un’opera di concerto, in cui il disegno registico di Chiara La Gattuta contribuisce attivamente: sulla sinistra, una postazione di regia è presente a vista in scena, rivolta verso il fondale, “a specchio” rispetto ad una seconda postazione, collocata sul lato destro del palco, che invece ha valore scenografico ed è rivolta verso il pubblico.
Con studiata lentezza scopriamo i singoli elementi: riconosciamo un tavolo da lavoro, spartano, sostenuto da cavalletti di legno e sormontato da un cavo sottile. L’atmosfera caliginosa creata dall’alternarsi di buio e semioscurità lascia convivere i territori narrativi di un’ambientazione duplice: quella di una vecchia camera oscura per lo sviluppo manuale di pellicole fotografiche e quello dei cunicoli sotterranei di una miniera di zolfo realmente esistita …

“Infinita Bellezza” della compagnia Fondamenta Zero (vincitore Premio Scenario 2025) è un tuffo a piè pari nel presente, inteso come epoca storica e come condizione fisica di chi è in teatro in quel preciso istante: gli attori ed il pubblico. Il titolo arioso fa da contrappunto alla tematica centrale di un progetto di spettacolo effettivamente “a tema”. Ed il tema è il pregiudizio, indagato non tanto come postura moralistica, ma come meccanismo mentale inconsapevole.
In scena, Claudia Manuelli e Aron Tewelde agiscono in funzione di guide per il pubblico, affinché si attivi una partecipazione attiva ed operativa tra palco e platea, ma al contempo sono attori impegnati in una serie di scene, o meglio di situazioni-tipo. Il copione da cui partono possiede una consistenza sufficientemente liquida da adattarsi agli interventi degli spettatori, i quali sono chiamati a sfogliare un piccolo manuale predisposto sulle loro poltrone ed a “leggere” conseguentemente ciò che gli attori in scena fanno, dicono o pensano. L’esperimento sociologico e psicologico si volge presto in gioco teatrale che coinvolge un pubblico divertito.
La cifra post-drammatica che unisce progetti diversi come quello di Andrea Mattei e Fondamenta Zero si conferma in maniera quanto mai solida nella terza ed ultima serata del festival Scenari Europei 2025.

“Is this Europe?” di Ianua Coeli Linhardt (progetto semifinalista al Premio Scenario 2025) è un lavoro tutto giocato sull’asse meta-teatrale. Gli attori sono seduti a terra, in gruppo, sul limitare della scena. Una di loro prende la parola, introducendo a grandi linee uno spettacolo che forse verrà messo in scena. Da una sommatoria di detti e non-detti, si evince che si tratta della regista. Lei stessa è scettica, quasi insofferente, ma gli attori hanno voglia di recitare.
Come seguendo un canovaccio da definire e rifinire, si procede a montare le singole scene. Questa impaginazione drammaturgica in fieri, con la regista che interviene spesso a correggere o a prendere le distanze sulle battute pronunciate, conferisce alla messinscena un’atmosfera godibile in cui le prove attoriche si esaltano. Come in un docu-drama brillante, i quadri scenici analizzano le tappe della storia europea, dal dopoguerra ad oggi, dalle conquiste sociali degli anni 70 all’apoteosi rappresentata dalla caduta del muro di Berlino. Libertà che osservate dall’ottica attuale proiettano un’ombra carica di dubbi.
Dalla coralità di un lavoro collettivo si passa alla concentrazione di uno one-man show.

Emanuele D’Errico (finalista Premio Scenario 2025) con il suo “Processo all’Esistenza” ci conduce lungo le svolte di un crescendo irresistibile. La costruzione di un disegno registico solido e calibrato si dissimula gustosamente dietro l’apparente spontaneismo della situazione data: l’attore – sacrificale di fronte allo spietato giudizio del pubblico – si mostra e si descrive nella sua dichiarata inadeguatezza.
Ma il piano meta-teatrale viene presto superato, riempito da una corposa drammaturgia dell’io. Una serie di ribaltamenti di scena trasformano la confessione in atto d’accusa, il senso di colpa in rediviva consapevolezza, per poi tornare alla commedia, tramite le sponde di una satira del mainstream. Ogni cambio di tono e di registro è intenso, per scrittura e interpretazione (notevole altresì il corredo musicale), lasciando intravedere lo sviluppo di uno spettacolo che nella sua versione completa farà parlare di sé.
Il programma delle tre serate del festival Scenari Europei 2025 è stato impreziosito dagli intermezzi musicali eseguiti dal vivo, nella sala della musica del Florian Espace, dal Nami’s Duo, da Federica Magistro e da Olga Lysiuk.
Paolo Verlengia
SCENARI EUROPEI
– un giovane Festival
10° edizione
26-27-28 settembre 2025
Florian Espace (Pescara)
Tre giornate di Teatro performance musica
Direzione artistica Giulia Basel – Massimo Vellaccio – Alessandro Vellaccio
CREDITS:
“L’isola dei ciccioni felici” di Andrea Mattei (Bologna)
con Andrea Mattei
movimenti di scena e tecnica Marta Vergani
voce Elena Cupidio
musiche iGerardePardiè
disegno luci Massimo Giordani
“Dad or alive” di BumBumFritz (Padova)
testi, musiche, video, regia, interpreti Giovanni Frison, Michele Tonicello
“Sulphur” di La Gattuta/Rinaldi (Riccione)
di/con Marco Rinaldi
Regia Chiara La Gattuta
sound designer Guido Tongiorgi
“Infinita bellezza” di Fondamenta Zero (Milano)
Regia e drammaturgia Claudia Manuelli
Con Claudia Manuelli, Aron Tewelde
“IS THIS EUROPE?” di Ianua Coeli Linhart (Roma – Praga)
drammaturgia e regia Ianua Coeli Linhart
con Victoria Blondeau, Ianua Coeli Linhart, Anita Martorana, Marco Selvatico
uno spettacolo di collettivo primaparola – residenza produttiva Carrozzerie | n.o.t
“Processo all’esistenza” di Emanuele D’Errico
con Emanuele D’Errico (Compagnia Puteca Celidonia – Napoli)
musiche originali Tommy Grieco e Gianluigi Montagnaro
spazio scenico Rosita Vallefuoco
aiuto regia Gianluigi Montagnaro


